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La Bce vuole limitare i costi di produzione dei nuovi euro

La Bce vuole limitare i costi di produzione dei nuovi euro

Così viene spiegata la scelta di mantenere inalterate dimensioni e colori per i tagli da 5, 10, 20, 50, 100 e 200 euro

Bruxelles – Qualunque sarà la veste grafica delle prossime banconote di euro, colori e dimensioni non cambieranno. Su questo la Banca centrale europea vuole essere chiara. Né più piccole né più grandi degli attuali tagli da 5, 10, 20, 50, 100 e 200 euro, che manterranno le attuali soluzioni cromatiche. Il motivo è duplice: “Facilitare il passaggio e limitare i costi di adeguamento delle macchine per la gestione delle banconote“. Questa la specifica dell’Eurotower allegata al procedimento in corso per il rinnovo della cartamoneta unica dell’Unione europea.

Si chiude oggi (31 agosto) la fase consultiva tra i cittadini dell’eurozona, chiamati a scegliere i temi delle nuova seria di banconote. Sulla base delle preferenze espresse la Bce entro la fine del 2024 stabilirà lancerà il concorso per i disegni, per un’emissione prevista per il 2026. Per quella europee ed europei potranno contare su soldi anche sostenibili. “Le nostre banconote in euro sono stampate su carta in fibra di cotone, che conferisce loro la particolare freschezza e resistenza all’usura”. Un impegno, assicurano da Francoforte, che risponde alla voglia di cercare “costantemente modi per migliorare la durata di vita e ridurre l’impatto ambientale delle banconote in euro”.

La Bce dunque guarda alla sostenibilità. Ambientale, e di portafoglio. Incluso il proprio. Si produce nuovo denaro, ma attenti a risparmiare. Un contributo all’invito a quella prudenza di bilancio e di spesa a più riprese rivolto agli Stati con la moneta unica.

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