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    Home » Politica » #Salute24, autonomia differenziata e sanità guardando ai target Ue. Per Toti sarà una “scossa”, ma Lorenzin: “Inutile e dannosa”

    #Salute24, autonomia differenziata e sanità guardando ai target Ue. Per Toti sarà una “scossa”, ma Lorenzin: “Inutile e dannosa”

    Il dibattito si accende anche al convegno 'Sanità pubblica: l’autonomia differenziata delle Regioni nell’Unione della salute’, organizzato a Roma da Withub Eunews, GEA e Fondazione art.49 in collaborazione con il Parlamento europeo, il patrocinio della Commissione europea e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e il supporto di Incyte

    Dario Borriello di Dario Borriello
    15 Aprile 2024
    in Politica
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    Roma – L’Europa c’entra sempre. Anche nel dibattito sull’autonomia differenziata, tema che interessa particolarmente l’Italia, con il disegno di legge arrivato alla prova dell’aula alla Camera. Perché soprattutto sul piano sanitario c’è il ‘contatto’ con le istituzioni continentali. “In futuro, con il cambiamento climatico, avremo ulteriori drammatiche ricadute sul sistema sanitario“, dice il direttore della Rappresentanza della Commissione Ue in Italia, Antonio Parenti, intervenendo in apertura del convegno #SALUTE24-Sanità pubblica: l’autonomia differenziata delle Regioni nell’Unione della salute, organizzato da Withub insieme a Eunews, GEA, Fondazione art.49, in collaborazione con il Parlamento europeo, con il patrocinio della Commissione europea e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e con il supporto di Incyte. Per questo, aggiunge Parenti, “servono risposte importanti, sia europee che nazionali”.

    Nel panel dedicato ai Percorsi differenti per livelli di prestazioni omogenei: la missione (impossibile?) dell’autonomia differenziata, si sono confrontati governatori, assessori regionali e parlamentari sulla norma in discussione alla Camera, per avere una visione più completa possibile dell’argomento. Dal punto di vista degli enti locali è il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a dare come si suol il dire ‘il titolo’ alla discussione. “La scossa dell’autonomia penso non possa che fare bene all’Italia”, dice il governatore. Mettendo in cima ai possibili benefici che la riforma potrà portare, quello della “assunzione di responsabilità di una parte della classe dirigente del Paeseche, come la notte hegeliana, troppo spesso tende a distribuire le cose che non vanno su vari strati di governo, non consentendo al cittadino di comprendere dove il meccanismo si inceppa”.

    Non la pensa allo stesso modo la senatrice del Pd, Beatrice Lorenzin, che non usa giri di parole: “È una legge dannosa e inutile”. L’ex ministra della Salute, però, motiva dettagliatamente le sue opinioni: “Dannosa perché non risolve nessuna delle questioni aperte: diseguaglianze, sotto-finanziamento, personale, competitività e competenze, investimenti in ricerca, dati sanitari, che è un tema anche europeo”. Mentre è “inutile, perché non affronta le grandi questioni emerse con il Covid, come costruire reti della prevenzione con input veloci tra Stato e Regioni”. In sostanza, sintetizza Lorenzin, “invece di colmare i problemi, li accentua. Risponde a uno schema politico vecchio, giurassico e non ai reali bisogni dei cittadini, del sistema sanitario e delle stesse Regioni. Anzi, acuirà le fratture tra Nord e Sud e ne creerà di nuove anche all’interno dello stesso Nord”.

    Indirettamente, nel videomessaggio inviato agli organizzatori, risponde il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che si definisce “uno tra i maggiori sostenitori dell’autonomia differenziata, specie in un ambito come quello della salute, di così grande impatto sulla vita delle persone”. Secondo il governatore “troppo spesso la questione si pone in termini antitetici, come se l’acquisizione di maggiore responsabilità e autonomia di gestione fossero in alternativa all’omogeneità delle prestazioni. Al contrario – continua -, credo che il livello di risposta ai bisogni più vicini ai cittadini e territori consenta di scegliere la strada più idonea, veloce ed efficace. Una programmazione della sanità che superi la logica dei tetti di spesa, delle contribuzioni a silos non può che aiutare l’equilibrio economico e finanziario degli stessi sistemi”.

    Positivo anche il giudizio del governatore veneto, Luca Zaia: “L’autonomia consentirà di essere più competitivi ed efficienti, più vicini alla gente, meno sprechi, la possibilità di gestire le risorse, anche quelle sanitarie, che ci vengono affidate, nel miglior modo possibile”. Per questo la sua Regione “è pronta per la scrittura dell’intesa, in cui si potrà dare una veste alla nostra idea di autonomia. L’autonomia è un processo di modernità, valorizzazione delle competenze e piena assunzione di responsabilità, che non mancherà di solidarietà e sussidiarietà”.

    Sulla stessa lunghezza d’onda si sintonizza anche il vice presidente e assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini: “La differenziazione dei poteri regionali è questione antica ma è prevista da una riforma costituzionale voluta nel 2001 dalla sinistra”. Portando l’esempio dell’istituzione che rappresenta, spiega: “Se il Fondo nazionale sanitario viene redistribuito sul principio pro capite, e la mia Regione ha il bilancio in pareggio, potrò essere esonerato dal tetto di spesa, che è nazionale, e assumere medici e personale”. Altrimenti, conclude, “si blocca tutto il sistema sanitario sulla base della performance più bassa”.

    Tags: Attilio Fontanaautonomia differenziataBeatrice LorenzineuropaGiovanni Totiluca zaiasanità

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