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    Home » Politica Estera » Afghanistan, l’UE vuole accelerare i rimpatri nel Paese dei talebani

    Afghanistan, l’UE vuole accelerare i rimpatri nel Paese dei talebani

    Austria e Svezia chiedono a gran voce di riportare in Afghanistan irregolari e quanti hanno commesso crimini gravi. Il tema ufficialmente sul tavolo del consiglio Affari interni

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Ottobre 2025
    in Politica Estera
    [foto: Vincenzo Livieri/imagoeconomica]

    [foto: Vincenzo Livieri/imagoeconomica]

    Bruxelles – In nome di garanzia di ordine pubblico e contrasto all’immigrazione illegale ora i governi nazionali dell’UE pensano ad una stretta delle politiche di accoglienza senza distinzioni, con ritorni coatti anche in Siria e Afghanistan. A premere sono soprattutto Austria e Svezia, capofila di un ragionamento che sembra stridere con il concetto di sicurezza della persona, in Paesi – Siria e Afghanistan, appunto – dove rispetto per la persona e i suoi diritti sono tutti da verificare.

    Per Gerhard Karner, ministro degli Interni austriaco, “è ormai chiaro a tutti che l’Europa deve diventare più robusta e dura nella lotta contro la migrazione illegale”, il che “significa anche procedere con rimpatri coerenti di criminali e irregolari, anche verso Paesi come Siria e Afghanistan“, scandisce al suo arrivo a Lussemburgo per i lavori del consiglio Affari interni.

    La linea dell’Austria mostra lo spostamento a destra non solo di uno Stato membro dell’UE, ma dell’UE nel suo complesso, pronta a sacrificare quei valori tanto sbandierati al governo dei talebani al potere in Afghanistan nei confronti del quale c’è peraltro non poco imbarazzo. L’UE dice di non riconoscere i talebani, eppure allo stesso tempo starebbe già lavorando per rispedire nel Paese dell’Asia meridionale uomini e donne altrimenti in rotta verso l’UE e già presenti su suolo comunitario.

    La necessità di contrastare i flussi migratori irregolari e di garantire sicurezza per le strade spinge gli Stati ad accelerare su un percorso fino a poco tempo fa impensabile. “Dobbiamo rimpatriare gli immigrati che hanno commesso crimini gravi qui in Svezia” e in Europa, sintetizza Johan Forssell, ministro degli Interni svedese, anch’egli convinto che “dopo aver registrato progressi sulla Siria è tempo di accelerare anche sull’Afghanistan“. Poco importa quello che potrà accadere dopo, una volta rientrati all’interno di un Paese dove non ci sono garanzie di sicurezza personale e dove il rischio di persecuzioni non può essere escluso.

    Del resto la presidenza danese del Consiglio dell’UE ha impresso un cambio di rotta che va incontro alle preoccupazioni e alle richieste dei governi nazionali, aprendo la strada per rimpatri più facili verso Paesi terzi non propriamente sicuri. La scelta danese si inserisce tuttavia in una decisione politica delle istituzioni UE, che hanno scommesso sulla nuova leadership siriana, rappresentata da un’organizzazione riconosciuta dalla stessa UE come terroristica.

    Tags: Afghanistanimmigrazionemigranti irregolariprotezione internazionalesiriaue

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