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    Home » Politica » Il populista di estrema destra Babiš trionfa alle elezioni in Repubblica Ceca

    Il populista di estrema destra Babiš trionfa alle elezioni in Repubblica Ceca

    Il suo partito ANO ottiene il 34,5 per cento dei voti, staccando la coalizione del premier uscente Petr Fiala di oltre dieci punti percentuali. In corso le consultazioni: Babiš punta a governare con il sostegno di due partiti ancora più euroscettici. Ma il capo dello Stato potrebbe impedirlo

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    6 Ottobre 2025
    in Politica
    Andrej Babis, leader of the ANO movement (Photo by Michal Cizek / AFP)

    Andrej Babis, leader of the ANO movement (Photo by Michal Cizek / AFP)

    Bruxelles – Non c’è due senza tre: insieme a Ungheria e Slovacchia, ora c’è un terzo Paese membro pronto a erodere il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina. È la Repubblica Ceca, che alle elezioni legislative di giovedì e venerdì (2-3 ottobre) ha deciso di consegnarsi nelle mani del populista di estrema destra Andrej Babiš. Il suo partito ANO ha ottenuto il 34,5 per cento dei voti: per governare, Babiš potrebbe formare un esecutivo di minoranza con il sostegno esterno di Libertà e Democrazia Diretta (SPD) e degli Automobilisti, due formazioni ancora più radicali.

    La coalizione di centro-destra del primo ministro uscente, Petr Fiala, si è fermata al 23,4 per cento dei voti. Nel campo moderato, la coalizione dei sindaci STAN ha ottenuto l’11,2 per cento e il Partito Pirata il 9 per cento. Più di due aventi diritto su tre si sono recati alle urne: l’affluenza del 69 per cento è un record dall’ingresso nel terzo millennio. Il presidente Petr Pavel ha avviato le consultazioni per la formazione del governo, che con ogni probabilità segnerà il ritorno al potere di Babiš.

    Il politico e imprenditore agricolo ceco – la sua Agrofert è accusata di frode per due milioni di euro a danno dell’Ue per ricevere sovvenzioni destinate alle medie imprese –  è già stato premier dal 2017 al 2021. Questa volta ha fatto pure meglio, assicurandosi 80 seggi sui 200 totali al Parlamento di Praga rispetto ai 78 del 2017. Per governare avrà bisogno dunque del sostegno di altri partiti: il suo Azione dei Cittadini Insoddisfatti (ANO) guarda naturalmente a destra, ma non è scontato che i potenziali alleati siano compatibili con le condizioni fissate dal capo dello Stato per insediarsi alla guida del Paese.

    Viktor Orban Andrej Babis Herbert Kickl
    Andrej Babis, il leader dell’FPO austriaco Herbert Kickl e VIktor Orban fondano il gruppo dei Patrioti per l’Europa, nel luglio 2024 (fonte: profilo X Babis)

    In sostanza, nessun partito al governo deve mettere in discussione l’appartenenza della Repubblica Ceca alla NATO e all’UE. L’SPD e gli Automobilisti sono apertamente ostili a Bruxelles e all’Alleanza Atlantica (L’SPD chiede da tempo un referendum per uscire dalle due organizzazioni). Ecco perché Babiš starebbe pensando di aggirare la condizione posta da Pavel limitandosi ad incassare il sostegno esterno dei due partiti euro-scettici. Che gli garantirebbero comunque 103 seggi su 200 al Parlamento.

    Lo stesso Babiš, dopo la certezza matematica della vittoria, ha messo le mani avanti affermando che “siamo chiaramente pro-Europa e pro-NATO”. Si è mostrato conciliante sull’Ucraina, scostandosi dalla linea intransigente di Viktor Orbán, a cui è legato da affinità politiche e dall’appartenenza al gruppo europeo dei Patrioti per l’Europa. “L’Ucraina non è pronta per l’UE. Prima di tutto deve finire la guerra”, ha dichiarato Babiš, scegliendo sapientemente di non alzare i toni.

    In ogni caso, se le consultazioni non dovessero incredibilmente naufragare, la famiglia politica sovranista dei Patrioti avrà un secondo leader al tavolo del Consiglio europeo, accanto a Orbán. Con lo slovacco Robert Fico, saranno tre i capi di Stato o di governo in grado di usare il loro veto per ostacolare il sostegno del blocco all’Ucraina.

    Né il presidente del consesso dei 27, Antonio Costa, né la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si sono congratulati pubblicamente con Babiš. Lo ha fatto invece Kirill Aleksandrovič Dmitriev, oligarca e consigliere di Vladimir Putin: “L’Europa si sta risvegliando: basta immigrazione incontrollata, febbre bellica, censura e declino economico. La scelta giusta prevale in tutta Europa”, ha esultato in un post su X. Il ministro degli Esteri di Budapest, Péter Szijjártó, ha profetizzato un ritorno del gruppo di Visegrad, il fronte conservatore dell’Europa centrale composto da Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

    Tags: Andrej Babiselezioni legislativeRepubblica ceca

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