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    Home » Politica Estera » La svolta di Berlino, i leader UE esaltano la “forte convergenza” con gli Stati Uniti sull’Ucraina

    La svolta di Berlino, i leader UE esaltano la “forte convergenza” con gli Stati Uniti sull’Ucraina

    Per Washington risolte il 90 per cento delle questioni tra Mosca e Kiev. Passi avanti sulle garanzie di sicurezza, resta il nodo del Donbass. Von der Leyen: "Progressi reali e concreti, possibili grazie all'allineamento tra Ucraina, Europa e Stati Uniti"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    16 Dicembre 2025
    in Politica Estera
    I leader UE insieme a Volodymyr Zelensky a margine dell'incontro a Berlino, 15/12/25 [Credits: EU Commission]

    I leader UE insieme a Volodymyr Zelensky a margine dell'incontro a Berlino, 15/12/25 [Credits: EU Commission]

    Bruxelles – Mentre sul finanziamento UE all’Ucraina per i prossimi due anni l’orizzonte resta cupo, a Berlino – sul fronte negoziati di pace – si registra una netta schiarita. I colloqui tra Kiev e gli emissari degli Stati Uniti, a cui ieri sera si sono aggiunti anche diversi leader europei, hanno avvicinato le due sponde dell’Atlantico. L’ondata di ottimismo è contagiosa: per Donald Trump “siamo più vicini che mai” alla fine del conflitto, per il cancelliere tedesco Friedrich Merz l’opportunità è “reale”. In una dichiarazione congiunta, gli 11 leader UE presenti a Berlino hanno accolto con favore i “significativi progressi” e la “forte convergenza” tra Bruxelles, Washington e Kiev.

    Dopo due giorni di intense trattative, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato: “Non è stato facile, ma gli incontri sono stati molto produttivi“. Fonti USA hanno indicato che il 90 per cento delle questioni tra Mosca e Kiev sarebbe risolto. I passi avanti più evidenti – e riconosciuti da tutti – sono stati fatti sulle garanzie di sicurezza per Kiev, mentre la questione territoriale, ed in particolare il nodo del Donbass, resta l’elefante nella stanza.

    A guardare le spalle a Zelensky, per conto dell’UE sono volati nella capitale tedesca – oltre al cancelliere Merz – Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, il premier britannico Keir Starmer, il polacco Donald Tusk, la danese Mette Frederiksen, insieme ai primi ministri di Svezia, Paesi Bassi e Norvegia e il presidente della Finlandia. Nella nota diffusa da Bruxelles, e siglata anche dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, l’UE ha messo per iscritto una serie di impegni concordati con i negoziatori USA, Steve Witkoff e Jared Kushner.

    Ucraina
    Il presidente ucraino Volodymir Zelensky stringe la mano all’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff (Foto Imagoeconomica)

    In particolare, gli alleati affermano di voler “fornire un sostegno costante e significativo all’Ucraina per la costituzione delle sue forze armate”, e indicano che l’esercito di Kiev dovrebbe contare – in tempo di pace – su 800 mila soldati. Prevedono una “forza multinazionale ucraina” guidata dall’Europa, “composta da contributi di nazioni disposte a partecipare nel quadro della Coalizione dei volenterosi e sostenuta dagli Stati Uniti”. Tra i punti figura “un impegno giuridicamente vincolante ad adottare misure per ripristinare la pace e la sicurezza in caso di un futuro attacco armato”, che non escluderebbe “l’uso della forza armata”. L’UE è riuscita a mettere nero su bianco anche “la necessità che la Russia risarcisca l’Ucraina per i danni causati”. E ha ottenuto che gli Stati Uniti sostengano “con forza” l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

    “Stiamo assistendo a progressi reali e concreti, resi possibili grazie all’allineamento tra Ucraina, Europa e Stati Uniti”, ha commentato a margine dei colloqui la presidente della Commissione europea. L’ottimismo si affievolisce però quando si passa alle questioni territoriali. “Le posizioni sono differenti”, ha ammesso senza giri di parole Zelensky. Trump insiste perché Kiev rinunci alla regione del Donbass, oltre l’attuale linea del fronte. Mosca ha ribadito che non ha intenzione di fare concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea. Per Bruxelles, l’ultima parola spetta a Zelensky: “Le decisioni sul territorio spettano al popolo ucraino, una volta che saranno state messe in atto solide garanzie di sicurezza”, si legge nella nota, “i confini internazionali non devono essere modificati con la forza”.

    Merz, padrone di casa del round di negoziati, si è immediatamente rivolto a Mosca, chiedendo di accettare un cessate il fuoco prima di Natale. “Spetta ora alla Russia dimostrare la volontà di lavorare per una pace duratura accettando il piano di pace del presidente Trump e dimostrare il proprio impegno a porre fine ai combattimenti accettando un cessate il fuoco“, conclude la nota dei leader europei.

    Tags: antonio costaFriedrich Merznegoziatiucrainaue-usaursula von der leyenvolodymyr zelensky

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