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    Home » Politica Estera » Ucraina, l’Ue salva la faccia: conferenza telefonica con Trump e Zelensky il 13 agosto

    Ucraina, l’Ue salva la faccia: conferenza telefonica con Trump e Zelensky il 13 agosto

    Il vertice di ferragosto in Alaska tra i leader di Usa e Russia sarà anticipato da una conference-call in cui Kiev e l'Unione europea, fin qui poco coinvolte, potranno dare il loro contributo e dimostrare che non sono ai margini dei negoziati

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    11 Agosto 2025
    in Politica Estera
    La videoconferenza dei ministri degli Esteri [11 agosto 2025, foto: Servizio per l'azione esterna]

    La videoconferenza dei ministri degli Esteri [11 agosto 2025, foto: Servizio per l'azione esterna]

    Bruxelles – Niente discussione sull’Ucraina senza il suo presidente né senza un ruolo attivo dell’Europa, che si mobilita e alla fine riesce a ritagliarsi spazi di protagonismo internazionale. Il vertice di ferragosto in Alaska tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump, produce una reazione d’orgoglio tutta a dodici stelle che porta l’Ue a ridisegnare l’agenda internazionale con un vertice tutto nuovo, telefonico, mercoledi 13 agosto, tra l’inquilino della Casa Bianca, il presidente ucraino, i leader Ue e pure la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, prima snobbata e ora considerata.

    Il vertice straordinario dei ministri degli Esteri, convocato dall’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, è la diretta conseguenza di una mancata considerazione dell’Unione europea nella sua veste di istituzioni comunitarie. Del resto l’Ue ancora non ha una politica estera propria e a Mosca e Washington (più a Washington, per la verità viste le non-relazioni euro-russe), tra sgarbo istituzionale e fredda doccia di real politik né von der Leyen né Kallas sono state consultate.

    L’Ue doveva salvare la faccia, e alla fine ci riesce, con una videoconferenza organizzata in fretta e furia che assume ora l’aspetto di un vertice di crisi esistenziale dell’Ue – alla ricerca di una strategia che eviti di lasciarla ai margini degli equilibri mondiali – ora la forma di una frustrazione per un’Europa dalla disperata necessità di far vedere che innanzitutto c’è ed esiste. E’ ciò che muove Kallas, nel tentativo di imprimere una svolta per solo a tratti avviene.

    L’Ue riesce a convincere Trump che Zelensky vada ascoltato e coinvolto, e che le istanze europee debbano comunque essere portate al vertice di ferragosto. Ecco allora la conference-call del 13 agosto, con Trump, Zelensky, von der Leyen e soprattutto Friedrich Merz, cancelliere della Germania promotore dell’iniziativa che comunque spiega chi muove i fili in Europa, semmai ce ne fosse davvero bisogno. In qualche modo comunque l’Unione europea riesce a salvare la faccia, e tanto basta all’Ue in stato di crisi estiva.

    Il risultato viene impreziosito dall’annuncio di Kallas di nuove misure restrittive contro il Cremlino. “Lavoriamo su più sanzioni alla Russia“, dice nel suo messaggio affidato ai canali social. A questo si aggiunge l’impegno a “più sostegno militare e finanziario per l’Ucraina” insieme alla promessa di appoggio per il processo di adesione all’Ue. L’Unione europea, insomma, mostra di esserci e volerci essere. Sembra poco, ma non lo è.

    Tags: Consiglio Affari esteriguerra russia in ucrainakaja kallasucrainaue

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