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    Home » Economia » Lo strappo socialisti-popolari si consuma anche sulla messa al bando dei motori tradizionali dal 2035

    Lo strappo socialisti-popolari si consuma anche sulla messa al bando dei motori tradizionali dal 2035

    Il capogruppo PPE, Weber: "Dopo il 2035 si venderanno tutti i tipi di auto", incluse quelle a benzina e diesel. La replica di Garcia Perez: "Non è questo il futuro, ancora una volta si segue l'estrema destra"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Dicembre 2025
    in Economia, Mobilità e logistica
    Politica estera

    La sede del Parlamento europeo a Strasburgo [foto: Anna Gerardi]

    dall’inviato a Strasburgo – Auto pulite e motori del futuro, lo scontro popolari-socialisti si rinnova e si sposta al volante, e le divisioni tra i principali due gruppi del Parlamento europeo si rinnovano su un tema sensibile da entrambe le parti. In ballo c’è il mantenimento dell’orizzonte temporale del 2035, anno in cui scatterà la messa al bando dei motori a combustione interna, secondo la proposta originaria della Commissione UE. Il PPE vuole fare del calendario carta straccia, cosa che invece S&D vorrebbe mantenere.

    “Possiamo vincere la sfida dei cambiamenti climatici solo se permettiamo tutti i motori dopo il 2035”, scandisce Manfred Weber, capogruppo del PPE e presidente del partito popolare. Tradotto: “Dopo il 2035 tutti i motori devono poter essere venduti, inclusi quelli tradizionali“, non solo tutti quelli che il progresso tecnologico consente e consentirà, precisa. Quindi aggiunge: “Non chiedete alla politica che tecnologia scegliere. Spetta al mercato e si consumatori”.

    E’ questa la cesura definitiva del PPE con l’operato della prima Commissione von der Leyen, e la dimostrazione di come e quanto la stessa von der Leyen sia sotto l’assedio del suo partito. Le parole di Weber, però scatenano inevitabilmente le reazioni di Iratxe Garcia Perez, capogruppo dei socialisti. “Se si tratta di introdurre flessibilità va bene, se si tratta di salvaguardare i posti di lavoro va bene. Ma il futuro dell’auto è continuare con la protezione dei motori a combustione?”, domanda in modo polemico a magine dei lavori parlamentari. “La nostra base negoziale è chiara: flessibilità, mantenendo l’obiettivo del 2035“.

    Per la capogruppo dei socialisti la revisione delle regole di sostenibilità per il settore dell’automotive diventa un’altra occasione per un attacco frontale al PPE e al suo leader. “I conservatori (ECR), Weber e la Commissione europea sanno solo semplificare, ma la ricetta non può essere solo la de-regulation. Weber insegue la destra estrema“.

    L’affondo che arriva dai socialisti non è casuale, tanto più che dal fronte dei conservatori il co-presidente dell’ECR, Patryk Jaki, si schiera apertamente in un modo che sancisce convergenza e incontro con il PPE. “Vogliamo l’eliminazione della messa al bando dei motori a combustione dal 2035“, scandisce. “Per noi la libertà è una cosa seria, e le persone devono poter scegliere l’auto che vogliono”. Grosso modo il messaggio del PPE.

    Se sull’auto e i motori si forma un’alleanza PPE-ECR, i socialisti trovano nei Verdi i loro alleati per la battaglia di sostenibilità. “Non aiutiamo l’industria creando incertezza“, scandisce Bas Eickout, co-presidente del Greens. “Il futuro è elettrico, l’ha detto von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione. Se a qualche gruppo non va bene si crea solo incertezza”.

    Tags: autoautomotiveiratxe garcia perezmanfred webermotoriparlamento europeotrasportiue

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