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    Home » Politica Estera » Tra proteste e repressione continua la spirale di violenze in Georgia

    Tra proteste e repressione continua la spirale di violenze in Georgia

    Da sette giorni le proteste antigovernative infiammano Tbilisi, mentre la risposta della polizia è sempre più violenta. Gli arresti sono ormai nell’ordine delle centinaia, mentre il governo continua a sostenere l’operato delle forze dell’ordine

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    5 Dicembre 2024
    in Politica Estera
    Proteste Georgia

    Fuochi artificiai sparati contro la polizia durante le proteste antigovernative a Tbilisi, il 3 dicembre 2024 (foto: Giorgi Arjevanidze/Afp)

    Bruxelles – Anziché diminuire, le tensioni in Georgia stanno salendo ogni giorno di più e non si intravede all’orizzonte uno spiraglio per ricomporle pacificamente. Mentre le proteste di piazza entrano nel loro ottavo giorno consecutivo, la violenza è in aumento sia dalla parte dei manifestanti sia, soprattutto, da parte degli apparati di sicurezza che stanno continuando a rispondere in maniera sproporzionata con la copertura del governo. L’episodio più eclatante è stato l’aggressione fisica nei confronti di uno dei leader dell’opposizione parlamentare, Nika Gvaramia, poi arrestato e portato via dalla polizia in stato di incoscienza. Il mediatore civico nazionale ha definito “sconcertanti” i comportamenti delle forze dell’ordine e ha accostato il trattamento dei detenuti ad atti di tortura.

    L’aggressione a Nika Gvaramia

    Durante le manifestazioni di ieri (4 dicembre) nella capitale Nika Gvaramia, uno dei leader di Coalizione per il cambiamento (Cfc), un’alleanza elettorale che riunisce diversi partiti di opposizione presentatisi uniti alle urne lo scorso 26 ottobre contro Sogno georgiano (il partito di governo al potere dal 2012), è stato aggredito fisicamente dalla polizia, che – almeno a quanto si vede nei filmati girati sul momento – lo ha gettato violentemente a terra per poi procedere con quello che ha tutta l’aria di un pestaggio.

    Nelle immagini concitate disponibili online si vede Gvaramia discutere animatamente con le forze dell’ordine, probabilmente lamentandosi dei raid nei locali dei partiti dell’opposizione, finché l’alterco verbale degenera in un attacco nei suoi confronti. Il leader 48enne di Ahali (“nuovo” in georgiano), un partito liberale confluito lo scorso luglio nella Cfc, viene strattonato dai poliziotti che, agguantatolo e scaraventatolo su un marciapiede, vengono poi immortalati mentre lo colpiscono ripetutamente con calci e pugni. Altri fotogrammi ritraggono le forze dell’ordine trasportare Gvaramia di peso, mentre questi appare privo di coscienza, verso un’automobile e allontanarsi con lui a bordo dopo averlo tratto in arresto.

    Footage – @NikaGvaramia212, one of our Coalition leaders, was dragged by the police and thrown into a detention car after getting physically assaulted and falling unconscious.
    He verbally insisted to be allowed into the search of our members parties’ office, as he’s a lawyer. pic.twitter.com/U5yTCGZqPo

    — Coalition 4 Change (@CoalitionGEO) December 4, 2024

    Non si tratta certo del primo arresto in quest’ultima, tesa fase delle proteste antigovernative che da oltre un mese stanno scuotendo la nazione caucasica – i fermi sono già arrivati a quota 300 – né di un’istanza isolata di violenza e di uso sproporzionato della forza da parte degli apparati di sicurezza georgiani. Tra gli arrestati delle ultime ore c’è anche un altro leader dell’opposizione, Aleko Elisashvili, insieme ad almeno altri sei politici appartenenti a partiti critici contro il governo, mentre sarebbe stato detenuto anche uno dei capi del movimento giovanile di protesta Dafioni.

    Maltrattamenti dei detenuti

    Il mediatore civico georgiano Levan Ioseliani ha dichiarato di aver visitato almeno 260 manifestanti, tra centri di detenzione e cliniche mediche, sottolineando che “188 di loro hanno denunciato maltrattamenti da parte della polizia” e che “i metodi usati dalle forze dell’ordine nell’arrestare i cittadini sono sconcertanti”.

    “Un numero allarmante di detenuti denuncia pestaggi e maltrattamenti”, ha spiegato, aggiungendo che “molti di loro hanno riportato ferite gravi al volto, agli occhi e alla testa, il che porta ad escludere l’eventualità che la polizia abbia utilizzato una forza proporzionata contro di loro ogni volta”. Le evidenze, ha concluso, portano a ritenere “che la polizia stia ricorrendo a metodi violenti contro i cittadini allo scopo di punirli”, e ha ricordato che “la violenza severa e intenzionale con intenti punitivi costituisce un atto di tortura”.

    Proteste ad alta tensione

    Da giorni, le manifestazioni scatenate dalla decisione del governo di sospendere i negoziati di adesione all’Ue fino al 2028 stanno venendo represse dai reparti antisommossa della polizia con proiettili di gomma, granate stordenti e idranti. Dal ministero dell’Interno fanno sapere che almeno sette persone sono state arrestate con l’accusa di guidare violenze organizzate, un crimine per il quale sono previsti fino a nove anni di carcere, e che durante le perquisizioni in alcune abitazioni private sono stati rinvenuti fucili ad aria compressa, fuochi artificiali (che i manifestanti impiegano contro la polizia in risposta agli idranti e le granate nella guerriglia urbana) e delle bombe Molotov.

    Proteste Georgia
    Manifestanti con le bandiere della Georgia e dell’Ue fuori del Parlamento nazionale a Tbilisi, il 5 dicembre 2024 (foto: Karen Minasyan/Afp)

    Le autorità georgiane hanno accusato i manifestanti di complottare per il sovvertimento dell’ordine pubblico, con l’intenzione di mettere in scena un colpo di Stato sulla falsariga delle proteste ucraine dell’Euromaidan, che hanno insanguinato Kiev tra il novembre 2013 e il febbraio 2014 e hanno portato alla cacciata del presidente filorusso Viktor Janukovyc e, successivamente, all’annessione unilaterale della Crimea da parte di Mosca e all’inizio della guerra nel Donbass.

    Del resto, le azioni delle forze dell’ordine continuano a essere coperte dalla compiacenza del governo: “Non la chiamerei repressione, è più che altro prevenzione” ha dichiarato il premier Irakli Kobakhidze, che si è complimentato con la gestione delle proteste da parte della polizia. Il primo ministro ha suggerito, senza fornire prove, che siano i partiti dell’opposizione – i quali stanno boicottando il nuovo Parlamento, rifiutando di prendere parte ai lavori dell’Aula – a rifornire i manifestanti di “materiale pirotecnico e altri mezzi” con cui attaccare la polizia.

    Tags: GeorgiaIrakli KobakhidzeNika Gvaramiaproteste georgia 2024

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