HOT TOPICS  / Invasione russa in Ucraina Qatargate Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE Hge
Cop27, l'Unione europea in missione a Sharm El-Sheikh per alzare le ambizioni globali sul clima
Ursula von der Leyen, Frans Timmermans insieme all'attivista per il clima Greta Thunberg

Cop27, l'Unione europea in missione a Sharm El-Sheikh per alzare le ambizioni globali sul clima

Von der Leyen lunedì e martedì in Egitto per prendere parte al Summit dei leader della Conferenza delle Nazioni Uniti sul clima, poi la delegazione di Bruxelles rimarrà dal 14 al 18 novembre

Roma – Dar vita a un programma di lavoro sulla mitigazione dei cambiamenti climatici, riduzione graduale dell’uso del carbone e del metano e stop ai sussidi ai combustibili fossili. Anche l’Unione europea si prepara alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, la Cop27 che si terrà a Sharm El-Sheikh dal 6 al 18 novembre, ospitata dall’Egitto, e si dice pronta ad aumentare ulteriormente le proprie ambizioni nella lotta ai cambiamenti climatici, per aumentare la globale ambizione sul clima. Anche se è ormai sfumata l’idea di arrivare al principale appuntamento internazionale sui cambiamenti climatici con buona parte dei negoziati chiusi sul pacchetto per il clima ‘Fit for 55’, presentato a luglio 2021 per abbattere le emissioni di CO2 del 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, come tappa intermedia per la neutralità climatica entro la metà del secolo.

Confermata la partecipazione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che prenderà parte lunedì 7 e martedì 8 novembre al Summit dei leader mondiali che aprirà la Cop27, con oltre 100 leader presenti. A partire dalla settimana successiva, dal 14 al 18 novembre, il vicepresidente esecutivo per il Green Deal, Frans Timmermans, guiderà il gruppo negoziale dell’UE, mentre agli eventi collaterali della Conferenza parteciperanno anche i per l’Energia, Kadri Simson, l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Virginijus Sinkevičius e l’Agricoltura, Janusz Wojciechowski.

La Commissione europea non ha mai nascosto di voler arrivare alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite dopo aver chiuso buona parte dei negoziati interistituzionali (tra le tre istituzioni: Commissione, Consiglio, Parlamento), così da fare pressione sui grandi emettitori del pianeta e alzare le ambizioni globali sul clima. Facile a dirsi, più difficile è stato concretizzarlo. E, infatti, a poche ore dall’inizio della Conferenza dell’Onu, Bruxelles ha chiuso il negoziato tra co-legislatori solo su uno degli oltre 13 dossier del ‘Fit for 55’, ovvero lo stop alla vendita delle nuove auto e furgoni a combustione interna, diesel e benzina, dal 2035. Senza dubbio uno dei capitoli più importanti sul piano politico, ma rimane uno solo dei fascicoli. L’inizio della guerra di Russia in Ucraina lo scorso febbraio e le tensioni energetiche con il Cremlino hanno rallentato di fatto i lavori negoziali sulle tredici proposte legislative, di cui otto revisioni di leggi esistenti e cinque nuove proposte.

Le priorità di Bruxelles alla COP27

Nonostante i progressi lenti sul ‘Fit for 55’, Bruxelles punta a un accordo ambizioso in sede internazionale e gli Stati membri al Consiglio Ambiente del 24 ottobre scorso hanno adottato un mandato negoziale in vista dell’appuntamento, che parla di alzare gli impegni in questo che viene considerato un “decennio critico” per invertire la rotta. E si dice pronta ad aumentare ulteriormente il suo contributo determinato a livello nazionale (NDC), in altre parole il piano d’azione per il clima e le strategie da mettere in atto per incontrare gli obiettivi sul clima, in base a come andranno i negoziati in corso sul “Fit for 55”. Sul fronte della mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, l’Ue punterà a trovare soluzioni comuni con gli altri partner globali sulle perdite e i danni dovuti ai cambiamenti climatici, e soddisfare in coordinamento con i Paesi più ricchi le esigenze dei Paesi vulnerabili di tutto il mondo nell’affrontare gli effetti del cambiamento climatico.

Focus anche sui finanziamenti per il clima, l’Ue si impegnerà ad aumentare i propri contributi e raggiungere l’obiettivo collettivo di 100 miliardi di dollari entro il prossimo anno e il raddoppio dei finanziamenti per l’adattamento entro il 2025 rispetto ai livelli del 2019. Alla Cop21 di Parigi, nel 2015,  è stato sottoscritto collettivamente l’obiettivo per i Paesi sviluppati di mobilitare collettivamente 100 miliardi di dollari all’anno, tra il 2020 e il 2025, per sostenere i paesi in via di sviluppo nella riduzione delle emissioni e nella preparazione agli impatti dei cambiamenti climatici. Sebbene l’obiettivo non sia stato ancora raggiunto, le proiezioni indicano che i paesi donatori manterranno il loro impegno entro il 2023. 

Un anno fa, la Cop26 di Glasgow si era chiusa con un accordo timido sulla riduzione dell’uso del carbone per produrre energia. Bruxelles – che rispetto alle altre potenze mondiali rappresenta appena l’8 per cento delle emissioni globali di gas serra – punta a fare molto più in alto per la prossima COP27 ospitata dall’Egitto, soprattutto in termini di ambizioni globali sul clima. “Fissare obiettivi non basta: dobbiamo passare dall’ambizione all’azione”, ha avvertito il vicepresidente per il Green Deal, Frans Timmermans, assicurando che la “Commissione continuerà quindi a spingere per un’ambizione elevata nella legislazione nazionale come Fit for 55 e il ripristino della natura, nonché nel nostro impegno con altre parti in tutto il mondo”.

ARTICOLI CORRELATI