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    Home » Politica » L’idea della Germania per la nuova coesione Ue: soldi alle regioni in cambio di riforme

    L’idea della Germania per la nuova coesione Ue: soldi alle regioni in cambio di riforme

    Uno studio realizzato per conto del ministero federale dell'economia imposta le nuove regole di govenance della ciclo post-2027

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    13 Febbraio 2025
    in Politica, In Evidenza

    Bruxelles – Un nuovo modo di usare i fondi di coesione, perché siano più ‘europei’ nelle regole di utilizzo e meno locali. Per il prossimo ciclo di politiche di coesione si studia la possibilità di legare l’uso dei soldi europei all’agenda delle riforme. Un modello basato al modello del semestre europeo, il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri. La proposta arriva da uno studio realizzato per conto del ministero per gli affari economici e l’azione per il clima del governo tedesco e presentato al Comitato europeo delle regioni (Cor).

    Per la coesione post-2027 non si parla di riforma, anche alla luce di un processo di allargamento dell’Ue che la impone, bensì di governance. Lo studio portato a Bruxelles punta l’accento su come gestire le risorse in termini di principio generale, contabile, e di merito. Si parte dal presupposto per cui le riforme potrebbero aiutare a migliorare il tasso di uso e assorbimento delle risorse, e superare quel problema strutturale che interessa qualcuno più di altri, con l’Italia nel gruppo di quanti fanno fatica a fare tesoro delle risorse messe a disposizione.

    Presentazione del rapporto sulla governance del futuro di coesione al Comitato europeo delle regioni

    Dalla Germania rigorista arriva dunque il rigore nella coesione. Alla base del funzionamento dell’Ue e dei suoi programmi ci sono fondi pubblici, risorse nazionali messe dai singoli Stati, e quindi pure i contribuenti tedeschi. Per il nuovo ciclo di coesione che verrà, in attesa che la Commissione europea sveli cosa intende fare del prossimo bilancio pluriennale (Mff 2028-2034) si dettano le regole del gioco. Tra queste la re-introduzione di valutazioni anticipate in parallelo al programma in corso, vale a dire analisi di successo della politica prima che l’intervento sia dichiarato terminato.

    Previste nel ciclo di programmazione 2014-2020 ed eliminate in quello in corso, le verifiche ‘ex ante’ sono condizionalità che legano l’erogazione dei fondi alla dimostrazione dei vantaggi socioeconomici conseguiti a medio termine a fronte delle risorse mobilitate. Soldi in cambio di riforme vere e per una crescita vera, in estrema sintesi. Nella riforma di gestione dell’uso delle risorse, comunque, si vuole mantenere un ruolo attivo dei governi locali, attraverso processi di previsione regionale per la preparazione dei programmi strategici.

    Nicola De Michelis, vice direttore generarale del direzione generale per le politiche regionali della Commissione europea, comprende il principio della proposta, che mira ad un’efficienza necessaria per la competitività: “C’è la percezione che un terzo del bilancio dell’Unione europea sia perso in tanti progetti frammentati, e che questo fa perdere il legame tra bilancio e agenda Ue”.

    Tags: coesionecomitato delle regioni europeogermaniapolitiche di bilanciopolitiche di coesionequalità della spesariformerigoreSemestre europeoterritoriue

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