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    Home » Politica Estera » Tusk: La Polonia non è in guerra, ma i droni russi sul nostro territorio superano il limite delle normali provocazioni

    Tusk: La Polonia non è in guerra, ma i droni russi sul nostro territorio superano il limite delle normali provocazioni

    Avviate consultazioni con gli alleati che "hanno assunto la forma di una richiesta formale di invocare l'articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico". L'attacco iniziato alle 23.30 è terminato alle 06.30 di stamane

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    10 Settembre 2025
    in Politica Estera
    Il primo ministro polacco Donald Tusk (Foto:Imagoeconomica)

    Il primo ministro polacco Donald Tusk (Foto:Imagoeconomica)

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    Bruxelles – Il sorvolo dei droni russi nei cieli della Polonia la scorsa notte “è una violazione senza precedenti dello spazio aereo polacco e al rischio che ne deriva, ovvero il rischio di un conflitto aperto”. Il premier polacco Donald Tusk ha riferito oggi al Parlamento (Sejm) su quanto accaduto nella notte, insistendo più volte sull’unità della risposta delle diverse istituzioni del Paese, nel quale il presidente della Repubblica, il nazionalista euroscettico Karol Nawrocki, è espressione dell’opposizione parlamentare, con la quale il dialogo è di norma quasi inesistente.

    Tusk ha spiegato che “ieri, alle 22:06, l’esercito ha ricevuto le prime informazioni sull’inizio di un massiccio attacco aereo da parte della Federazione Russa contro l’Ucraina. Non ci sarebbe nulla di insolito in questo – ha aggiunto -, se non fosse per la portata dell’attacco e il numero di droni e missili coinvolti”. Nella zona sono stati inviati: due aerei F-35, due F-16 e elicotteri MI-24, MI-17 e Black Hawk. Verso le 23:30 è stata registrata la prima violazione dello spazio aereo del Paese. L’ultima è avvenuta intorno alle 6:30, “il che – ha detto il primo ministro – dà un’idea della portata di questa operazione. Sono state registrate e localizzate con precisione diciannove incursioni specifiche nel nostro spazio aereo”, ma i dati non sono ancora definitivi.

    La novità “nel senso peggiore del termine, è la direzione da cui provenivano i droni che hanno violato lo spazio aereo polacco. Per la prima volta durante questa guerra, non provenivano dall’Ucraina a causa di errori, ma una parte significativa di questi droni è volata in Polonia direttamente dalla Bielorussia”, ha denunciato Tusk. I droni abbattuti sono stati almeno tre, e non ci sono informazioni che qualcuno sia rimasto ferito o ucciso a seguito dell’azione russa “secondo quanto risulta al momento”.

    Tusk ha dunque spiegato che “l’abbattimento di quei droni che minacciavano direttamente la nostra sicurezza è ovviamente un successo delle nostre forze armate e di quelle della NATO, ma cambia la situazione politica. Pertanto ha annunciato il premier sono state avviate consultazioni con gli alleati che “hanno assunto la forma di una richiesta formale di invocare l’articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico”. Un salto di qualità, in una situazione che “ci avvicina tutti a un conflitto aperto, più vicino che mai dalla Seconda guerra mondiale”.

    L’articolo 4 recita: “Le Parti si consulteranno ogni volta che, a giudizio di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle Parti sarà minacciata”.

    Il premier ha poi ringraziato i partner per la solidarietà espressa dopo la notte di attacchi, però “le parole di solidarietà sono necessarie, ma non bastano. Oggi bisogna dirlo a voce alta e chiara a tutto il mondo occidentale, a tutti i nostri alleati. L’articolo 4 è solo l’introduzione a una cooperazione più profonda per la sicurezza del nostro cielo e del nostro confine, che è il confine della NATO. E dalle consultazioni politiche tra le capitali ci aspettiamo un sostegno decisamente maggiore”.

    Pr quanto riguarda la Polonia, politicamente profondamente divisa, Tusk ha sottolineato che “uno degli obiettivi politici (della Russia, ndr) è quello di influenzare la situazione interna del Paese attaccato o provocato. Il fatto che oggi – e spero anche in futuro – siamo in grado di presentare una posizione politica assolutamente uniforme su queste questioni è la nostra grande risorsa e riduce al minimo i rischi legati alle attività sovversive e alla disinformazione”.

    Comunque il premier ha voluto tranquillizzare i suoi concittadini: “Voglio sottolineare con forza che oggi non c’è motivo di affermare che siamo in stato di guerra. Ma non c’è dubbio che questa provocazione superi i limiti precedenti e sia incomparabilmente più pericolosa dal punto di vista della Polonia rispetto a tutte le altre, tutte quelle precedenti”.

    Però, sottolinea Tusk, “abbiamo già qualcosa che supera il limite delle normali provocazioni qui, nel nostro cielo. E forse oggi dobbiamo dire ancora una volta molto forte e chiaro: la Polonia oggi ha un nemico politico che non nasconde le sue intenzioni ostili oltre il nostro confine orientale. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi, tutta la nostra attenzione, tutte le nostre capacità sulla difesa della Polonia dal vero nemico, dalla vera minaccia”.

    Il compito che si assegna Tusk è ora “la mobilitazione totale di tutto l’Occidente, affinché la Polonia non si ritrovi mai più in una situazione in cui ci sembrava di avere alleanze reali e poi si è scoperto che erano alleanze di carta”. Questa, ha insistito, “è una responsabilità comune di tutta la NATO, di tutti gli alleati, dell’intera Unione Europea”.

    Comunque “la Polonia sarà con l’Ucraina, la Polonia sosterrà l’Ucraina, perché oggi è l’Ucraina a sopportare il peso principale della resistenza alla politica aggressiva della Russia. Ricordiamolo. È importante per noi, è molto importante per la nostra sicurezza”.

    Tags: droniPoloniarussiatusk

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