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    Home » Industria e Mercati » Più tasse su tabacco e sigarette elettroniche, gli Stati membri scettici sulla proposta di riforma

    Più tasse su tabacco e sigarette elettroniche, gli Stati membri scettici sulla proposta di riforma

    Non piace l'aumento delle soglie minime di accise, con l'Italia che vuole salvare le sigarette tradizionali. Hoekstra: "Sigarette elettroniche pensate deliberatamente per i giovani, non credere alla contro-narrativa dell'industria"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Ottobre 2025
    in Industria e Mercati
    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    Bruxelles – La Commissione difende il proprio operato, come logico e lecito attendersi, ma sulla proposta di riforma della direttiva sul tassazione del tabacco gli Stati membri frenano. Il consiglio Ecofin riunito a Lussemburgo discute per la prima volta le idee che l’esecutivo comunitario ha prodotto il 16 luglio, un momento in cui per calendario dell’istituzione non c’è stato né tempo né modo per un primo giro di vedute che segna la distanza tra Commissione e Consiglio.

    Wopke Hoekstra, commissario per il Clima e la crescita pulita, prova a serrare i ranghi di un Ecofin animato da riserve, dubbi, perplessità e contrarietà. La linea del team von der Leyen è che la riforma si rende necessaria e non rinviabile: “L’Europa è ai primi posti al mondo per fumatori”, denuncia Hoekstra. Inoltre, denuncia, “ci sono nuovi prodotti concepiti deliberatamente per i giovani, i 15enni, che creano una nuova dipendenza dalla nicotina”. Il commissario Ue punta il dito contro le sigarette elettroniche e i dispositivi da ‘svapo’, e mette in guardia i rappresentanti degli Stati membri dalla campagna di contro-informazione in atto da parte dei produttori: “Non possiamo permettere all’industria di invertire la narrativa, diffondendo menzogne come già fatto con le sigarette” tradizionali.

    Tabacco, Hoekstra annuncia una controversa proposta di aumento delle tasse sui nuovi prodotti

    Tassazione minima, com’è e come si vorrebbe cambiare

    Secondo l’attuale direttiva, l’accisa applicata alle sigarette deve rappresentare in ogni Stato membro almeno il 60 per cento del prezzo medio ponderato di vendita al dettaglio (PAM) e non essere inferiore a 90 euro per 1.000 sigarette. L’accisa per i sigari e i cigarillos è fissata al 5 per cento cento PAM e non inferiore a 12 euro per 1.000 pezzi o per chilo. Per il tabacco da rollare  le soglie minime sono 50 per cento del PAM o 60 euro al chilo. Per altri prodotti di tabacco le soglie minime di tassazione sono 20 per cento del prezzo di vendita al dettaglio o 22 euro al chilo.

    La Commissione, nella sua proposta rivede e aggiorna questi parametri. L’accisa applicata alle sigaratte passa dal 60 a l 63 per cento del PAM e da almeno 90 ad almeno 215 euro per mille pezzi. Per sigari e cigarillos non cambia niente fino al 2029. Poi dal 2030 l’accisa passa dal 5 per cento al 20 per cento del PAM e da 12 euro al chilo a 71,5 euro al chilo. Soglie che dal 2032 passano rispettivamente al 40 per cento e 143 euro. Per il tabacco da rollare l’accisa minima sale dal 50 per cento al 62 per cento del prezzo medio ponderato di vendita al dettaglio e da 60 a 215 euro al chilo.

    Introdotte soglie tutte nuove per il tabacco da pipa ad acqua, usato per i narghilé. Per questi prodotti dal 2028 accisa minima al 20 per cento del PAM o 22 euro al chilo. Soglie che dal 2030 passeranno al 25 per cento e 54 euro al chilo, per poi aumentare nel 2032 al 50 per cento e 107 euro al chilo rispettivamente.
    La proposta di modifica delle direttiva introduce accise minime per i prodotto a tabacco riscaldato non bruciato, le famose sigarette elettroniche o ‘svapo’. Qui dal 2028 si vuole un’accisa minima al 45 per cento del PAM o 88 euro per mille pezzo o 125 euro al chilo. Soglie che dal 2030 passeranno al 50 per cento, 98 euro e 150 chilo, rispettivamente. Le stesse soglie, dal 2032, dovranno poi aumentare al 55 per cento, 108 euro e 155 euro, rispettivamente.
    Sigaretta elettronica [foto: imagoeconomica]
    Previsto, in più a tutto questo schema di tassazione minima, un aggiustamento automatico verso l’alto ogni tre anni sulla base dell’inflazione e il potere d’acquisto nei diversi Paesi.

    Le riserve degli Stati membri

    In linea di principio quasi nessuno attorno al tavolo contesta l’idea dietro alla proposta di riforma della direttiva. Ma, accanto alle sbandierate e dichiarate intenzioni di lavorare per la salute pubblica, non mancano le preoccupazioni per economia e fiscalità.
    Ci sono almeno 11 Stati membri che, per ragioni diverse, esprimono perplessità e contrarietà alla proposta presentata dalla Commissione europea. Finlandia e Svezia criticano l’intenzione di tassare anche lo snus, il particolare prodotto di nicotina in polvere da lasciare tra labbro e gengiva superiore. La Svezia inoltre contesta la metodologia usata dalla Commissione: “Non dovremmo avere livelli di accise diverse a seconda del tipo di prodotto, ma tasse a seconda del grado di nocività”, sostiene la ministra delle Finanze svedese, Elisabeth Svantesson.
    Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti [Lussemburgo, 10 ottobre 2025]
    Ci sono poi Croazia, Grecia, Lussemburgo, Malta, Repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria che contestano l’aumento generalizzato delle soglie minime di accise, considerate come “troppo alte”. Bulgaria, Romania e Italia hanno riserve sugli aumenti sulle sigarette tradizionali. A livello di Italia, spiega il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, “dobbiamo esaminare l’interazione tra l’aumento delle soglie di tassazione e il traffico di sigarette illegali“, già estremamente fiorente in Europa. A Roma si teme un aumento delle vendite di contrabbando, ma soprattutto, e Giorgetti lo specifica, si vuole rivedere la legislazione corrente “senza colpire la vendita dei prodotti tradizionali”.
    Tra chi esprime riserve l’Ungheria teme ricadute negative per il settore dei cigarillos, mentre il Lussemburgo non sposa l’idea dell’aggiustamento automatico sulla base del potere d’acquisto.
    Paesi Bassi, Spagna e Danimarca sembrano invece approvare le proposte messe sul tavolo. Francia, Germania, e Polonia non presentano pubblicamente obiezioni e la Repubblica ceca, senza entrare nel dettaglio, condivide di imporre tasse anche sulle sigarette elettroniche, al pari dell’Italia. A sostegno dell’aumento delle soglie minime le accise il Belgio, più cauta l’Irlanda, a favore però di tasse sui nuovi prodotti e che per questo dall’1 novembre renderà operativa la tasse nazionali sulle sigarette elettroniche.
    Tags: consiglio ueecofinGiancarlo GiorgettihoekstraSalutesigarette elettronichetabaccouewokpe hoekstra

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