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Tajani:
Fiaccolata per Giulio Regeni [foto: imagoeconomica]

Tajani: "Continuiamo a insistere perché si faccia luce su Giulio Regeni"

Alla vigilia del settimo anniversario della sua sparizione il ministro degli Esteri ha ottenuto rassicurazioni dalla autorità egiziane. "Voglio essere ottimista, alle parole ora seguano i fatti"

Bruxelles – L’Italia torna a chiedere verità per Giulio Regeni, il ricercatore italiano, torturato e ucciso dalle forze di sicurezza egiziana nel 2016. Il 25 gennaio ricorre il settimo anniversario della sparizione del giovane, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, fresco di missione in Egitto, torna a sollevare la questione. “Ho posto il problema”, assicura a margine dei lavori del consiglio Affari esteri. Come Italia “continuiamo a lavorare e insistere perché si faccia luce sulla vicenda“. Alla controparte egiziana ha chiarito che per garantite ciò “soprattutto si colpiscano responsabili”. Dalla Farnesina arriva la richiesta di “un processo” nei loro confronti, che il Paese del nord Africa “ci dia le risposte per procedere”.

A Roma “vogliamo un processo per i responsabili”, continua il titolare della Farnesina, e adesso si attende che il Cairo tenga fede agli impegni. “Il presidente as Sisi ha promesso che il Paese rimuoverà tutti gli ostacoli” incontrati fino a oggi e “mi auguro che a queste parole seguano i fatti”.

L’Italia in questa vicenda gode del pieno sostegno dell’Unione europea. La questione è stata posta dall’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell, che a nome della Commissione ha esortato l’Egitto a garantire piena collaborazione. Il Parlamento europeo, già nel 2020, ha approvato una risoluzione per chiedere che si chiarisca l’accaduto di sette anni fa. “Voglio essere ottimista“, ammette Tajani prima di avviarsi per riprendere parte ai lavori.

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