- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 19 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Diritti » La Lettonia vuole uscire dalla Convenzione d’Istanbul contro la violenza sulle donne

    La Lettonia vuole uscire dalla Convenzione d’Istanbul contro la violenza sulle donne

    La decisione del Parlamento di Riga, che pure non arriva come un fulmine a ciel sereno, mette in allarme gli osservatori a partire dal Consiglio d'Europa, promotore del trattato del 2016. E spacca la maggioranza di governo

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    31 Ottobre 2025
    in Diritti, Politica
    Lettonia

    Foto: Mariya Todorova via Wikimedia Commons

    Bruxelles – Il Parlamento lettone ha votato ieri sera (30 ottobre) per abbandonare la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne del 2016. Il disegno di legge che prevede la fuoriuscita dal trattato internazionale – in gergo legale si dice che la Lettonia ha “denunciato” il testo dell’accordo – è stato approvato dalla Saeima, il legislativo monocamerale di Riga, con 56 voti a favore, 32 contrari e due astensioni.

    Determinante per l’esito della votazione (che ha fatto seguito ad un dibattito-fiume di 13 ore) l’allineamento di una parte della maggioranza con le opposizioni. La coalizione di governo si è spaccata: i 16 eletti dell’Unione dei verdi e degli agricoltori (ZZS) hanno votato a favore dell’uscita mentre i 26 di Nuova unità (JV) e i 10 dei Progressisti (PRO) hanno votato contro nell’Aula di 100 membri.

    La premier Evika Siliņa, leader di JV, si è rammaricata dell’accaduto: “È crudele”, ha osservato, il fatto che “coloro che hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto stanno ora assistendo al fatto che le loro esperienze vengono sfruttate per battaglie politiche“.

    Evika Silina
    La premier lettone Evika Siliņa (foto: Frederic Garrido-Ramirez via Imagoeconomica)

    Ora, affinché l’abbandono degli accordi di Istanbul sia effettivo, dovrà venire formalmente promulgato dal presidente della Repubblica, Edgars Rinkēvičs. Il capo dello Stato, per quanto personalmente contrario alla mossa, si è tuttavia dichiarato scettico sull’opportunità di opporre un veto ad una decisione sovrana dell’Aula.

    Se Rinkēvičs confermasse la scelta dell’emiciclo, la Lettonia diventerà il primo Paese europeo – e il secondo al mondo dopo la Turchia, ritiratasi nel 2021 – ad abbandonare lo storico trattato internazionale, col quale si era inteso imporre ai firmatari di elaborare norme e politiche tese a porre fine alla violenza contro le donne e agli abusi domestici.

    Non senza una certa ironia, era stato proprio questo Parlamento, eletto nell’ottobre 2022, a ratificare la Convenzione nel novembre 2023, con un ritardo di ben sette anni sulla firma del trattato da parte del governo lettone. Allora, il Paese baltico abbandonava il novero degli Stati membri dell’Ue che non sono ancora parti del documento (gli altri sono Bulgaria, Cechia, Lituania, Slovacchia e Ungheria), ma potrebbe appunto rientrarci nell’immediato futuro.

    In realtà, il trattato era in vigore per tutti i Ventisette già dall’ottobre 2023, in virtù del via libera fornito dall’Eurocamera nel maggio dello stesso anno. Quella mossa, che l’esecutivo comunitario richiedeva dal 2016, aveva aperto all’applicazione vincolante delle norme di Istanbul in tutta la giurisdizione a dodici stelle.

    Theodoros Rousopoulos
    Il presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Theodoros Rousopoulos (foto via Imagoeconomica)

    L’opposizione alla Convenzione è sempre stata guidata dalle forze della destra lettone, che la considerano come fumo negli occhi e la ritengono un subdolo strumento per diffondere nel Paese le cosiddette “teorie gender” e, addirittura, una presunta “ideologia straniera”. Il consenso verso queste posizioni è cresciuto negli ultimi mesi, fino a quando lo scorso settembre è stato avviato l’iter legislativo in seno alla Saeima conclusosi col voto di ieri.

    E dopo il voto di ieri sono fioccate le reazioni di sconcerto e sconforto, dall’interno come dall’esterno dei confini nazionali. Oltre alle dichiarazioni di una parte della maggioranza, tra le voci autorevoli che si sono levate in Lettonia per criticare la decisione dei deputati c’è stata quella dell’ex presidente Vaira Vīķe-Freiberga, che ha detto di “vergognarsi” di una simile “regressione“. Negli scorsi giorni si erano susseguite numerose e partecipate proteste a Riga contro la possibile fuoriuscita dalla Convenzione.

    Da Strasburgo, il Consiglio d’Europa (l’organizzazione continentale per la tutela dei diritti umani, promotrice della Convenzione di Istanbul) ha condannato il “messaggio pericoloso” lanciato dalla Saeima. “Un passo indietro senza precedenti e profondamente preoccupante per i diritti delle donne e i diritti umani in Europa”, lo ha descritto il presidente dell’Assemblea parlamentare del CoE, Theodoros Rousopoulos. “Abbandonando il primo e unico trattato internazionale che riconosce la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani, la Lettonia invia un messaggio pericoloso, ovvero che si può mettere in discussione o scendere a compromessi sulla sicurezza e la dignità delle donne“, ha aggiunto.

    Tags: consiglio d'europaconvenzione istanbuldiritti umaniEvika SiliņalettoniaSaeimaviolenza sulle donne

    Ti potrebbe piacere anche

    Stato di diritto
    Diritti

    Lo Stato di diritto peggiora in tutto il mondo. In Europa l’ultima è l’Ungheria (ma anche l’Italia non va bene)

    28 Ottobre 2025
    Credit: Tiziana FABI / AFP
    Diritti

    Un terzo delle donne in Ue è vittima di violenza durante la propria vita. Solo una su otto decide di denunciare

    25 Novembre 2024
    violenza sulle donne
    Politica

    Violenza sulle donne, dal primo ottobre in vigore la Convenzione di Istanbul. Sarà vincolante in tutti i Paesi Ue

    29 Settembre 2023

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione