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Entra nel vivo la risposta Ue sul piano di sovvenzioni verdi degli Stati Uniti
Ursula von der Leyen e Joe Biden

Entra nel vivo la risposta Ue sul piano di sovvenzioni verdi degli Stati Uniti

Mercoledì la prima discussione degli ambasciatori dei Ventisette stati membri sul piano in quattro punti delineato dalla Commissione Ue per rispondere all'Inflation Reduction Act

Bruxelles – Il confronto a Bruxelles sul Fondo di sovranità per rispondere al piano Usa contro l’inflazione entra nel vivo. A quanto si apprende a Bruxelles, gli ambasciatori dei ventisette Stati membri presso l’Ue dovrebbero discutere domani (11 gennaio) alla riunione del Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue) anche della risposta europea all’Inflation Reduction Act (Ira), il massiccio piano contro l’inflazione da quasi 369 miliardi varato dall’amministrazione Usa di Joe Biden per le tecnologie verdi, che ha fatto preoccupare l’Ue perché potrebbe svantaggiare le imprese europee dal momento che prevede sgravi fiscali per acquistare prodotti Made in Usa tra cui automobili, batterie ed energie rinnovabili.

Nel primo pomeriggio, riferiscono fonti, dovrebbe esserci un primo aggiornamento da parte della Commissione sul piano delineato in quattro punti dalla presidente Ursula von der Leyen nel corso dell’ultimo Vertice Ue e che prevede di lavorare con l’amministrazione Biden sui punti più critici del suo piano contro l’inflazione; adeguare le norme europee per gli aiuti di stato (una proposta in questo senso è attesa già nel mese di gennaio); potenziare gli investimenti europei per accelerare la transizione verde, nel breve periodo attraverso ‘RePowerEu’ e, nel lungo, attraverso un nuovo fondo europeo per la sovranità (ancora da chiarire come dovrà essere finanziato); e accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili.

A fine anno l’amministrazione statunitense ha esteso alle aziende dell’Ue la possibilità di beneficiare di uno (quello per gli operatori commerciali) dei due programmi di credito di imposta previsti per i veicoli puliti, contribuendo a ricucire in parte gli animi. Ma secondo Bruxelles rimangono vari punti da chiarire per trovare soluzioni alle preoccupazioni europee sulla concorrenza. Intanto, la Commissione europea si prepara a presentare un piano europeo. Già a gennaio arriverà la revisione del quadro di norme sugli aiuti di stato, per renderli più semplici e veloci. L’equivalente europeo delle agevolazioni fiscali sono gli aiuti di Stato e dunque Bruxelles interverrà lì. Oltre a modificare le regole sui sussidi, von der Leyen punta a potenziare gli investimenti nelle tecnologie verdi: nel breve termine, attraverso il piano ‘RepowerEu’ presentato a maggio scorso per affrancare l’Ue dai combustibili fossili russi, e a medio termine, con la prospettiva di dare vita a un fondo di sovranità per l’industria, da finanziare con risorse comuni europee, e su cui si prevedono scontri tra i governi. Secondo la Commissione europea, l’occasione di presentare una proposta in tal senso sarà la revisione di metà termine del bilancio a lungo termine (il Qfp – 2021-2027) che arriverà in estate. La ‘ricetta’ prevede quindi da una parte il potenziamento dei sussidi statali alle imprese, dall’altra dar vita a un Fondo di sovranità europeo con cui finanziare un politica industriale dell’Ue e affrontare così il problema dell’asimmetria tra Paesi Ue che hanno o non hanno spazio fiscale per approvare aiuti di stato a pioggia (come nel caso italiano).

Proprio l’idea di un fondo di sovranità, da finanziare con risorse comuni, è quello che rischia di dividere di più i governi. La Germania ha sempre, finora, frenato sull’idea di ripetere l’esperienza di debito comune dell’inedito Next Generation EU. Il confronto di domani servirà a raccogliere gli umori dei governi, ma una discussione approfondita attende i capi di stato e governo al prossimo Consiglio europeo straordinario del 9 e 10 febbraio.

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