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Iran, il Parlamento Ue vuole sanzioni per la guida suprema Khamenei e il presidente Raisi

Iran, il Parlamento Ue vuole sanzioni per la guida suprema Khamenei e il presidente Raisi

La richiesta segue quella di dichiarare i Pasdaran terroristi. Le relazioni tra l'Ue e Teheran si fanno sempre più tese

Bruxelles – Dopo i Pasdaran, le massime figure politiche dell’Iran. L’Aula del Parlamento europeo chiede che la Guida Suprema Ali Khamenei e il presidente Ebrahim Raisi siano inseriti nell’elenco delle persone oggetto di sanzioni dell’Ue. Un invito per i governi dei 27, a cui spetta il compito di decidere in materia di misure restrittive, contenuto nella risoluzione approvata per alzata di mano. Per la repressione delle proteste nel Paese e il sostegno di Teheran alla Russia, per l’eurocamera servono ” ulteriori adeguamenti della posizione dell’UE nei confronti dell’Iran”, si legge nella risoluzione adottata per alzata di mano.

Il voto d’Aula si aggiunge a quello che ha già visto chiedere di considerare le Guardie della Rivoluzione un’organizzazione terroristica. A distanza di ventiquattro ore da quel voto adesso l’ulteriore passo che segna il momento più alto delle tensioni diplomatiche con la repubblica islamica. Oltre alle due massima figure politiche, gli europarlamentari riuniti a Strasburgo vorrebbero che nella lista nera dell’Unione europea finissero anche  il procuratore generale Mohammad Jafar Montazeri e tutte le fondazioni (“bonyad”) legate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRCG).

“Oggi il Parlamento europeo si è espresso con forza contro la violenta repressione e le uccisioni del suo popolo da parte del regime iraniano”, il commento di Ernest Urtasun, vicepresidente dei Verdi.La Repubblica islamica deve essere ritenuta responsabile dei suoi crimini e deve consentire l’accesso alla nuova missione conoscitiva delle Nazioni Unite”.

Soddisfatto anche Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo, componente della delegazione per i rapporti con l’Iran, che però chiede “un impegno più forte, concreto e deciso contro il regime di Teheran” da parte dell’Unione europea. Fin qui, lamenta, “le sanzioni da parte delle istituzioni europee sono ancora troppo timide”.

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