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Bruxelles tira dritto sul tetto (temporaneo) al prezzo del gas, ma gli Stati vogliono la proposta sul tavolo prima del 24 novembre
Ursula von der Leyen

Bruxelles tira dritto sul tetto (temporaneo) al prezzo del gas, ma gli Stati vogliono la proposta sul tavolo prima del 24 novembre

Lo schema per introdurre un meccanismo di correzione del mercato piace alla maggioranza dei Paesi membri, ma restano le riserve di Germania e Olanda che chiedono una valutazione d'impatto per la sua attuazione. I governi voglio l'atto legislativo prima del Consiglio energia della prossima settimana e minacciano di bloccare altre parti del pacchetto di emergenza

Bruxelles – Continua il rimpallo di responsabilità tra governi e Commissione europea per la mancata attuazione di un tetto al prezzo del gas come misura di contrasto all’aumento dei prezzi. L’esecutivo europeo ha presentato ieri (16 novembre) alle delegazioni dei membri dell’Ue uno schema con i dettagli per l’introduzione di un potenziale tetto al prezzo del gas come meccanismo di correzione del mercato, ma senza presentare ancora una proposta legislativa. Proprio l’assenza dell’atto normativo rischia di diventare motivo di attrito con gli Stati membri, che invece chiedono una proposta entro il 24 novembre per farla approvare dal Consiglio energia.

Lo schema di lavoro (che questa volta Bruxelles non ha chiamato ‘non paper’) è finito ieri per la prima volta sul tavolo degli ambasciatori dell’Ue riuniti al Coreper (il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue), ed è stata accolta con un giudizio positivo dalla maggioranza degli Stati membri, secondo quanto riferiscono a Eunews fonti diplomatiche. Resta “compatto” il blocco di 16 Paesi – guidato dall’Italia, insieme Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna – a favore di un meccanismo di correzione del mercato come un tetto al prezzo del gas, anche se quanto proposto dalla Commissione si discosta in parte da quanto propone invece il blocco dei Paesi, ovvero un corridoio dinamico di prezzi e non tanto un tetto fisso al prezzo del gas. Gli stessi Stati Ue dall’inizio contrari all’idea hanno sollevato le stesse riserve sullo schema e sulla proposta, sostenendo in più anche la necessità di effettuare una valutazione di impatto sulle sue implicazioni. Una valutazione d’impatto che, nei fatti, richiederebbe mesi, ritardandone ancora di più l’attuazione. 

La Commissione ha presentato uno schema che cerca avvicinare posizioni distanti, avanzando nei fatti l’idea di un tetto ‘statico’ ma con elementi dinamici sui prodotti del mese prima (“perché su questi si basano tutti i contratti a lungo termine dell’Ue”, precisa un funzionario) del TTF olandese, il mercato di riferimento per le transazioni del gas in Europa, da attivare in automatico quando vengono soddisfatte due condizioni: quando i prezzi raggiungono una certa soglia (che ancora deve essere definita) e quando all’aumento non corrisponde un aumento analogo dei prezzi sul mercato mondiale del gas naturale liquefatto (Gnl).

Una volta soddisfatte entrambe le condizioni, il meccanismo si attiverebbe in automatico anche se l’esecutivo Ue si assicura di avere la prerogativa di sospenderlo in caso di interferenze sul mercato o disattivarlo in caso di timori per la sicurezza degli approvvigionamenti o in assenza di necessità e questo elemento della proposta è destinato a far creare attrito tra le Capitali. Carta bianca, per ora, è stata lasciata agli Stati membri per stabilire le cifre di questo tetto temporaneo al prezzo del gas che non compaiono nel documento: a quanto dovrebbe corrispondere questo price-cap sarà oggetto di discussione (e decisione) da parte dei governi.  Nell’idea della Commissione, ha precisato ancora il funzionario, il meccanismo “in una situazione ideale non sarà mai attivato” perché pensato nella sola funzione di deterrenza per non far alzare troppo i prezzi del gas. 

Ma a una settimana esatta dalla riunione dei ministri dell’energia si pone un’altra questione ed è che i governi avevano chiesto a più riprese alla Commissione europea di avanzare una proposta legislativa vera e propria prima del Consiglio straordinario della prossima settimana e lo stesso è stato ribadito anche ieri in sede di Coreper. “Una proposta tempestiva al Consiglio avrà ripercussioni sull’adozione del pacchetto di emergenza”, ha chiarito una fonte, a sottolineare che gli Stati, in assenza di una proposta effettiva sul price-cap, potrebbero decidere di bloccare altre parti del pacchetto del 18 ottobre scorso. Secondo quanto riferito all’agenzia Reuters dalla commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, la proposta però non arriverà prima del 24, perché nei fatti la Commissione europea aspetta. “Ci muoveremo rapidamente e faremo una proposta legale subito dopo che i ministri ci avranno incaricato di farlo”, ha detto Simson a Reuters a margine della COP27 in Egitto.