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    Home » Opinioni » Armi e guerra, sulla serietà del tema la Commissione mostra una preoccupante superficialità

    Armi e guerra, sulla serietà del tema la Commissione mostra una preoccupante superficialità

    L'esecutivo comunitario presenta un documento considerato come fondamentale per la difesa e l'industria del settore, senza nessuna informazione

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Ottobre 2025
    in Opinioni, Politica
    Ursula von der Leyen

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen (foto: Parlamento europeo)

    Bruxelles – Tra giocare con i soldatini e fare la guerra per davvero c’è una differenza enorme, che a Bruxelles non sembrano aver colto. La  Commissione europea non sembra neppure aver capito il concetto di fondo per cui la guerra in sé non è un gioco, e neppure uno scherzo. Eppure, in tempi dove la comunicazione dovrebbe essere centrale, alla propaganda che vuole l’Europa buona e la Russia cattiva, segue un modo di dire le cose che sorprende per superficialità e pochezza.

    C’è una roadmap per la difesa che non esiste, almeno nel comunicato realizzato per la stampa. Per definizione la roadmap è un calendario dettagliato fatto di scadenze e date, tappe temporali definite e sequenziali, ma nel foglietto offerto ai giornalisti si offre solo il 2027 come data per la mobilità militare, problema strutturale a cui l’esecutivo comunitario promette di rispondere con piani solo annunciati e non meglio precisati. Che senso ha produrre un comunicato senza informazioni? Avrebbe più senso limitarsi a dire ‘leggere la comunicazione per i dettagli’. E invece…

    Basterebbe solo questo per mettere in risalto l’inadeguatezza di una Commissione preoccupata solo di apparire, a cominciare dalla sua presidente Ursula von der Leyen. La sua dichiarazione in testa al comunicato,  la sua dichiarazione a fine comunicato: anche la guerra diventa per questa Commissione l’occasione per sfilare in passerella, mostrando tutti i limiti di una signora che ha scelto di personalizzare tutto, dalla cosa meno prioritaria a quella più seria, perché l’Europa che si riarma è una cosa seria, che non viene presa sul serio.

    “Per agire rapidamente laddove un approccio congiunto risulta più efficace, la tabella di marcia per la difesa propone quattro iniziative faro europee iniziali: l’Iniziativa europea per la difesa con i droni, l’Eastern Flank Watch, lo Scudo aereo europeo e lo Scudo spaziale per la difesa”. Questo ciò che recita il comunicato stampa. Date, scadenze, orizzonti temporale per ciascuna di queste quattro iniziative faro non sono specificate. E sono, per l’appunto, iniziative faro, dunque prioritarie, di una tabella di marcia che appare come approssimativa. Ancora: per l’Agenzia europea della difesa (EDA) è pensato un ruolo tutto nuovo, con l’organizzazione che servirà da coordinamento per i gruppi di lavoro degli Stati membri, ma l’agenzia non viene menzionata neppure una volta. Vale la stessa considerazione di cui sopra: perché produrre un comunicato stampa inutile quando si può invitare a leggere direttamente la comunicazione? Perché serve a veicolare il ‘von der Leyen pensiero’ e mettere in risalto la sua persona, ecco tutto.

    Non sembrano capire, in Commissione, che chi dirige questa Unione sta generando nuovi eserciti di euro-insoddisfatti. Il modo di comunicare sulla difesa è solo l’ultimo capitolo di una saga costituita un piano per la difesa lacunoso, da spese folli per messe in piega a fotografi a prova di foto social, capaci a generare solo fastidio, antipatie, e dubbi circa l’effettiva capacità di chi è chiamato a guidare l’Europa. Il servizio dei portavoce e della comunicazione, comunque corposo in termini di staff, risulta, dati alla mano e informazioni mancanti, più una scuola elementare di bambini alle prese con i fondamenti di scrittura e un supervisore nel ruolo di insegnante di grammatica. Se questa è l’Unione europea che produce risultati, meglio lasciar perdere la guerra, appare già persa in partenza. Se poi si usa un argomento serio quale agli armamenti per farsi belli, allora si cerchi quanto meno la decenza di rimanere in silenzio e cercare altri modi per mettersi in mostra.

    Alla fine le informazioni non vengono tenute nascoste, ci sono. Ma non nel comunicato stampa, inutile prodotto scritto e dunque inutile perdita di tempo, per chi lo produce e per chi si trova a visionare. Su un tema come armi e guerra la Commissione mostra tutti i suoi limiti e la sua superficialità, una superficialità di approccio all’argomento, di scrittura, di comunicazione, di rapporti con la stampa, di metodo di lavoro.

    Tags: commissione europeacomunicazionedifesasicurezzaueursula von der leyen

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