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Il Parlamento Ue dà il via libera alla direttiva sulla resilienza delle infrastrutture critiche:

Il Parlamento Ue dà il via libera alla direttiva sulla resilienza delle infrastrutture critiche: "L'Unione non si fa intimidire"

I 27 Paesi membri dovranno definire una strategia nazionale ed effettuare una valutazione dei rischi almeno ogni quattro anni, identificando le entità che forniscono servizi essenziali. Ampliato a 11 lo spettro di settori coperti (inclusa energia, trasporti e agro-alimentare)

dall’inviato a Strasburgo – Dal Parlamento Europeo arriva una sponda solidissima alla Commissione sulla protezione delle infrastrutture critiche dell’Unione. A larghissima maggioranza (595 voti a favore, 17 contrari e 24 astenuti), gli eurodeputati hanno approvato oggi (22 novembre) l’intesa con il co-legislatore del Consiglio dell’Ue sulla direttiva sulla resilienza delle infrastrutture critiche (direttiva Cer), aggiungendo un altro mattoncino a una casa comune sempre meno esposta alle minacce e agli attacchi ibridi e informatici.

Ylva Johansson
La commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson

Non dobbiamo dimenticare che gli attacchi alle infrastrutture critiche sono attacchi ai civili, ce ne saranno altri anche peggiori rispetto a quelli che abbiamo visto, ma dopo l’approvazione di questa direttiva saremo più protetti”, ha commentato con soddisfazione la commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, nel suo intervento alla sessione plenaria dell’Eurocamera. Con l’entrata in vigore prevista a inizio 2023 – ma ci saranno due anni di tempo per gli Stati membri per recepirla nelle rispettive legislazioni nazionali – la commissaria Johansson ha esortato i Ventisette a “lavorare subito per riconoscere i soggetti critici per la società e l’economia“, perché “non c’è tempo, i missili russi sono già caduti sul suolo dell’Unione” (con riferimento all’incidente in Polonia della scorsa settimana).

L’approvazione della direttiva Cer si inserisce nella richiesta del gabinetto von der Leyen di accelerare l’iter per definire un quadro giuridico “aggiornato e completo” per la protezione fisica e informatica delle infrastrutture critiche, a cui si affianca il lavoro sulla direttiva rivista sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (Nis2). A dimostrazione che il tema è sensibile e richiede tempi stretti per chiudere i gap di sicurezza ancora esistenti, lo scorso 18 ottobre la Commissione ha presentato anche una proposta di raccomandazione per la protezione delle infrastrutture critiche dei Ventisette, dai gasdotti ai cavi sottomarini. “Deve essere una nostra priorità e non ci facciamo intimidire, servono anche stress test per assicurarci di poter affrontare ogni tipo di minaccia o attacco, a partire dal settore energetico“, ha precisato la commissaria Johansson.

La direttiva sulla resilienza delle infrastrutture critiche

La direttiva mira a ridurre le vulnerabilità e a rafforzare la resilienza fisica delle infrastrutture critiche, attraverso una strategia nazionale che dovrà essere definita da ogni Paese membro Ue: i Ventisette dovranno anche effettuare una valutazione dei rischi almeno ogni quattro anni e identificare le entità che forniscono servizi essenziali. I soggetti critici dovranno invece identificare i rischi rilevanti che possono interrompere in modo significativo la fornitura di servizi essenziali, adottare misure preventive appropriate e notificare alle autorità competenti gli incidenti che causano interruzioni. La direttiva stabilisce anche le regole per l’identificazione delle infrastrutture critiche di rilevanza europea: saranno considerate tali quando forniscono un servizio essenziale a “sei o più Stati membri” e, in questo caso, i governi in questione potranno invitare la Commissione a organizzare una missione consultiva e valutare le misure messe in atto.

Salvatore De Meo
L’eurodeputato Salvatore De Meo (Forza Italia)

Grazie alla direttiva Cer, sarà ampliato lo spettro di settori coperti dalla protezione delle infrastrutture critiche (11 in totale): “Oltre a quello dell’energia e dei trasporti, includeremo anche quello finanziario, spaziale, delle acque reflue, alimentare, sanitario e dell’amministrazione pubblica“, ha poi concluso la titolare degli Affari interni nel gabinetto von der Leyen, ringraziando gli eurodeputati per il lavoro svolto negli ultimi due anni. “Accolgo con favore l’estensione delle norme al settore agroalimentare, in particolare i grandi mercati all’ingrosso che vengono riconosciuti nel loro ruolo di infrastrutture strategiche“, è stato il commento dell’eurodeputato in quota Forza Italia Salvatore De Meo. “Il funzionamento della catena agroalimentare è un servizio essenziale per la nostra società e i mercati all’ingrosso sono cruciali come strutture di pubblico interesse”, come è stato evidenziato nel corso della pandemia Covid-19, quando “è stato evitato il blocco del sistema agro-alimentare per garantire l’approvvigionamento e la distribuzione di generi alimentari“.

“La promessa era quella di avere un’Europa che proteggere le vite, il lavoro e i servizi essenziali dei cittadini e l’ambizione quella di rafforzare il Mercato interno”, ha ricordato il relatore per il Parlamento Ue, Michal Šimečka (Renew Europe). L’eurodeputato slovacco ha messo in chiaro che “tutte le crisi che abbiamo vissuto dal momento della presentazione della proposta” – dalla pandemia Covid-19 alla guerra russa in ucraina, fino a quella climatica che “continua a causare alluvioni e disastri ambientali” – sono state per i co-legislatori “una bussola che ci ha guidato per affrontare tutti i rischi, perché la resilienza si basa anche sulla prevenzione, non solo sulla risposta” alle minacce.

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