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    Home » Politica Estera » Ucraina, Zelensky a Londra per la riunione dei volenterosi. Starmer: “Massima pressione su Mosca”

    Ucraina, Zelensky a Londra per la riunione dei volenterosi. Starmer: “Massima pressione su Mosca”

    Il premier britannico chiama a raccolta gli alleati europei di Kiev affinché le forniscano armi a lungo raggio, per costringere Putin al tavolo negoziale. Per Downing Street le sanzioni sono fondamentali, ma serve andare fino in fondo col sequestro degli asset russi immobilizzati

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    24 Ottobre 2025
    in Politica Estera
    Keir Starmer Volodymyr Zelensky

    Il primo ministro britannico Keir Starmer (sinistra) e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (foto: Niklas Halle'n/Afp)

    Bruxelles – All’indomani del vertice Ue, in cui i Ventisette non sono riusciti a trovare la quadra sull’utilizzo dei proventi dagli attivi russi immobilizzati in Europa per il sostegno all’Ucraina, Volodymyr Zelensky si è recato oggi (24 ottobre) a Londra per partecipare all’ennesima riunione della coalizione dei volenterosi, presieduta dal premier britannico Keir Starmer.

    Il messaggio del padrone di casa è chiaro: serve che gli alleati occidentali di Kiev – e soprattutto quelli del Vecchio continente – contribuiscano “di più” a rafforzare la difesa del Paese aggredito, soprattutto con “armi a lungo raggio” per colpire in profondità nel territorio russo. Il riferimento è ai famigerati missili Tomahawk di fabbricazione statunitense, che il presidente Donald Trump ha recentemente rifiutato di fornire all’Ucraina. Per Zelensky, l’inquilino del Cremlino vorrebbe “spingerci verso un disastro umanitario” bombardando le infrastrutture energetiche alle porte dell’inverno, come ogni anno.

    “Penso ci sia ancora molto da fare in termini di capacità, in particolare di capacità a lungo raggio“, ha osservato l’inquilino di Downing Street accogliendo il suo ospite per l’incontro in modalità virtuale (alcuni leader, tra cui la premier danese Mette Frederiksen, quello olandese Dick Schoof e il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, si sono visti in presenza mentre gli altri, inclusa la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron, si sono collegati da remoto).

    Volodymyr Zelensky
    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (foto: Frederic Sierakowski via Imagoeconomica)

    Il tema delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina tiene banco da parecchi mesi. Lo scorso settembre, Macron aveva annunciato che 26 Paesi della coalizione sarebbero disposti a fornire qualche forma di sostegno a Kiev, incluso tramite l’invio di truppe terrestri. Oggi, ha ribadito che “dobbiamo continuare a intensificare il nostro sostegno militare” a Kiev, dotandola di “capacità di difesa aerea, capacità a lungo raggio, droni e sistemi anti-drone“.

    Aprendo i lavori del vertice, Starmer ha dichiarato che quello attuale “è il momento della massima pressione, perché è l’unico modo per far cambiare idea a Putin, portarlo al tavolo e fermare le uccisioni“. Nei prossimi mesi, ha continuato, gli obiettivi dovranno essere la “rimozione” del petrolio e il gas russi dal mercato globale, il potenziamento della difesa aerea e delle infrastrutture energetiche ucraine, nonché appunto la fornitura a Kiev di armi a lunga gittata. E, ha aggiunto, bisogna “portare a termine il lavoro sugli asset sovrani russi e liberare miliardi di euro per contribuire al finanziamento della difesa ucraina”.

    Nelle scorse ore, gli europei hanno accolto con entusiasmo la decisione dell’amministrazione a stelle e strisce di sanzionare i due giganti petroliferi russi (Lukoil e Rosneft). Si è trattato di una mossa inattesa da parte della Casa Bianca, che secondo gli osservatori segnala un cambio di passo sull’approccio nei confronti di Mosca, dopo il faccia a faccia di ferragosto tra il tycoon e Vladimir Putin. Contemporaneamente, l’Ue ha adottato ieri il suo 19esimo pacchetto di misure restrittive contro il Cremlino.

    “Tutti concordiamo sul fatto che i combattimenti devono cessare e che i negoziati devono partire dalla linea di contatto attuale“, ha ribadito Starmer. Tuttavia, la diplomazia internazionale non sembra toccare palla in questo conflitto. Le trattative per giungere ad una tregua sono ripetutamente finite nel nulla negli scorsi mesi, e pure il bilaterale Trump-Putin che si sarebbe dovuto svolgere a Budapest, sbandierato come l’ennesima vittoria del presidente Usa e del “pacifista” premier ungherese Viktor Orbán, è stato rimandato sine die proprio per l’opposizione dello zar ad accettare un cessate il fuoco e il congelamento della linea del fronte.

    Vladimir Putin
    Il presidente russo Vladimir Putin (foto: Vyacheslav Prokofyev/Sputnik via Afp)

    “Il presidente russo continua a prendere tempo e a fare richieste assurde sui territori che non è riuscito a conquistare con la forza”, ha rincarato il premier britannico durante una conferenza stampa congiunta al termine della riunione, parlando da un podio affollato accanto a Zelensky, Rutte, Frederiksen e Schoof. “Dobbiamo mantenere alta la pressione” sul Cremlino, ha ribadito, dal momento che “Putin è l’unica persona che non vuole fermare questa guerra“.

    Il presidente ucraino ha sottolineato che “occorre promuovere un approccio più significativo alla diplomazia“, notando che quest’ultima “funziona solo quando è in grado di portare a risultati concreti” e che “la pace nasce dalla pressione sull’aggressore“. Anche Rutte ha battuto su questi due punti, sostenendo che “le sanzioni statunitensi lasceranno la Russia senza introiti” dalla vendita di petrolio e che “gli sviluppi sul capo di battaglia dimostrano che il nostro supporto all’Ucraina sta funzionando e che dobbiamo continuare”.

    Oltre al padrone di casa, anche Frederiksen e Schoof hanno ripetuto la volontà di procedere con la confisca dei beni russi congelati, pur riconoscendo i dubbi del Belgio e rimarcando che il nodo fondamentale è trovare un punto di caduta su un meccanismo per la condivisione del rischio legato a questa operazione estremamente delicata dal punto di vista legale e particolarmente scottante da quello politico.

    Tags: asset congelaticoalizione dei volenterosidonald trumpguerra ucrainakeir starmersanzioni RussiaVladimir Putinvolodymyr zelensky

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