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    Home » Difesa e Sicurezza » La Russia aumenta la pressione militare al confine con la Finlandia

    La Russia aumenta la pressione militare al confine con la Finlandia

    I rilievi satellitari mostrano un rafforzamento della presenza militare russa lungo la frontiera del Paese Nato. Il generale Nurmi: "Prepararsi al peggio". Intanto la Finlandia continua la costruzione del muro difensivo e annuncia l'aumento dei riservisti e 3 per cento del pil per la difesa entro il 2029.

    Marco La Rocca di Marco La Rocca
    22 Maggio 2025
    in Difesa e Sicurezza
    Finlandia Russia Muro Migranti

    (credits: Jussi Nukari / Lehtikuva / Afp)

    Bruxelles – Accampamenti, magazzini per veicoli corazzati, rifugi per aerei da combattimento e basi elicotteristiche. Queste le strutture che hanno cominciato a comparire negli ultimi giorni lungo la sponda russa della frontiera tra Russia e Finlandia, che si estende per oltre 1.300 chilometri. Le immagini satellitari, pubblicate il 19 maggio dal New York times e confermate da fonti della Nato, mostrano chiaramente un rafforzamento delle infrastrutture militari russe a ridosso del confine finlandese.

    A Kamenka, a soli 60 chilometri dalla frontiera, sono state installate oltre 130 tende militari, capaci di ospitare circa 2.000 soldati. A Petrozavodsk, 160 chilometri più a sud, sono comparsi tre grandi capannoni capaci di contenere decine di mezzi blindati, mentre la riapertura e il potenziamento della base di Severomorsk-2, nel Circolo polare artico, segnano un ulteriore passo verso la rimilitarizzazione della regione.

    Foto satellitari che mostrano nuove tende, hangar e depositi sul versante russo del confine finlandese (Fonte: Geolnisider, profilo X ufficiale)

    La Finlandia, che ha abbandonato la storica neutralità per entrare nella Nato nel 2023, si trova ora a essere la nuova, e la più vasta, prima linea dell’Alleanza atlantica. Per Helsinki, la risposta non si è fatta attendere. Oltre ad aver chiuso il confine terrestre con la Russia a novembre 2023, in reazione a un presunto tentativo di Mosca di creare una crisi migratoria artificiale, la Finlandia ha accelerato la costruzione di una barriera difensiva lungo il confine orientale. Il progetto prevede la realizzazione di una barriera lunga 200 chilometri, dotata di telecamere e sensori in grado di distinguere tra esseri umani e animali. Al momento, ne sono già stati completati 35 chilometri.

    Il generale Sami Nurmi, capo del reparto strategico delle forze di difesa finlandesi, ha dichiarato che il Paese monitora “molto da vicino” i movimenti russi e che l’obiettivo, come parte della Nato, è “prepararsi al peggio”. Secondo Nurmi, non esiste una minaccia militare immediata, ma è evidente che Mosca si sta preparando a una fase post-Ucraina in cui potrebbe riportare verso il confine con la Finlandia parte delle truppe ora impiegate nel conflitto. Nonostante l’entità ancora moderata dei movimenti russi, il significato strategico dell’area è rilevante: la frontiera finlandese mette la Russia in diretto contatto con la Nato lungo una linea che passa vicino a San Pietroburgo e al nodo militare cruciale della penisola di Murmansk, sede delle forze nucleari e della flotta del Nord.

    Di fronte a queste minacce, la Finlandia ha scelto di adottare un approccio deciso. Il governo ha annunciato l’aumento della spesa per la difesa fino al 3 per cento del Pil entro il 2029 e l’estensione dell’età massima per i riservisti fino a 65 anni, con l’obiettivo di poter mobilitare un milione di cittadini entro il 2031. Un esercito imponente, capace di schierare 284 mila soldati in caso di emergenza, supportato da una delle artiglierie più potenti d’Europa e da ampi depositi di munizioni. Inoltre, Helsinki ha ordinato 64 caccia F-35 per un valore di 8,4 miliardi di euro, destinati a sostituire la flotta di F/A-18. L’arrivo dei primi esemplari è previsto proprio per quest’anno, una mossa che rafforza ulteriormente la deterrenza finlandese, integrandola pienamente nelle strategie operative della Nato. Anche la società civile non è rimasta a guardare. L’interesse per i corsi di preparazione alle emergenze è aumentato, con centinaia di finlandesi, in particolare donne, che si iscrivono a programmi di formazione su sopravvivenza, primo soccorso e uso delle armi. Segno di una popolazione che, pur abituata da decenni alla presenza minacciosa del vicino orientale, ha compreso che il tempo della neutralità è finito.

    In questo contesto teso ma ancora non esplosivo, la Finlandia si prepara dunque con lucidità e determinazione. Il futuro dirà se questa sarà solo una linea di deterrenza reciproca o se il confine tra prevenzione e confronto aperto si farà ancora più sottile. Intanto, a nord, l’Europa si trincera.

    Tags: finlandiaFinlandia Natofrontiererussia

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