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    Home » Green Economy » L’inverno morde. I vescovi ai leader Ue: Energia accessibile e a prezzi ragionevoli

    L’inverno morde. I vescovi ai leader Ue: Energia accessibile e a prezzi ragionevoli

    L'appello dei prelati: dare priorità all'efficienza e partenariati per un nuovo sistema globale governato giusto, solidale, inclusivo e sostenibile

    Maria Elena Ribezzo di Maria Elena Ribezzo
    7 Novembre 2022
    in Green Economy, Politica Estera
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    Roma – Garantire un’energia accessibile e a prezzi ragionevoli alle persone più colpite dalla crisi; dare priorità all’efficienza e ridurre responsabilmente i consumi; perseguire partenariati energetici bilaterali e multilaterali per gettare le basi di un nuovo sistema energetico globale governato da giustizia, solidarietà, partecipazione inclusiva e sviluppo sostenibile. Lo chiede la Comece, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, che, con l’inverno alle porte, lancia un appello a chi nell’Unione ha responsabilità di governo.

    “L’eccessiva dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas da un unico fornitore ha permesso alla Russia di utilizzare le proprie forniture energetiche come un’arma”, tuonano i prelati, che lamentano una rafforzata insicurezza energetica in tutta Europa e una impennata dei prezzi che si ripercuote sulla società, “colpendo in particolare i più vulnerabili”.

    Non abbandonare le famiglie e le persone vulnerabili o vittime di discriminazioni socio-economiche, incapaci di far fronte all’aumento dell’inflazione e di pagare il riscaldamento o l’elettricità è la preghiera. Una situazione che, insiste la commissione, “rafforza le disuguaglianze sociali e il divario energetico“: “La crisi energetica è un ulteriore fardello dal punto di vista economico e mentale“. Mentre molte aziende falliscono, altre licenziano i propri lavoratori e molti, constatano i vescovi, “non sono più in grado di far fronte all’aumento del costo della vita”.

    Un appello alla solidarietà, ma anche alla lungimiranza: “Riconosciamo che la situazione attuale è complessa e rende necessarie considerazioni equilibrate che tengano conto degli aspetti sociali, economici, ecologici e geopolitici nell’ottica di un approccio eticamente responsabile” si legge. Nonostante la pressante emergenza, però, i prelati invitano a non perdere di vista gli obiettivi di lungo termine di una “transizione energetica giusta e sostenibile“.

    E anche se trovare un equilibrio corretto spetta alla politica, ci sono degli insegnamenti della Chiesa cattolica dai quali poter trarre esempio. Il primo: secondo la destinazione universale dei beni (il diritto naturale all’uso comune di tutti i beni del Creato a beneficio delle generazioni), lo Stato deve garantire una fornitura di energia sicura e sufficiente per tutti. Inoltre, sottolineano, è necessario “migliorare la responsabilità pubblica del settore attraverso un’equa distribuzione delle risorse energetiche, evitando la monopolizzazione da parte di uno Stato, di un gruppo d’interesse o di un’impresa, a scapito delle popolazioni e dei Paesi poveri che spesso pagano il prezzo di una cattiva gestione politica e della speculazione”. Il secondo: l‘opzione preferenziale per i poveri, che non è solo una priorità nella vita di carità di ogni cristiano, ma anche una responsabilità sociale. Il terzo: Giustizia e pace, una giustizia che “consenta uno sviluppo umano integrale” è requisito indispensabile per la pace. Una corretta gestione dell’energia diventa quindi un fattore chiave sia per la giustizia che per la pace. L’uso improprio dell’energia come strumento di coercizione geopolitica, “a cui stiamo assistendo”, sottolineano i vescovi, dovrebbe “spingere la comunità internazionale a trovare mezzi istituzionali per una ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche efficace, inclusiva ed equa”.

    Tags: appelloComeceenergiainvernouevescovi

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