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    Home » Politica » L’Ue: “Sulle sanzioni alla Russia avremmo potuto fare di più”

    L’Ue: “Sulle sanzioni alla Russia avremmo potuto fare di più”

    Il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis, crucciato per le mancate restrizioni al gas naturale liquefatto di Mosca. "Hanno inciso i contesti nazionali"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    22 Gennaio 2025
    in Politica
    Il presidente della Russia, Vladimir Putin. Contro di lui l'Ue poteva fare di più in termini di sanzioni, ammette la Commissione europea [foto: imagoeconomica]

    Il presidente della Russia, Vladimir Putin. Contro di lui l'Ue poteva fare di più in termini di sanzioni, ammette la Commissione europea [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Sulle sanzioni alla Russia “avremmo potuto fare di più, ma i contesti nazionali hanno giocato un ruolo”. Valdis Dombrovskis non è contento. Il commissario per l’Economia sa che quindici pacchetti di misure restrittive non sono pochi per numeri e portata, ma nonostante questo non è soddisfatto. “Per le sanzioni serve l’unanimità” e non sempre questa viene raggiunta, spiega alla platea del World Economic Forum. L’esempio forse emblematico è dato dal gas naturale liquefatto (Gnl). “Le importazioni di Gnl russo stanno aumentando“, riconosce Dombrovskis. “Ci sono canali per accrescere la nostra pressione”, e quindi sanzioni, se non fosse per le resistenze di alcuni governi.

    Non sorprende tuttavia, considerando la sfida che pone la sicurezza energetica per il blocco dei Ventisette. le rinnovabili sono ancora tutte da sviluppare e non in grado di rispondere al fabbisogno, e l’Europa non ha mai avuto fonti tradizionali. Di fronte alla messa al bando di gas naturale, petrolio e carbone, ci si tiene le mani libere sul gas liquefatto. Da inizio guerra russo-ucraina gli acquisti di Lng russo non sono mai diminuiti: 15,21 milioni di tonnellate di metri cubi nel 2022, 15,18 milioni di tonnellate nel 2023, 16,65 milioni di tonnellate alla fine del 2024. Acquisti utili soprattutto per Belgio, Francia e Spagna. “La principale fonte di ricavi della Russia è l’export energetico”, ricorda Dombrovskis. Quasi tre anni di conflitto non hanno cambiato la situazione.

    Valdis Dombrovskis
    Valdis Dombrovskis [foto: European Council]
    Il 2025 dovrà essere quindi l’anno in cui l’Unione europea dovrà scegliere se andare fino in fondo o meno nella scelta di difendere a spada tratta l’Ucraina nella sua difesa alla macchina militare russa, che gli acquisti energetici europei finanziano. Da una parte ci sono ragioni geo-strategiche: eliminare il Gnl russo a favore di più acquisti negli Stati Uniti potrebbe aiutare a svincolarsi da Mosca e farsi amico il presidente Usa Donald Trump, che minaccia di riconsiderare le relazioni trans-atlantiche. Dall’altra parte però ci sono contratti pluriennali la cui disdetta potrebbe determinare contenziosi legali e penalità da pagare.

    Qualcosa sembra muoversi, però. Ci sono dieci Stati membri su 27 – Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Svezia – che premono sugli altri partner. Chiedono di eliminare ogni scappatoia alle sanzioni Ue, in una esplicita richiesta di porre fine anche agli acquisti di Gnl russo. Resta da convincere ancora più di metà Unione europea, che avrebbe potuto fare di più e meglio.

    Tags: energiagas naturale liquefattognlrussiasanzioniueValdis Dombrovskis

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