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Energia, rete ecologista Eeb:
L'Eeb denuncia ritardi nelle misure di ruzione dei consumi [foto: archivio]

Energia, rete ecologista Eeb: "Dall'Ue misure insufficienti per ridurre consumi"

Lo European Environment Bureau fa un primo di bilancio sulla traduzione in pratica degli accordi raggiunti per tagliare del 15 per cento il gas e il 10 per cento dell'energia elettrica. Otto Paesi fin qui non hanno fatto nulla

Bruxelles – L’impegno a ridurre del 15 per cento consumi e domanda di gas, insieme alla riduzione del 10 per cento di energia elettrica. L’impegno politico dell’Europa degli Stati c’è stato, ma fin qui solo a parole. Così denuncia European Environment Bureau (Eeb), la rete di organizzazioni attive nella tutela dell’ambiente e a sostegno di politiche per il clima. A distanza di quasi cinque mesi dall’intesa raggiunta a Ventisette, l’organizzazione ‘fa le pulci’ agli Stati membri, e il risultato è che “le misure adottate per ridurre il consumo di gas ed elettricità variano notevolmente e rimangono insufficienti per mettere l’Ue sulla buona strada per raggiungere i propri obiettivi di risparmio energetico“.

Analizzando la situazione a livello di Stati membri, Svezia, Estonia, Cipro, Bulgaria, Lettonia, Romania, Lituania e Slovacchia non hanno, al 30 novembre, attuato alcuna misura nazionale per ridurre il consumo energetico, denuncia la rete ecologista. Otto Paesi su 27, quasi un terzo del blocco a dodici stelle è ancora in ritardo rispetto a promesse e tabelle di marcia.

Ci sono poi altri otto Paesi dell’Ue – Portogallo, Slovenia, Danimarca, Belgio, Malta, Grecia, Irlanda e Ungheria – dove sono state messe in atto “una serie limitata di misure obbligatorie negli spazi pubblici abbinate a misure volontarie per soggetti privati e cittadini”. Qualcosa, che però agli occhi di European Environment Bureau non basta a permettere di ritenersi soddisfatti.

Spagna, Francia, Italia e Germania sono quelli che fin qui stanno facendo meglio. Rispetto a tutti gli altri partner, “dispongono delle misure più solide” in materia di riduzione dei consumi energetici, nel rispetto delle decisioni prese in sede Ue. In questi quattro Paesi le misure risultano “rivolte sia agli enti pubblici che al settore privato, alle famiglie, all’industria e alle piccole imprese”. Viene dato risalto, quale esempio virtuoso, alle misure introdotte in Spagna e Francia per la limitazione dell’uso dell’aria condizionata nelle imprese e lo spegnimento notturno della segnaletica pubblicitaria e le luci dei negozi. Si sottolinea, per l’Italia, la disposizione di riduzione dei sistemi di riscaldamento in tutti gli edifici pubblici. Nel caso tedesco si sottolinea l’importanza delle misure per ridurre il grado di riscaldamento nelle piscine.

Ridurre la domanda di energia deve essere la massima priorità per i responsabili politici, piuttosto che misure a breve termine per tenerci vincolati a un modello inefficiente e affamato di combustibili fossili”, critica Davide Sabbadin, vicedirettore Politiche per il clima dell’Eeb. “Prima riduciamo il nostro consumo di energia, prima riduciamo la pressione sui prezzi elevati dell’energia, fornendo un effettivo sollievo alle famiglie e all’industria”.

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