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    Home » Politica » Migranti, Johansson: “No a lista nera UE di Paesi terzi non collaborativi”

    Migranti, Johansson: “No a lista nera UE di Paesi terzi non collaborativi”

    La commissaria per gli Affari interni chiude alla possibilità di replicare quanto già in essere contro i paradisi fiscali. "Per il funzionamento dell'asilo essenziali partenariati globali"

    Renato Giannetti di Renato Giannetti
    2 Gennaio 2024
    in Politica

    Bruxelles – “La Commissione non ha alcun piano per una lista nera di Paesi terzi” che non collaborano in materia di immigrazione. Parola di Ylva Johanson, commissaria per gli Affari interni, che così risponde a un’interrogazione parlamentare. Non ci sarà dunque una replica del modello che prende di mira i paradisi fiscali extra-europei. La parola d’ordine, semmai, è “cooperazione”. Solo attraverso questa strada si ritiene possibile trovare una soluzione credibile ed efficace alla gestione dei flussi di richiedenti asilo.

    La politica del team von der Leyen, spiega Johannson, prevede “partenariati globali con i paesi terzi, che spaziano dalle cause profonde della migrazione alla prevenzione delle partenze irregolari, alla lotta al traffico di migranti, all’aumento dei rimpatri e all’incoraggiamento della migrazione legale”. Questo tipo di partenariati “sono essenziali affinché il sistema di migrazione e asilo dell’Ue funzioni“. Niente scontri, dunque, né misure punitive che possano generare situazioni di conflitto che non gioverebbero all’Unione e ai suoi Ventisette.

    I numeri, del resto, non giocano a favore dell’Ue. La pressione migratoria aumenta come non mai. Nel primo semestre del 2023 il numero di richiedenti asilo giunti sulle coste e alle frontiere dell’Ue ha toccato il livello massimo (519.414), anche più di quello registrato nel 2015 (446.736), anno dello scoppio della crisi migratoria conclusa con il contestato accordo tra Unione europea e Turchia. I flussi rappresentano dunque un fattore che merita cautela, per delicatezza e sensibilità di un tema complicato per la politica e per la necessità di gestione di un fenomeno complesso.

    Avanti con collaborazione e cooperazione, allora, soprattutto in tema di rimpatri e riammissioni verso i Paesi di origine per chi non ha diritto a protezione internazionale. Qui “la Commissione effettua una valutazione annuale della cooperazione in materia di riammissione con i paesi terzi”, ricorda Johansson, convinta della necessità di procedere in tal senso. Più utile di una lista nera di Paesi non collaborativi.

    Tags: immigrazionerichiedenti asiloueYlva Johansson

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