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Biossido di titanio, Tribunale Ue annulla il regolamento che lo considera cancerogeno
Errori di valutazioni per il biossido di titanio, usato anche per prodotti da forno. Il Tribunale Ue annulla il regolamento europeo [foto: imagoeconomica[

Biossido di titanio, Tribunale Ue annulla il regolamento che lo considera cancerogeno

Dalla Commissione errori manifesti nel determinare pericolosità e classificazione della sostanza usata come colorante per gli alimenti

Bruxelles – Biossido di titanio cancerogeno, il Tribunale dell’Ue annulla il regolamento comunitario. La Commissione europea ha basato le proprie valutazioni su elementi insufficienti, e questo induce i giudici di Lussemburgo a ricominciare il lavoro tutto daccapo. “Non è soddisfatto” il requisito secondo cui occorre basare la
classificazione di una sostanza cancerogena su studi affidabili e accettabili. E’ questo “un errore manifesto”, poiché l’esecutivo comunitario “non ha tenuto conto di tutti gli elementi pertinenti” al fine del calcolo del sovraccarico polmonare e dunque degli effettivi rischi per la salute umana.

A onor del vero, va ricordato, la messa al bando della sostanza utilizzata come colorante alimentare, è arrivato dopo aver richiesto il parere dell’Agenzia per la sicurezza alimentare (Efsa). Proprio l’Efsa aveva rilevato che l’utilizzo del biossido di titanio, usato soprattutto per prodotti da forno, zuppe, gomme da masticare e salse, non sarebbe sicuro quando usato come additivo. Qualcosa, però, non ha funzionato nelle valutazioni della Commissione, accusata di aver raccolto informazioni e dati insufficienti.

Per il Tribunale di Lussemburgo l’esecutivo comunitario ha inoltre sbagliato nella classificazione e nell’etichettatura della sostanza oggetto di legislazione. E’ stato in particolare “violato” il criterio secondo cui la classificazione di una sostanza come cancerogena può riguardare solo una sostanza dotata della proprietà intrinseca di provocare il cancro. In altri termini, non si tratta di nocività di per sé ma solo in determinati casi e a determinate condizioni, una specifica mancata che produce una irregolarità tale da non poter salvare il regolamento.

Il pericolo di cancerogenicità, rileva il Tribunale di Lussemburgo, “è connesso unicamente a determinate” particelle di biossido di titanio respirabili presenti in un certo stato fisico, una certa forma, grandezza e quantità, “si manifesta solo in condizioni di sovraccarico polmonare e corrisponde a una tossicità delle particelle”. La COmmissione adesso può fare ricorso dinanzi alla Corte, ma intanto incassa una bocciatura.

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