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    Home » Energia » L’UE “chiuderà i rubinetti” di gas dalla Russia entro settembre 2027

    L’UE “chiuderà i rubinetti” di gas dalla Russia entro settembre 2027

    Paesi membri ed Eurocamera hanno raggiunto l'accordo sul calendario proposto dalla Commissione: per il GNL il divieto totale è fissato a fine 2026, per il gas via gasdotto nell'autunno dell'anno successivo. Il commissario per l'Energia Jørgensen: "Non torneremo mai più alla pericolosa dipendenza dalla Russia"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    3 Dicembre 2025
    in Energia
    Fatih Birol, Ursula von der Leyen and Dan Jørgensen

    Fatih Birol, Ursula von der Leyen and Dan Jørgensen

    Bruxelles – L’Unione europea eliminerà tutte le importazioni di gas naturale dalla Russia entro l’autunno 2027. “Oggi chiudiamo i rubinetti“, ha esultato il commissario UE per l’Energia, Dan Jørgensen, annunciando l’accordo tra i co-legislatori UE sulla tabella di marcia proposta dalla Commissione europea lo scorso giugno. Anzi, rispetto al calendario originale, Paesi membri ed Eurocamera hanno scelto di accelerare ulteriormente, per mettere fine alla dipendenza energetica da Mosca.

    “Un buon giorno per l’Europa e per l’Ucraina, un giorno molto brutto per la Russia”, ha pizzicato Jørgensen in una breve conferenza stampa insieme a Ursula von der Leyen. La leader UE ha snocciolato alcuni dati, che “parlano da soli”: dall’inizio della guerra in Ucraina, le importazioni di gas russo – GNL e gasdotti – sono scese dal 45 al 13 per cento del totale delle importazione dell’UE, quelle di carbone dal 51 per cento a zero, quelle di petrolio dal 21 al 2 per cento. L’UE foraggiava Mosca con 12 miliardi di euro al mese. “Ora siamo scesi a 1,5 miliardi al mese, ancora troppo, e puntiamo ad azzerare questa cifra”, ha affermato la presidente della Commissione europea.

    In sostanza, il regolamento introduce un divieto giuridicamente vincolante e graduale delle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) e di gas tramite gasdotto dalla Russia, con un divieto totale rispettivamente dalla fine del 2026 e dall’autunno 2027. “Sei settimane dopo l’entrata in vigore del regolamento saranno vietati nuovi contratti a breve e lungo termine, dopodiché ci occuperemo delle importazioni rimanenti nell’ambito dei contratti esistenti”, ha spiegato Jørgensen.

    putin gas russia
    Il presidente russo, Vladimir Putin, e il CEO di Gazprom, Alexei Miller, nel quartier generale di Gazprom a San Pietroburgo (Photo by Kirill MOROZOV / POOL / AFP)

    Secondo l’accordo raggiunto da Consiglio e Parlamento, per i contratti di fornitura a breve termine conclusi prima del 17 giugno 2025, il divieto di importazione di gas russo si applicherà a partire dal 25 aprile 2026 per il GNL e dal 17 giugno 2026 per quelli via gasdotto. Per i contratti a lungo termine per le importazioni di GNL, il divieto si applicherà a partire dal 1° gennaio 2027, in linea con il 19esimo pacchetto di sanzioni adottato lo scorso ottobre, mentre per quanto riguarda i contratti a lungo termine per le importazioni di gas tramite gasdotto, il divieto entrerà in vigore il 30 settembre 2027. Quest’utlimo, a condizione che gli obiettivi di riempimento degli stoccaggi previsti dal regolamento sullo stoccaggio del gas siano in linea con il loro raggiungimento, e al più tardi il 1° novembre 2027. Nella sua proposta originaria, la Commissione europea aveva previsto la chiusura definitiva dei rubinetti entro il 31 dicembre 2027.

    Tutti gli Stati membri dovranno presentare piani nazionali di diversificazione delle loro forniture di gas. Obbligo che vale anche per quegli Stati membri che continuano a importare petrolio russo: Ungheria e Slovacchia, a cui l’UE aveva finora concesso un’esenzione. Il compromesso raggiunto nella notte prevede che la Commissione europea presenti nei prossimi mesi una proposta per porre fine alle importazioni di petrolio russo a Budapest e Bratislava entro la fine del 2027. Ungheria e Slovacchia, Paesi senza sbocco sul mare e vicini a Mosca, si erano opposti strenuamente anche durante le trattative tra i Paesi membri.

    Il regolamento prevede sanzioni “efficaci, proporzionate e dissuasive” in caso di mancato rispetto delle scadenze, e mantiene la clausola di sospensione, che la Commissione potrà attivare in caso di rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico di uno o più Stati membri. Consiglio dell’UE ed Eurocamera hanno indicato che la sospensione temporanea dovrà essere basata su una “stretta necessità”, su uno “stato di emergenza dichiarato da uno Stato membro e solo per un periodo limitato e per contratti di fornitura a breve termine”.

    La Commissione dovrà infine riesaminare l’attuazione del regolamento entro due anni dalla sua entrata in vigore, al fine di valutarne l’impatto. Ma nei piani di Bruxelles, la strada imboccata è a senso unico: “Non torneremo mai più alla nostra pericolosa dipendenza dalla Russia, con forniture volatili e manipolazione dei mercati, ricatti energetici ed esposizione economica”, ha messo in chiaro Jørgensen.

    Tags: dan jorgensenenergiaphase outRePowerEUrussiaueursula von der leyen

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