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    Home » Politica » Romania e Bulgaria in Schengen. Dal primo gennaio 2025 via anche i controlli alle frontiere terrestri

    Romania e Bulgaria in Schengen. Dal primo gennaio 2025 via anche i controlli alle frontiere terrestri

    Il 31 marzo 2024 erano stati aboliti i controlli alle frontiere interne aeree e marittime. Con Romania e Bulgaria, lo spazio di libera circolazione conta 29 Paesi europei. Bucarest assicura: "La nostra protezione delle frontiere è tra le migliori in Europa"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    12 Dicembre 2024
    in Politica
    schengen

    A Romanian worker changes the signs to lead passengers of the non-Schengen flights toward newly installed border control points inside the Henri Coanda International Airport in Otopeni, Romania, on March 28, 2024. (Photo by Daniel MIHAILESCU / AFP)

    Bruxelles – Romania e Bulgaria faranno definitivamente parte dell’area Schengen, lo spazio di libera circolazione che permette a oltre 400 milioni di persone di muoversi in 29 Paesi senza i controlli alle frontiere. Dopo aver abolito quelli aerei e marittimi già dal 31 marzo, oggi (12 dicembre) il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di rimuovere l’ultimo ostacolo con Bucarest e Sofia: con l’anno nuovo, anche i controlli ai confini interni terrestri saranno un ricordo.

    “Una grande vittoria per la Bulgaria, la Romania e tutta l’Europa”, ha esultato annunciando il via libera la presidenza ungherese del Consiglio dell’Ue. La decisione è stata presa all’unanimità dai ministri degli Interni dei 27, riuniti oggi a Bruxelles. L’ungherese Sandor Pinter, che dirige i lavori, al suo arrivo aveva dichiarato con chiarezza i due Paesi “sono tecnicamente preparati, come risulta da tutte le valutazioni effettuate dagli esperti europei”. Per il neo commissario Ue per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, l’ingresso di Romania e Bulgaria in Schengen è “un momento storico”.

    Il  ministro degli Interni ungherese, Sandor Pinter, firma l’accesso allo spazio Schengen di Romania e Bulgaria. A sinistra Marian-Catalin Prediou (Romania), a destra  Atanas Ilkov (Bulgaria)

    Ora la più grande area di libera circolazione al mondo, nata nel 1985 con l’abolizione dei controlli alle frontiere tra Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, comprenderà effettivamente 29 Paesi: 25 Stati membri – all’appello mancano Cipro e Irlanda -, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

    È arrivato immediatamente il benvenuto della Commissione europea, accompagnato da un post su X di Ursula von der Leyen: “Pienamente in Schengen, dove siete a casa”, ha scritto la leader Ue. Secondo l’esecutivo europeo, il pieno ingresso di Bucarest e Sofia nello spazio di libera circolazione “rafforzerà ulteriormente il mercato interno, aumentando i viaggi, il commercio e il turismo”.

    diritti migranti
    Pattugliamento del confine tra Turchia e Bulgaria a Lesovo, gennaio 2023(Photo by Nikolay DOYCHINOV / AFP)

    La Commissione europea ha sottolineato “l’attuazione positiva dei progetti pilota per procedure rapide di asilo e rimpatrio” in entrambi i Paesi, e ha garantito che “continuerà a offrire sostegno finanziario e assistenza” per il controllo delle frontiere esterne attraverso l’Agenzia Ue della Guardia di frontiera e costiera (Frontex). Schengen sposta i suoi confini orientali: la Bulgaria confina a Est con la Turchia ed è parte della rotta migratoria balcanica, mentre la Romania condivide 500 chilometri di confine con l’Ucraina e altrettanti con Moldova.

    Le autorità bulgare, in particolare, sono state accusate a più riprese da diverse ong di attuare violenti respingimenti contro le persone migranti in arrivo dalla Turchia. Con la presunta complicità degli agenti di Frontex. Solo nel 2023, come riporta il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli (Ecre), sono stati registrati 9.897 casi di respingimenti che hanno coinvolto 174.588 persone. A proposito del controllo degli ingressi irregolari, il vicepremier e ministro degli Interni rumeno, Marian-Catalin Prediou, ha assicurato: “La nostra protezione delle frontiere è tra le prime in Europa e siamo pronti a continuare a essere un partner leale e solido”.

    Fully in Schengen – where you belong.

    — Ursula von der Leyen (@vonderleyen) December 12, 2024

    Tags: BulgariaConsiglio dell'Ueromaniaspazio Schengen

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