Bruxelles – Colpo di reni dei liberali nel cuore dell’Europa. Nei Paesi Bassi, i liberali del partito D66, secondo le ultime stime, sarebbero avanti di 15.000 voti rispetto agli sfidanti dell’estrema destra. A vincere alla fine sarebbero dunque i centristi, sorpassando dopo una notte d’incertezza i populisti di estrema destra, capitanati da Geert Wilders. Alle elezioni hanno partecipato più del 78 per cento degli aventi diritto. Un dato molto alto, in linea con le precedenti rilevazioni.
I risultati restano ancora ufficiosi, dato che devono essere conteggiate le 90.000 schede arrivate per posta e quelle del comune di Venray (45 mila abitanti). Il municipio della città è stato vittima di un incendio interrompendo lo scrutinio dei voti. In ogni caso, la speranza di D66 è di approfittare del voto dall’estero per prendere il largo. “Aspetteremo nelle prossime ore, e forse anche nei prossimi giorni, per conoscere i risultati definitivi”, ha commentato con un po’ di scaramanzia il vincitore, il trentottenne Rob Jetten, leader di Democraten 66.
Dutch voters appear to have rejected far-right leader Geert Wilders in favour of a centrist party, exit poll suggests.
With far-right parties topping the polls in Britain, France, and Germany, the Dutch election was seen as a bellwether of the strength of the far right in Europe… pic.twitter.com/rbG4h68UIO
— AFP News Agency (@AFP) October 30, 2025
La legge proporzionale
Un risultato definitivo non si avrà prima di lunedì, quando l’Ufficio Elettorale Centrale (Kiesraad) controllerà l’esito delle schede. Quel che sembra certo è che entrambi gli sfidanti avranno 26 seggi, pari a qualcosa più del 16 per cento delle preferenze. Potrebbe però cambiare qualcosa con la ridistribuzione finale secondo la quale D66 ha ancora la speranza di ottenere un seggio aggiuntivo: tesi portata avanti dal programma di informazione olandese RTL Nieuws, .
Un sfida così tirata è frutto del meccanismo elettorale dei Paesi Bassi. Qui, a differenza dell’Italia, non esiste una vera e propria soglia di sbarramento. La distribuzione dei seggi è del tutto proporzionale, dando rappresentanza a tutti coloro che superano lo 0,67 per cento delle preferenze.
La logica conseguenza è una maggiore instabilità con la presenza di piccoli raggruppamenti all’interno della Camera Bassa a complicare la creazione di una coalizione.
#Netherlands
99.7% of the votes counted & Amsterdam results in, soc-dem D66 is 15k votes in the lead. Close behind, far-right PVV. (All other parties vowed not to cooperate with it). That’s Wilders out, easier govt coalition talks likely, & a centre-left govt on the horizon. pic.twitter.com/5J5fi1kAPo— TheBossRoss ❄ 6x (@BettinaSRoss1) October 30, 2025
Le ipotesi di governo
Osservando i risultati parziali, le ipotesi per governare non sono molte. La prima è quella di una maggioranza composta da partiti di centrodestra. Come leader ci sarebbe D66, affiancato dai cristiani di CDA, con i loro 18 seggi, e dal blocco centrista VVD, che invece ne possiede 20. All’appello mancherebbero però 9 eletti. Questi voti potrebbero arrivare dalla fazione di destra JA21, più moderata rispetto agli estremisti di Wilders oltre al sostegno di vari partiti di centro-destra come 50+ o CU. La maggioranza sarebbe comunque molto fragile con circa 80 seggi su 76 necessari, coinvolgendo tra l’altro sei partiti.
L’ipotesi non regge visto che Jetten ha dichiarato di voler organizzare “una maggioranza solida”. Per questo, la via da percorrere sarebbe un fronte composto da D66, CDA e VVD, ma questa volta in coalizione con il centrosinistra dei laburisti e dei verdi. In questo scenario, Jetten avrebbe 86 voti dalla sua parte raggruppando tutte le forze politiche più rilevanti esclusi gli estremisti. Questo idea di “campo largo” però, non è piacie alla VVD: il partito dell’ex premier e attuale segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha fatto sapere, attraverso il suo leader Dilan Yesilgoz, di “non voler partecipare a un governo di sinistra”. La situazione resta intricata. L’esecutivo sarà di certo europeista ma la sua composizione resta difficile.











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