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    Home » Politica » Soldi solo dopo i risultati, von der Leyen vuole un bilancio Ue sul modello Pnrr

    Soldi solo dopo i risultati, von der Leyen vuole un bilancio Ue sul modello Pnrr

    La presidente della Commissione europea: soldi del prossimo bilancio Ue saranno legati a obiettivi e traguardi, come per le risorse del Recovery Fund. E il quadro pluriennale 2028-2034 potrebbe non durare fino al 2034

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    20 Maggio 2025
    in Politica, Economia
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla EU Budget Conference 2025 [Bruxelles, 20 maggio 2025]

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla EU Budget Conference 2025 [Bruxelles, 20 maggio 2025]

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    Bruxelles – Non più soldi ‘a pioggia’ o sulle buone intenzioni, e neppure più la formula ‘tutto e subito’. Dal 2028 si cambia regime: i soldi del bilancio Ue saranno erogati agli Stati membri un poco per volta, solo dopo aver raggiunto risultati concreti. Ursula von der Leyen vuole fare trasferire il modello dei Piani nazionali per la ripresa (Pnrr) al budget pluriennale (Mff 2028-2034), legando finanziamenti a obiettivi e traguardi. La presidente della Commissione europea espone la sua rivoluzione alla conferenza annuale sul bilancio dell’Unione europea, ed è qui che annuncia la proposta di cambiamento.

    “Il nuovo bilancio – sottolinea von der Leyen – sarà più rapido, concentrandosi non solo su quanto viene speso, ma anche su ciò che viene realizzato per i nostri cittadini e le nostre imprese”. E’ qui ed è per questo che “faremo affidamento sulla nostra recente esperienza in termini di traguardi e obiettivi” alla base dell’utilizzo del Recovery Fund, che finanzia i Pnrr: “Ogni tranche di finanziamento verrà erogata al raggiungimento degli obiettivi concordati. Perché questo è il più forte incentivo a fare le cose“.

    Spendere bene, in modo efficiente, senza sprechi, così da avere alla fine ciò che serve per migliorare economia e vita di tutti i giorni. All’interno di questo solco si inserisce anche una nuova impalcatura, considerata troppo ingessata e rigida, e per questo poco funzionale. “Oggi il 90 per cento del bilancio è pre-assegnato fin dall’inizio“, lamenta la presidente dell’esecutivo comunitario. “In altre parole, oggi lavoriamo con un bilancio predisposto negli anni 2019 e 2020″. L’Ue lavora dunque con cinque anni di ritardo rispetto al programmato, e l’attuale modello non permette di agire per tempo rispetto alle sfide, specie quelle improvvise come quelle climatiche o geopolitiche.

    La Commissione vuole dunque “flessibilità” di bilancio. Serve, scandisce von der Leyen, “un quadro pluriennale più flessibile, agile e reattivo”. Meno soldi pre-allocati e più facili da utilizzare. In questo dibattito il collegio di commissari sta ragionando a un’operazione tanto innotiva quando radicale: nell’impossibilità di raggiungere un grado considerato soddisfacente di flessibilità di spesa si potrebbe ridurre la durata del bilancio comune, renderlo più corto, non più settennale ma magari quadriennale o quinquennale. L’idea sulla durata ancora non c’è, ma nel documento sul dibattito orientativo sul tema emerge l’idea in seno al collegio.

    Von der Leyen tiene comunque a precisare che in questo processo di revisione e riforma il programma per la ricerca non sparirà. “Horizon Europe rimarrà un programma autonomo“, assicura. “È un marchio di eccellenza, il programma di ricerca più rinomato al mondo. Ma sarà strettamente collegato al nostro Fondo per la competitività“, per rispondere meglio alle nuove esigenze e alla nuova agenda a dodici stelle che fa della competitività una priorità: “Abbiamo bisogno di un flusso continuo dalla ricerca fondamentale alla ricerca applicata, dalle start-up alle scale-up”, scandisce.

    Tags: bilanciocompetitivitàflessibilitàHorizonmff 2028-2034ricercaueursula von der leyen

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