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Armonizzazione dell'insolvenza e quotazione più snella, le proposte per l'Unione dei mercati di capitali
Insolvenza e quotazioni aziendale, la Commissione Ue presenta le nuove regole [foto: imagoeconomica]

Armonizzazione dell'insolvenza e quotazione più snella, le proposte per l'Unione dei mercati di capitali

La Commissione europea mettere sul tavolo direttiva e regolamento per favorire gli investimenti. McGuinness: "Diamo maggiori certezze"

Bruxelles – Cosa fare di fronte a una situazione di insolvenza? Non c’è una risposta a questa domanda, ma ventisette. Ogni Stato membro ha un diverso regime di insolvenza, con diverse regole e procedure. Una vera e propria sfida per tutti quegli investitori transfrontalieri che intendono operare in un altro Stato membro dell’Ue diverso dal proprio. La Commissione europea vuole mettere ordine, con una proposta di direttiva per l’armonizzazione delle norme. Altra domanda: quanto costa oggi quotarsi in borsa? Troppo. Qui la risposta è semplice, a differenza di una situazione a cui il team von der Leyen cerca di correre ai ripari con un’apposita proposta di regolamento.

Creando un unico regime europeo si intende favorire investimenti transfrontalieri nel mercato unico contribuendo al rafforzamento dell’Unione dei mercati dei capitali dell’UE. Un tassello ulteriore che si aggiunge alla proposta di prospetti informativi più semplici a tutela di investitore. Per le imprese il superamento di 27 sistemi diversi vuol dire meno costo di capitale per le imprese, per benefici che l’esecutivo  comunitario stima in oltre 10 miliardi di euro all’anno.

La Commissione suggerisce l’obbligo di azioni per preservare la massa fallimentare, fare in modo cioè che le azioni dei debitori riducano il valore che i creditori possono ottenere. Inoltre si vorrebbe l’introduzione di specifici comitati dei creditori per assicurare un’equa ripartizione del valore recuperato tra i creditori. Inoltre vanno previste le cosiddette procedure “pre-pack” (cessione dell’azienda concordata prima dell’inizio dell’insolvenza), insieme all’obbligo per gli amministratori di presentare tempestivamente istanza di insolvenza per evitare che il valore della società si deteriori. Ancora, si introduce la possibilità di un regime semplificato per le micro-imprese al fine di abbassare i costi di liquidazione e consentire la liberazione dai debiti dei titolari delle imprese, garantendo loro un nuovo inizio come imprenditori.

Didier Reynders non ha dubbi sul fatto che occorra rimettere mano al settore. “I regimi di insolvenza variano notevolmente all’interno dell’Ue”, lamenta il commissario per la Giustizia. “Questa situazione non solo causa incertezza giuridica e ostacola gli investimenti oltre i confini dell’Ue, ma comporta anche tempi di recupero eccessivi e costi giudiziari elevati”. Le nuove norme garantiranno “parità di condizioni“, sostenendo gli investitori, promuovendo la libera circolazione dei capitali e rafforzando il mercato stabilendo garanzie e standard comuni, adatti all’era digitale.

In sostanza, sintetizza la commissaria per Mercati e servizi finanziari, Mairead McGuinness, “la nostra proposta darà agli investitori maggiori certezze su quanto tempo potrebbero durare le procedure di insolvenza e quanto valore recupererebbero, rendendoli più propensi a investire in società in un altro Stato membro”.

Il cambiamento strutturale in nome dell’Unione dei mercati di capitali prevede anche uno snellimento delle procedure per quotarsi in borsa. Oggi la documentazione richiesta “può raggiungere fino a 800 pagine”, lamenta l’esecutivo comunitario. Un iter oneroso in termini di tempi e costi che richiede dei correttivi. L’obiettivo è dunque semplificare la documentazione e snellire i processi di controllo da parte delle autorità di vigilanza nazionali. Così facendo, si stima che le società quotate nell’Ud risparmieranno circa 100 milioni di euro all’anno grazie a minori costi di conformità, mentre le società risparmieranno 67 milioni di euro all’anno solo grazie a norme più semplici sul prospetto.

A questa riforma societaria si aggiunge la proposta di consentire ai proprietari di società di quotarsi sui mercati di crescita delle Pmi utilizzando strutture azionarie a voto multiplo, in modo che possano mantenere un controllo sufficiente della loro società dopo la quotazione, proteggendo nel contempo i diritti di tutti gli altri azionisti. Con questo sistema le offerte pubbliche potrebbero crescere anche fino al 20 per cento rispetto ai livelli attuali. “Stiamo rendendo ancora più facile per le aziende quotarsi in borsa, offrendo loro maggiori possibilità di finanziamento”, sottolinea Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per un’Economia al servizio delle persone.

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