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    Home » Politica Estera » La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto contro Putin per la deportazione di bambini ucraini

    La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto contro Putin per la deportazione di bambini ucraini

    Secondo il tribunale competente per i crimini di guerra è responsabile "diretto e per non aver esercitato un controllo adeguato sui subordinati" nei trasferimenti nella Federazione Russa, insieme alla commissaria per i Diritti dei bambini della presidenza, Maria Lvova-Belova

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    17 Marzo 2023
    in Politica Estera
    putin rubli russia asset
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    Bruxelles – Alle accuse dell’Unione Europea segue l’azione della Corte Penale Internazionale. L’autocrate russo, Vladimir Putin, e la commissaria per i Diritti dei bambini della presidenza, Maria Lvova-Belova, sono destinatari di un mandato di arresto per il crimine di guerra di rapimento di bambini ucraini nei territori occupati dall’esercito di Mosca e di deportazione illegale nella Federazione Russa.

    Bambini Ucraini Irpin
    Bambine a Irpin, Ucraina (credits: Sergei Supinsky / Afp)

    “I crimini sarebbero stati commessi nel territorio occupato dall’Ucraina almeno a partire dal 24 febbraio 2022”, è quanto si legge nel mandato di arresto della Camera preliminare II della Corte Penale Internazionale emessa oggi (17 marzo) e “ci sono ragionevoli motivi per ritenere che Putin abbia una responsabilità penale individuale per i suddetti crimini“. Una responsabilità “diretta, congiuntamente con altri” o per procura, ma anche per “non aver esercitato un controllo adeguato sui subordinati civili e militari che hanno commesso gli atti, o hanno permesso la loro commissione”. Per quanto riguarda Lvova-Belova, “sarebbe responsabile del crimine di guerra di deportazione illegale” a livello individuale.

    Nonostante i mandati fossero inizialmente segreti “per proteggere le vittime e i testimoni e anche per salvaguardare le indagini”, è stato però considerato dalla stessa Camera della Corte Penale Internazionale che “la condotta oggetto della presente situazione è presumibilmente in corso” e che “la conoscenza pubblica dei mandati può contribuire a prevenire l’ulteriore commissione di reati“. Di qui la necessità di rendere noti i nomi degli indagati, i reati e le modalità di responsabilità stabilite a L’Aia. Nemmeno a Mosca si fa più segreto delle adozioni forzate, come testimoniano alcuni video della commissaria Lvova-Belova che ringrazia Putin per averle rese possibili e confermando di aver lei stessa ‘adottato’ una ragazzina 15enne di Mariupol.

    Two days after the US published a report claiming Russia has abducted at least 6,000 Ukrainian children, children's rights commissioner Maria Lvova-Belova tells Putin she "adopted" a 15-year-old from Mariupol herself.

    "All thanks to you, Vladimir Vladimirovich!" pic.twitter.com/rTAP8MEU1g

    — max seddon (@maxseddon) February 16, 2023

    L’Ue contro Putin e le adozioni forzate

    Le prime stime per difetto sui rapimenti e le deportazioni ordinate da Putin arrivano da un report pubblicato in collaborazione tra l’Università di Yale e il programma ‘Conflict Observatory’ del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti (istituito nel maggio dello scorso anno per documentare i crimini di guerra commessi o favoriti dallìesercito russo in Ucraina). Sarebbero almeno seimila i bambini ucraini trattenuti in 43 campi di rieducazione in Russia e in Crimea, nel tentativo di Mosca di russificare le regioni occupate. L’età sarebbe compresa tra i quattro mesi e i 17 anni e nei campi si terrebbero ‘programmi di integrazione’, in attesa di essere destinati all’adozione di famiglie russe: non solo indottrinamento alla “visione del governo russo della cultura nazionale, della storia e della società”, ma anche addestramento militare. Si tratterebbe di violazioni della Convenzione dei diritti dell’infanzia del 1989, dal rapimento di bambini durante un conflitto armato fino al trasferimento oltre i confini nazionali e la custodia prolungata senza il consenso esplicito dei tutori.

    Bambini Rifugiati UcrainaPer affrontare questo crimine di guerra la Commissione Europea ha reso noto che lancerà a breve una nuova iniziativa in collaborazione con la Polonia, per dare più risalto nell’opinione pubblica internazionale al “problema sociale, tragedia e crimine” dei rapimenti e deportazioni dei bambini ucraini da parte delle forze di occupazione russe nel Paese. Come annunciato dai portavoce dell’esecutivo comunitario, l’iniziativa sarà guidata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e dal premier polacco, Mateusz Morawiecki. “Dobbiamo affrontare la drammatica situazione dei rapimenti dei bambini ucraini, per mandarli poi in adozione in Russia”, ha spiegato alla stampa la portavoce Dana Spinant. L’iniziativa attesa a Bruxelles potrà contare sul “supporto delle agenzie delle Nazioni Unite”, con l’obiettivo di “raccogliere testimonianze perché i bambini ucraini rapiti possano essere ritrovati e i responsabili siano portati davanti alla giustizia“. A partire da Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova.

    Tags: corte penale internazionaleinvasione ucrainaukraineVladimir Putin

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