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    Home » Green Economy » Bruxelles apre a nuove semplificazioni sulle norme contro la deforestazione. Rallentandone l’avvio

    Bruxelles apre a nuove semplificazioni sulle norme contro la deforestazione. Rallentandone l’avvio

    Dopo un primo rinvio lo scorso anno, oggi la Commissione europea ha proposto una semplificazione, per risolvere le difficoltà registrate dal sistema informatico, e un'ulteriore dilatazione dei tempi di avvio della norma

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    21 Ottobre 2025
    in Green Economy

    Bruxelles – Semplificazione. La parola d’ordine del secondo mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea viene applicata ora al Regolamento dell’Unione europea contro la deforestazione importata (Eudr). Dopo aver avuto una battuta d’arresto un anno fa, con il rinvio di un anno dei tempi di applicazione – portando l’avvio al 30 dicembre 2025 per le grandi imprese e al 30 giugno 2026 – oggi la Commissione ha proposto soluzioni mirate per risolvere le difficoltà registrate dal sistema informatico e semplificare gli obblighi di segnalazione, in particolare per i micro e piccoli operatori primari dei Paesi a basso rischio in tutto il mondo.

    Per la commissaria europea all’Ambiente, Jessika Roswall, “il pacchetto risponde alle reali sfide di attuazione. Semplifica le norme in particolare per i piccoli agricoltori e operatori, mantenendo al contempo la leadership globale dell’Europa nella lotta alla deforestazione” di importazione. “Non si tratta di ridurre l’ambizione, ma di far funzionare le norme in modo migliore e più intelligente, perché un’attuazione efficace è importante“, spiega.

    Il Regolamento sulla deforestazione, del maggio 2023, prevede che tutte le aziende interessate dovranno esercitare la dovuta diligenza se immettono sul mercato dell’Ue, o esportano da esso, olio di palma, bovini, soia, caffè, cacao, legname e gomma, nonché alcuni dei suoi derivati ​​(come carne bovina, mobili o cioccolato). Insomma, prodotti che rischiano di essere stati ottenuti causando deforestazione o uno sfruttamento eccessivo delle aree boschive. Una tappa importante per l’azione climatica dell’Ue dato che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) stima che 420 milioni di ettari di foresta – un’area più grande dell’Unione europea – siano andati persi a causa della deforestazione tra il 1990 e il 2020. In termini di perdita netta di superficie (cioè la differenza tra la superficie forestale disboscata e la nuova superficie forestale piantata o rigenerata), la Fao stima che il mondo abbia perso circa 178 milioni di ettari di copertura forestale nello stesso periodo di tempo, ovvero un’area tre volte più grande della Francia.

    Nel dicembre 2024, l’Ue decise di rinviare di un anno l’applicazione della legge per dare più tempo a Paesi e aziende di recepire e adeguarsi alle norme. Ora, invece, la proposta si inserisce in uno sforzo di semplificazione, oltre che in un contesto di difficoltà tecniche registrate sul sistema informatico che deve essere in grado di gestire un numero di operazioni e interazioni che, in base alle proiezioni, risulta molto più elevato del previsto. Per cui, la proposta della Commissione introduce semplificazioni mirate per ridurre gli obblighi sia per operatori e commercianti che commercializzano i prodotti Eudr pertinenti una volta immessi sul mercato dell’Ue – che possono essere, ad esempio, rivenditori al dettaglio o grandi aziende manifatturiere dell’Ue, in altre parole aziende che si trovano a valle delle relative catene del valore, mentre l’operatore a monte continuerà a esercitare la dovuta diligenza – e sia per micro e piccoli operatori primari provenienti da Paesi a basso rischio in tutto il mondo che vendono i loro prodotti direttamente sul mercato europeo: questi rappresentano quasi il 100 per cento degli agricoltori e dei silvicoltori dell’Ue.

    In particolare, per consentire un utilizzo più efficiente del sistema informatico, la Commissione propone che gli operatori a valle e i commercianti non siano più tenuti a presentare dichiarazioni di dovuta diligenza. Dunque, con questa semplificazione, sarà richiesta una sola dichiarazione di dovuta diligenza nel sistema informatico Eudr al punto di ingresso nel mercato per l’intera catena di approvvigionamento. Gli obblighi di segnalazione e la responsabilità si concentrerebbero sugli operatori che immettono per primi i prodotti sul mercato. Per fare un esempio, per le fave di cacao sarebbe necessaria una sola dichiarazione di dovuta diligenza da parte dell’importatore che le immette sul mercato Ue, ma i produttori a valle di prodotti di cioccolato non saranno tenuti a presentare una nuova dichiarazione di dovuta diligenza nel sistema informatico.

    Inoltre, la Commissione propone periodi transitori per garantire una transizione graduale e rafforzare il sistema informatico. Ciò significa che l’Eudr entrerà in vigore il 30 dicembre 2026 per le micro e piccole imprese. Per le grandi e medie imprese, la data rimane il 30 dicembre 2025, ma per garantire un’introduzione graduale delle norme, queste beneficeranno di un periodo di tolleranza di sei mesi per i controlli e l’applicazione delle stesse. “Le nuove date di entrata in vigore, unite alla semplificazione degli obblighi per gli attori della catena di approvvigionamento, mirano a garantire che il sistema informatico possa sostenere il livello di carico previsto”, osserva la Commissione. In più, la Commissione sta elaborando piani di emergenza, in modo che gli operatori economici possano ottemperare ai propri obblighi qualora questa proposta legislativa non venga adottata in tempo dai colegislatori, Parlamento e Consiglio. Scenario che farebbe entrare in vigore l’Eudr il 30 dicembre di quest’anno. Per questo, l’esecutivo Ue li invita ad adottare rapidamente la proposta di proroga del periodo di attuazione entro la fine del 2025.

    Per la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, “questo approccio offre certezza e stabilità, semplificando il processo di tracciabilità per i micro e piccoli produttori che, pur rappresentando individualmente un rischio minimo, forniscono collettivamente dati essenziali per il mantenimento della tracciabilità complessiva“. In più, Bruxelles offre “un calendario di attuazione chiaro che garantisce l’entrata in vigore del regolamento senza soluzione di continuità a partire dalla fine di quest’anno, consentendo ai grandi operatori di adattarsi progressivamente e concedendo ai micro e piccoli produttori più tempo per adeguarsi”, conclude.

    Resta il fatto che non c’è pace per la legge contro la deforestazione.

    Tags: commissionedeforestazioneleggerinvioue

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