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    Home » Economia » Oltre due miliardi per la batteria ‘made in Eu’, la Commissione svela il piano d’azione per l’auto

    Oltre due miliardi per la batteria ‘made in Eu’, la Commissione svela il piano d’azione per l’auto

    La strategia per l'auto prevede anche misure anti-Cina. Revisione delle regole sullo stop ai motori tradizionali anticipata al secondo semestre 2025

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    5 Marzo 2025
    in Economia, In Evidenza

    Bruxelles – Oltre due miliardi solo per sviluppo e produzione della batteria in Europa, un miliardo di euro per veicoli autonomi senza conducente su larga scala, e poi legislazione a misura di rete di ricarica e incentivi per formazione professione utile alla catena produttiva. La Commissione europea svela il piano d’azione sull’auto, che conferma gli impegni già presi con le case costruttrici europee in materia di multe e flessibilità sugli obiettivi di sostenibilità incardinati nel Green Deal. Con una novità: la revisione del regolamento sugli standard di emissioni di CO2 verrà anticipata dal 2026 al terzo e quarto trimestre di quest’anno.

    Il documento messo a punto a Bruxelles ruota attorno all’auto elettrica, per cui l’esecutivo comunitario è deciso a mobilitare 1,8 miliardi di euro dal fondo per l’innovazione con l’obiettivo di sostenere i produttori europei. A questo si aggiungono 350 milioni di euro che Bruxelles intende destinare al settore dell’automotive dal programma Horizon per la ricerca.

    In parallelo l’Ue intende difendere il mercato europeo da pratiche di concorrenza sleale. In tal senso, recita il piano d’azione, la Commissione Ue intende esaminare “la definizione di specifiche regole di origine” delle batterie elettriche importate in Europa. E’ questa una misura anti-Cina, volta a scoraggiare la delocalizzazione in altri Paesi terzi quali India, Vietnam o Turchia per poi vendere nell’Ue. A questo si aggiunge l’impegno a coinvolgere la Banca europea per gli investimenti (Bei) così da favorire anche investimenti privati e sostenere i produttori europei di automobili con ancora più risorse.

    Veicoli senza conducente, ecco un miliardo

    La Commissione europea decide poi di destinare un miliardo di euro per le tecnologie di guida autonoma. L’esecutivo comunitario stima che qui per il settore automobilistico si può generare valore aggiunto a livello globale fino a 400 miliardi di euro entro il 2035. Bruxelles intende creare un mercato unico dei veicoli autonomi, attraverso proposte di regole armonizzate e test uguali per tutti per questo tipo di veicoli.
    In tal senso l’esecutivo comunitario intende collaborare con gli Stati membri per stabilire rapidamente almeno tre banchi di prova transfrontalieri su larga scala, quadri normativi correlati e corridoi europei di guida autonoma. Questi banchi di prova consentiranno l’implementazione pilota su larga scala di veicoli autonomi, sia per il trasporto di passeggeri che di merci. La Commissione si impegna inoltre a “valutare ulteriormente il potenziale di integrazione dei veicoli automatizzati nel sistema di trasporto attraverso la comunicazione tra veicoli e infrastrutture”.
    Qui la Commissione proporrà procedure di approvazione dell’ammissione armonizzate all’inizio del 2026 per facilitare tutti i sistemi avanzati di assistenza alla guida e i sistemi di guida automatizzata testati su strade aperte in tutta l’Ue.
    Ursula
    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (foto: John Thys/Afp)

    Confermate le aperture su multe e i biocarburanti

    Incardinate infine nel piano d’azione per l’auto anche le rassicurazioni e le garanzie date all’industria dell’automotive su sanzioni e revisione legislativa. La Commissione presenterà l’emendamento mirato per evitare che nel 2025 scattino le sanzioni per le case costruttriche che vendono poche auto a basse e zero emissioni. La proposta di modifica al regolamento di CO2 intende rendere triennale le verifiche attualmente da condurre su base annuale, dando tempo fino al 2027 per vendere quando non venduto fin qui e posticipare il rischio multe.
    Inoltre, nel processo di revisione delle regole che mettono al bando il motore tradizionale a combustione interna dal 2035, si riconosce la possibilità di studiare l’opzione dei carburanti sintetici (e-fuels) cari alla Germania, ma non si chiude la porta ai bio-carburanti, come vuole l’Italia.”Nella revisione daremo indicazioni sugli e-fuels, ma guarderemo anche a quali altre tecnologie potranno aiutare a raggiungere gli obiettivi del 2035″ in termini di neutralità climatica, dice il commissario per il Trasporto sostenibili, Apostolos Tzitzikostas.

    Le reazioni: i partiti di governo chiedono di eliminare il Green Deal

    Soddisfatto a metà il ministro per le Imprese e il made in Italy, Adolfo Urso: “Abbiamo costretto la Commissione a rimuovere la trappola delle multe e ad anticipare la revisione del regolamento Co2, condizioni necessarie ma non sufficienti per evitare il collasso dell’industria dell’auto”. Quello che serve, insiste, è “far fronte comune per superare la follia del Green Deal, per garantire l’autonomia strategica sulle batterie elettriche”. Una chiamata alla armi raccolta da Forza Italia. Salvatore De Meo, europarlamentare azzurro, lamenta che il piano d’azione sull’auto della Commissione “non fa passi indietro rispetto allo stop ai motori a combustione dal 2035″. Forza Italia, assicura, “continuerà a lavorare affinché le scelte in materia ambientale siano sostenibili tanto dal punto di vista ecologico quanto da quello economico”.
    Sul piede di guerra gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle, che attaccano: “Ottocento miliardi di euro per l’industria della difesa, 2,8 miliardi per quella dell’auto in crisi profonda”, la critica. Il piano d’azione per rilanciare il settore dell’automotive “è assolutamente insufficiente, è come dare l’aspirina a un paziente oncologico“. I pentastellati chiedono “almeno 100 miliardi” per il comparto auto, e annunciano una manifestazione contro la ricetta ue per il 21 marzo, davanti allo stabilimento Mirafiori di Torino il prossimo 21 marzo.
    Tags: Adolfo Ursoautoauto elettricaautomotiveindustriaM5s Europasostenibilitàtrasportiueursula von der leyen

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