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    Home » Economia » La Finlandia sostiene Rehn alla vicepresidenza della BCE, l’Eurogruppo avvia i lavori per il post-Lagarde

    La Finlandia sostiene Rehn alla vicepresidenza della BCE, l’Eurogruppo avvia i lavori per il post-Lagarde

    Dalla ministra delle Finanze di Helsinki pubblico appoggio a Rehn per il ruolo di numero due della Banca centrale europea, che si libera il 31 maggio 2026. Si apre ufficialmente l'iter di rinnovo dell'Eurotower

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    12 Novembre 2025
    in Economia
    La sede della BCE, a Francoforte [foto: European Central Bank]

    La sede della BCE, a Francoforte [foto: European Central Bank]

    Bruxelles – Olli Rehn? Mario Centeno? Tra candidature ufficiali e potenziali i ministri dell’Economia e delle finanze dell’UE iniziano a ragionare sul nuovo corso della Banca centrale europea. Il mandato di Christine Lagarde scade il 31 ottobre 2027 e non è rinnovabile, ma prima ancora della poltrona della presidente della BCE a liberarsi è quella del vicepresidente, lo spagnolo Luis De Guindos, il cui mandato terminerà il 31 maggio 2026. I ragionamenti per il post-Lagarde non sono cominciati, ma iniziare a ragionare sulle prime caselle da rinnovare innesca inevitabilmente giochi politici più ampi, ma intanto la Finlandia prova a giocare d’anticipo.

    Olli Rehn, liberale, membro del consiglio dei governatori della BCE, ha manifestato interesse per il posto di vicepresidente dell’istituzione. Attuale governatore della Banca centrale di Finlandia, già ex ministro dell’Economia finlandese (maggio 2015-dicembre 2016), Rehn è stato commissario per l’Economia e l’euro (9 febbraio 2010- 1 luglio 2014) nella seconda commissione Barroso, mostrandosi uno strenuo difensore del rigore e delle politiche di austerità. “E’ qualificato” per il ruolo, sostiene Riikka Purra, ministra delle Finanze finlandese. “Lo sosteniamo”, scandisce pubblicamente a margine dei lavori dell’Eurogruppo, aprendo ufficialmente il processo di nomina tutta politica.

    Olli Rehn [foto: imagoeconomica]
    Un nome che inizia a circolare è quello di Mario Centeno, socialista, già ministro delle Finanze portoghese (novembre 2015-giugno 2020), già presidente dell’Eurogruppo (gennaio 2018-luglio 2020) e a capo della banca centrale di Portogallo fino al mese scorso. Per quanto lui un sostegno implicito arriva dal ministro delle Finanze portoghese, Joaquim Miranda Sarmento: per quanto consideri “prematuro” iniziare il toto-nomi, ammette che “naturalmente il governo è sempre soddisfatto quando un portoghese ottiene incarichi internazionali”.

    Anche la Grecia sarebbe interessata al posto che lascerà libero De Guindos, e l’attuale governatore della banca centrale ellenica, Yannis Stournaras, sarebbe della partita. Un Paese Mediterraneo, del sud, ma con un esponente oggi indipendente ma legato al centro-destra (Stournaras è stato ministro delle Finanze nel governo di Antonis Samaras).

    Partito e criteri geografico, la corsa per il post-Lagarde

    La corso per il successore di De Guindos anticipa la corsa per il sostituto di Lagarde. Nella ridefinizione della composizione della BCE tutto dovrà tenere conto degli equilibri politici e geografici. Il Partito popolare (PPE) ha vinto le elezioni europee e raccoglie i frutti del voto. Controlla la Commissione europea, il Parlamento europeo e gode di undici capi di Stato e di governo in seno al Consiglio (Austria, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Svezia).

    Concedere al Portogallo la vicepresidente della BCE vorrebbe dire accontentare socialisti e Paesi del sud, non spostando equilibri politici e geografici per lasciare la presidenza della Banca centrale europea ai Paesi del nord, a guida PPE. In questa corsa al posto oggi occupato da Lagarde figurano i nomi del’ex governatore della banca centrale olandese Klaas Knot, e del presidente della Bundesbank, Joachim Nagel. Il primo è un tecnico, il secondo esponente dell’SPD tedesco, e per questo non in condizione di partenza ottimale per ottenere il posto. Senza contare che la Germania, con Ursula von der Leyen, ha già l’esecutivo comunitario. Non sembrano i veri candidati, dunque, ma per quelli servirà tempo.

    In questo gioco a incastri il nome di Boris Vujcic, governatore della Banca centrale di Croazia, potrebbe non aiutare. Il croato sarebbe in corsa per il ruolo di vicepresidente della BCE, ma è stato confermato alla testa della banca centrale della Croazia dal primo ministro Andrej Plenkovic, PPE. Con la vicepresidenza ai popolari il PPE si complicherebbe la vita nel mantenere la presidenza dell’Eurotower (Lagarde appartiene alla famiglia dei popolari europei). Ad ogni modo la composizione della BCE ha già ampiamente animato i lavori dei ministri economici riuniti a Bruxelles per un eurogruppo proiettato alla riunione del consiglio Ecofin.

    Tags: Banca Centrale europeabceeurozonaOlli Rehnvicepresidenza

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