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    Home » Politica » Il Parlamento europeo chiede di inserire l’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue

    Il Parlamento europeo chiede di inserire l’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue

    Per il riconoscimento come diritto fondamentale ora serve il via libera dei 27 Stati membri, un'impresa che si annuncia complicata: Polonia e Malta hanno addirittura leggi che ne limitano l'accesso

    Matteo Pedrazzoli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/Matteo__Pedra" target="_blank">Matteo__Pedra</a> di Matteo Pedrazzoli Matteo__Pedra
    11 Aprile 2024
    in Politica
    Aborto

    Bruxelles – Un primo passo significativo che però rischia di essere solo simbolico. Il Parlamento europeo ha votato oggi (11 aprile) a favore dell’inserimento del diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Nonostante l’approvazione dell’Eurocamera, una modifica alla Carta prevede il voto favorevole di tutti i 27 Stati membri.

    Con 336 voti a favore, 163 contrari e 39 astensioni il Parlamento europeo si è espresso per il riconoscimento dell’aborto come diritto fondamentale. Nel testo della mozione, gli eurodeputati chiedono che l’articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue sia modificato, affermando che: “ognuno ha il diritto all’autonomia decisionale sul proprio corpo, all’accesso libero all’aborto sicuro e legale”. Ad aver votato compattamente la misura sono stati: Socialisti e democratici, Verdi/Ale, Renew e la Sinistra. Il partito Popolare Europeo si è spaccato con l’approvazione solo degli eurodeputati provenienti dal nord Europa. Il gruppo dei Conservatori e riformisti e Identità e democrazia invece, salvo rare eccezioni, ha votato contro la mozione.

    Il percorso per vedere riconosciuto l’aborto come un diritto fondamentale però è ancora lungo e pieno d’insidie. Tutti gli Stati membri devono esprimersi favorevolmente al suo inserimento nella Carta. Difficilmente questo può accadere anche perché Polonia e Malta hanno addirittura in vigore delle norme che ne limitano fortemente la possibilità di accesso alle donne. Il Parlamento ha anche invitato tutti i Paesi dell’Unione a depenalizzare completamente l’aborto in linea con le linee guida Oms del 2022.

    Inoltre l’Eurocamera ha denunciato che, anche dove l’aborto è tutelato e salvaguardato, la presenza di medici obbiettori di coscienza rischia di cancellare il diritto delle donne ad abortire. La crescita delle associazioni anti genere e anti scelta in tutta l’Ue impone una riflessione. Per questo il Parlamento ha chiesto alla Commissione di garantire che le organizzazioni che lavorano contro l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne, compresi quelli riproduttivi, non ricevano finanziamenti dall’Ue.

    La proposta d’inserire l’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue era stata presentata già nel 2022 e poi abbandonata. Solo dopo che la Francia l’ha inserito nella propria costituzione anche a Bruxelles si è ripreso a discuterne. “Decidere del proprio corpo è un diritto fondamentale, non c’è uguaglianza se le donne non possono farlo”, aveva dichiarato l’eurodeputata danese Karen Melchior (Renew Europe), presentando l’iniziativa in sessione plenaria il 14 marzo.

    Tags: abortoCarta dei Diritti fondamentali dell’Unione europeadiritto all'abortovoto

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