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Dalla reindustrializzazione al mercato elettrico. Le quattro priorità verdi della Spagna alla guida del Consiglio dell'Ue

Dalla reindustrializzazione al mercato elettrico. Le quattro priorità verdi della Spagna alla guida del Consiglio dell'Ue

Dal primo luglio fino al 31 dicembre Madrid assumerà la presidenza di turno dell'istituzione comunitaria. Tra le sfide maggiori ci saranno quella di rendere verde l'industria europea, ma anche quella di negoziare la riforma del mercato elettrico e i fascicoli in sospeso di 'Fit for 55'

Bruxelles – Quattro priorità verdi che domineranno il semestre di presidenza della Spagna. Dalla reindustrializzazione alla transizione energetica, dalla giustizia sociale ed economica all’unità dell’Unione sui dossier sul clima. Dal prossimo primo luglio fino al 31 dicembre la Spagna assumerà la guida del Consiglio Ue, per la quinta volta dopo il 1989, il 1995, il 2002 e il 2010.

Sul piano politico e legislativo, la presidenza di Madrid dovrà confrontarsi con la sfida di rendere verde l’industria europea e non perdere la corsa all’approvvigionamento di materie prime critiche oltre che cercare di sbloccare un’intesa con l’Eurocamera su alcuni dossier rimasti in sospeso con l’attuale presidenza di Svezia, dal pacchetto per decarbonizzare il mercato del gas alla riforma del mercato elettrico su cui ancora non è chiaro se Stoccolma riuscirà a trovare un accordo a 27. “Promuoveremo una riforma del mercato dell’elettricità che acceleri la diffusione delle energie rinnovabili, riduca i prezzi dell’elettricità e migliori la stabilità del sistema”, è l’impegno affidato al sito web della presidenza. A Stoccolma restano meno di dieci giorni di tempo per portare il Consiglio Ue ad adottare il mandato sulla riforma per poter avviare i negoziati con l’Eurocamera che adotterà a sua volta la posizione a settembre. Ad ogni modo la Spagna – la cui presidenza sarà segnata dalle elezioni generali anticipate il 23 luglio – dovrà avviare i negoziati con gli europarlamentari sulla riforma, nell’ottica di arrivare a trovare un accordo entro la fine dell’anno (e del suo semestre di presidenza).

Pedro Sanchez
Il primo ministro spagnolo dimissionario, Pedro Sánchez (credits: Pierre-Philippe Marcou / Afp)

Impegno anche ad accelerare l’attuazione dei fascicoli legislativi rimasti in sospeso del pacchetto sul clima ‘Fit for 55’ – proposto a luglio 2021 come tabella di marcia per abbattere le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Tra questi, il pacchetto presentato a dicembre 2021 per decarbonizzare il mercato del gas e dell’idrogeno, con cui la Commissione Europea ha proposto una revisione dell’attuale legislazione sul mercato interno del gas che risale al 2009 (direttiva 2009/73 / CE e regolamento sull’accesso alle reti di trasporto) e poi promuoverà un’accelerazione sulle misure per la riduzione dei rifiuti e delle microplastiche, la progettazione di prodotti sostenibili e la generazione di combustibili ecologici.

Sul fronte della reindustrializzazione, la presidenza prende atto di dover lavorare per attrarre nuove imprese e posti di lavoro sul territorio europeo, riducendo pericolose dipendenze esterne. L’intento è quello di lavorare su due fronti: da un lato promuovere quei file che consentiranno lo sviluppo di industrie e tecnologie strategiche in Europa, e dall’altro il rafforzamento delle catene di approvvigionamento, dando particolare importanza al vertice UE-Celac (Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi) che si terrà il 17 e 18 luglio a Bruxelles. La presidenza dovrebbe inoltre proporre una strategia comune per garantire la sicurezza economica e la leadership globale dell’UE entro il 2030.

Dopo le proposte della Commissione Europea delle ultime settimane, la Spagna alla guida dell’Ue avrà altri due fascicoli legislativi decisivi da parte avanti e possibilmente entro la fine dell’anno. Non solo la riforma del patto di stabilità, ma anche quella del Quadro Finanziario Pluriennale (Qfp 2021-2027). Madrid si impegnerà per una riforma delle regole fiscali “che consenta di superare l’austerità, aumentare la trasparenza e coniugare la sostenibilità delle finanze pubbliche con il corretto finanziamento del verde e del digitale”.

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