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    Home » Politica Estera » La Nato sta discutendo di un fondo da 100 miliardi di dollari per cinque anni per sostenere l’Ucraina

    La Nato sta discutendo di un fondo da 100 miliardi di dollari per cinque anni per sostenere l’Ucraina

    A Bruxelles i 32 ministri degli Esteri dell'Alleanza Atlantica sono stati aggiornati sulla proposta del segretario generale Jens Stoltenberg per prendere in mano il coordinamento delle forniture di armi a Kiev e proteggerlo dai possibili impatti di un'eventuale elezione di Donald Trump alla Casa Bianca

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    3 Aprile 2024
    in Politica Estera
    Jens Stoltenberg Ucraina Nato
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    Bruxelles – Ora è la Nato a riflettere sulla possibilità di un fondo per il sostegno dell’Ucraina, anche in ottica di un’eventuale elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Il vertice ministeriale dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord di oggi (3 aprile) è ruotato attorno alla proposta del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, di “trasformare il pacchetto di assistenza globale all’Ucraina in un programma di assistenza pluriennale”, che potrebbe toccare i 100 miliardi di dollari per cinque anni. “Dobbiamo renderlo più solido e prevedibile, perché crediamo fermamente che il sostegno all’Ucraina debba dipendere meno dalle offerte volontarie a breve termine e più dagli impegni a lungo termine” dei 32 membri dell’Alleanza Atlantica.

    Ucraina Nato
    Il vertice dei 32 ministri degli Esteri dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord a Bruxelles (3 aprile 2024)

    L’idea di “istituzionalizzare maggiormente” il supporto attuale fornito a Kiev è trapelato nel pomeriggio di ieri (2 aprile) ed è stato confermato questa mattina dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, nel suo intervento al Parlamento Europeo, prima di partecipare al vertice Nato: “Esamineremo questa idea, dobbiamo capire bene cosa significa nei contenuti, anche se dobbiamo ricordare che non siamo in guerra con la Russia e non invieremo un solo solato italiano in Ucraina”. Facendo ingresso al quartier generale della Nato, è stato lo stesso segretario generale Stoltenberg a spiegare che “un ruolo più forte dell’Alleanza nel coordinare e fornire supporto è il modo per porre fine a questa guerra, in modo che l’Ucraina prevalga“, specificando solo che l’idea è quella di “garantire una maggiore prevedibilità e fiducia nel fatto che il supporto arriverà ogni mese e ogni anno per un lungo periodo”. In ogni caso “non ci sarà alcuna finalizzazione durante l’incontro di oggi e domani”, ha messo in chiaro Stoltenberg: “Speriamo di procedere verso il consenso e di avere un accordo entro il vertice Nato” in programma a Washington il 9-11 luglio.

    Jens Stoltenberg Ucraina Nato
    Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg (3 aprile 2024)

    La proposta del segretario generale Stoltenberg – che dovrebbe prevedere contributi nazionali “in base al prodotto interno lordo dei Paesi membri” dell’Alleanza, ha reso noto la ministra degli Esteri belga, Hadja Lahbib – risponde alle difficoltà sul terreno per l’esercito ucraino, ma anche a una potenziale situazione di crisi del supporto occidentale in futuro. “La situazione sul campo di battaglia è grave, vediamo che la Russia sta spingendo e tenta di vincere questa guerra” grazie al supporto “fondamentale” degli alleati del Cremlino, ha continuato Stoltenberg: “La Cina sostiene l’economia di guerra della Russia, in cambio Mosca sta ipotecando il suo futuro a Pechino”, mentre “Corea del Nord e Iran forniscono ingenti forniture di armi e munizioni e in cambio Pyongyang e Teheran ricevono tecnologie russe che li hanno aiutati a migliorare le capacità missilistiche e nucleari”.

    Ucraina Nato
    (credits: Nikolay Doychinov / Afp)

    Ma se da una parte è necessario “difendere un ordine globale governato dalla legge e non dalla forza”, dall’altro va considerato il rischio del ritorno di Trump alla Casa Bianca e il suo impatto sul sostegno armato all’Ucraina. Considerato il continuo stallo del pacchetto di aiuti militari statunitensi da 60 miliardi di dollari al Congresso per l’opposizione repubblicana, è evidente il timore degli alleati europei di Washington di cosa comporterebbe una nuova amministrazione Trump sul fronte dell’invio di armi a Kiev per la difesa dall’invasione che dura da oltre due anni (oltre ai rischi stessi per la tenuta dei principi fondanti della Nato di fronte alle minacce russe). Ecco perché il vero obiettivo di Stoltenberg – prima di dare l’addio definitivo all’Alleanza Atlantica entro l’autunno – è quello di assicurare il futuro delle relazioni tra la Nato e l’Ucraina, a partire dalla tenuta stessa dell’afflusso degli aiuti militari. Con la proposta del fondo da 100 miliardi di dollari sarebbero i 32 alleati nel loro insieme ad assumere il coordinamento delle forniture di armi a Kiev, che invece al momento è gestito prevalentemente dagli Statu Uniti nel quadro del formato Ramstein.

    Tags: armi ucrainabornJens Stoltenbergukraineukraine funds

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