Bruxelles – Il complesso contenzioso tra Paesi Bassi e Cina su Nexperia, l’azienda produttrice di chip con sede a Nimega, in Olanda, ma parzialmente controllata dal governo cinese, rischia di interrompere la produzione automobilistica europea. L’allarme, a un mese dal divieto di esportazione dei chip imposto da Pechino, arriva direttamente da Acea, l’associazione che riunisce l’industria dell’automotive dell’UE, sempre più preoccupata dallo stop “imminente” delle catene di assemblaggio. A mediare tra i due governi, la Commissione europea, che ha assicurato oggi che “sta cercando di trovare una soluzione con urgenza”.
La vicenda risale a oltre un mese fa, quando il governo dell’Aia ha deciso di assumere il controllo di Nexperia per timori che l’azienda stesse smantellando le attività nel vecchio continente per trasferire la produzione in Cina. Secondo quanto riportato da Reuters, l’allora amministratore delegato Zhang Xuezheng, che è anche il fondatore della società madre cinese Wingtech Technology, aveva pianificato di licenziare il 40 per cento del personale in Europa e di chiudere un centro di ricerca e sviluppo a Monaco di Baviera. In precedenza, il CEO avrebbe trasferito i progetti dei chip e le impostazioni dei macchinari dallo stabilimento dell’azienda a Manchester ad uno di proprietà di Wingtech, in Cina.
A fine settembre, un tribunale olandese ha sospeso Xuezheng e il governo nazionale ha assunto il controllo della società. Come risposta, Il 4 ottobre il Ministero del Commercio cinese ha bloccato le esportazioni dei prodotti dell’azienda fuori dalla Cina. Il problema è, in primo luogo, che i chip prodotti da Nexperia vengono utilizzati moltissimo nei sistemi elettronici delle automobili. Inoltre, sebbene la maggior parte dei chip di Nexperia sia prodotta in Europa, circa il 70 per cento viene confezionato in Cina prima della distribuzione.
Dopo un mese di stallo, Acea ha denunciato oggi (29 ottobre) in un comunicato, a fronte di “una controversia politica che rimane irrisolta”, una situazione che “diventa ogni giorno più critica per la produzione automobilistica globale”. Il settore – ha spiegato l’Associazione dei maggiori costruttori dell’UE – “sta attualmente attingendo alle scorte di riserva, ma le forniture stanno rapidamente diminuendo“.
L’interruzione delle linee di assemblaggio “potrebbe essere solo questione di giorni”, ha avvertito Sigrid de Vries, Direttore Generale di Acea. Alcuni membri dell’Associazione avrebbero segnalato che “le forniture di componenti sono già state interrotte a causa della carenza”. De Vries ha esortato “tutte le parti coinvolte a raddoppiare gli sforzi per trovare una via diplomatica per uscire da questa situazione critica”.
La questione è da settimane sul tavolo del commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič. Negli ultimi giorni, Sefčovič sarebbe stato in contatto “sia con funzionari cinesi che olandesi”, ha confermato il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill. Domani arriverà a Bruxelles una delegazione di tecnici del governo cinese, per un faccia a faccia con i funzionari dell’esecutivo UE su un’altra crisi, quella relativa alle restrizioni sull’export di terre rare dalla Cina. “Immagino che questo argomento verrà sollevato anche lì – ha affermato il portavoce -, ma ribadiamo che siamo in contatto con entrambe le parti e che stiamo cercando di trovare una soluzione con urgenza”.

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