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Svolta nel Qatargate: Panzeri sta collaborando con la giustizia belga

Svolta nel Qatargate: Panzeri sta collaborando con la giustizia belga

La procura federale ha dichiarato di aver firmato un accordo con l'ex eurodeputato, che si impegna a fare "dichiarazioni sostanziali sulla partecipazione sua e di terzi" in cambio di una detenzione breve. Avrebbe ammesso di aver dato120 mila euro a Tarabella. Applicata una nuova legge ispirata a quella per i pentiti di mafia

Bruxelles – Punto di svolta nelle indagini relative al Qatargate: Pier Antonio Panzeri, fin dall’inizio indicato come l’uomo al comando della “cricca” che al Parlamento europeo agiva per conto di Qatar e Marocco, sta collaborando con la giustizia belga.

L’ex eurodeputato ha firmato oggi (17 gennaio) un accordo con il procuratore federale, con il quale si impegna a fare “dichiarazioni sostanziali, rivelatrici, sincere e complete che riguardano la sua partecipazione e quella di terzi”. In cambio, Panzeri incorrerà in una pena “effettiva ma limitata”, che comprenderà “misure detentive, un’ammenda e la confisca del patrimonio acquisito, valutata al momento per un milione di euro”. Secondo il quotidiano belga L’Echo, Panzeri sarà condannato a 5 anni di reclusione, di cui un primo anno effettivo, dietro le sbarre o con la modalità del braccialetto elettronico, e dovrà pagare un’ammenda di 80 mila euro.

La procura in una nota mette in evidenza che questa è la seconda volta nella storia giudiziaria belga, “dall’entrata in vigore della legge detta [in italiano nel testo originale] ‘pentiti’ (con riferimento alla legge italiana che consente le indagini sulle mafie) che tale procedura porti alla firma di un memorandum”.

L’avvocato Laurent Kennes (Photo by Simon Wohlfahrt / AFP)

Il suo avvocato, Laurent Kennes, ha raccontato a L’Echo che il pentimento dell’ex membro di Articolo 1 e le successive negoziazioni con la procura belga sarebbero iniziate per un errore procedurale del giudice istruttore: nei giorni successivi all’arresto, Panzeri sarebbe stato interrogato da Michel Claise senza la presenza di un avvocato, motivo per cui i suoi legali avrebbero contestato la legalità del mandato d’arresto davanti alla Camera di Consiglio di Bruxelles. “A partire da quel momento, abbiamo iniziato a negoziare”, avrebbe ammesso Kennes.

Proprio in uno di quei primi interrogatori, lo scorso 10 dicembre, Antonio Panzeri avrebbe puntato il dito contro l’ex collega socialista Marc Tarabella, confessando di avergli versato a più riprese tra 120 e 140 mila euro in cambio del suo supporto sui dossier relativi al Qatar. Il domicilio dell’eurodeputato belga è stato perquisito proprio l’11 dicembre, ma gli investigatori non hanno trovato traccia del denaro. Sarebbe in ogni caso nata dalla confessione di Panzeri la richiesta della magistratura belga di revoca dell’immunità parlamentare a Tarabella.

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