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    Home » Economia » Lagarde: “Inflazione al 2 per cento per metà 2025, prima del previsto”

    Lagarde: “Inflazione al 2 per cento per metà 2025, prima del previsto”

    La presidente della Bce ammette che si può arrivare all'obiettivo di riferimento in anticipo, e difende le scelte sui tassi.

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    20 Marzo 2024
    in Economia

    Bruxelles – Buone notizie per l’eurozona: l’inflazione diminuisce e, se le cose restano come sono, dovrebbe “tornare al 2 per cento prima del nostro orizzonte di previsione, a metà 2025”. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, vuole mandare un messaggio di ottimismo per i Paesi dell’area dell’euro e per l’economia. Certo, motivi di incertezza non mancano. Tensioni geopolitiche, crisi in Medio-Oriente e rischi di nuovi rialzi dei prezzi dell’energia, e dunque solo “i prossimi mesi ci aiuteranno a formare un quadro ancora più chiaro”, chiarisce la numero uno dell’Eurotower. Ma per ora le aspettative sono positive.

    “L’inflazione è in costante calo e ci sono ragioni per credere che il percorso disinfallativo previsto continuerà“, confida Lagarde, intervenendo alla XXIV Conferenza della Banca Centrale europea organizzata dall’Istituto per la stabilità monetaria e finanziaria, Goethe University. Le stime della Bce ora vedono proiezioni dell’inflazione media al 2,3 per cento nel 2024, “pari a 0,4 punti percentuali in meno rispetto a dicembre e 0,9 punti percentuali in meno rispetto a settembre”, precisa Lagarde. “Ci aspettiamo quindi che l’inflazione scenda al 2 per cento nel 2025 e all’1,9 per cento nel 2026“.

    Un ritorno all’obiettivo di riferimento che si deve anche all’azione decisa della Bce, che Lagarde rivendica una volta di più.”La trasmissione della nostra politica monetaria si sta svolgendo nella giusta direzione“, dice in riferimento alla decisione di aumentare i tassi di interesse per poi non abbassarli. “Le condizioni di finanziamento hanno reagito fortemente ai tassi più elevati, la domanda di prestiti si è indebolita e, a sua volta, l’attività ha rallentato in particolare nei settori più sensibili agli interessi dell’economia”.

    La presidente della Bce ribadisce inoltre di attendere giugno-luglio prima di valutare un’eventuale sforbiciata ai tassi di interesse. “Entro giugno avremo una nuova serie di proiezioni che confermeranno se il percorso di inflazione che avevamo previsto nelle nostre previsioni di marzo rimane valido”. Le decisioni consequenziali verranno dalle informazioni che si attendono.

    Tags: Banca Centrale europeabceChristine Lagardeeurozonainflazione

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