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    Home » Difesa e Sicurezza » Parlamento Ue: Una “Schengen” anche per soldati e mezzi militari

    Parlamento Ue: Una “Schengen” anche per soldati e mezzi militari

    La risoluzione dell'Eurocamera auspica un attraversamento dei confini europei da parte di mezzi e uomini militari di massimo tre giorni in tempo di pace mentre in situazioni di crisi non più di 24 ore

    Enrico Pascarella di Enrico Pascarella
    17 Dicembre 2025
    in Difesa e Sicurezza, Politica
    Schengen
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    Bruxelles – Schengen non solo per merci e persone, ma anche per i mezzi militari. Il Parlamento Europeo ha approvato oggi una risoluzione per agevolare la mobilità tra gli Stati europei di mezzi militari e soldati. “Il Parlamento sottolinea il lavoro che resta da fare per realizzare un vero e proprio ‘spazio militare Schengen’, e questo deve essere realizzato nel più breve tempo possibile. Per far sì che si possa avere la capacità di schierare rapidamente truppe e attrezzature in tutta l’UE” ha affermato dopo l’approvazione dell’aula il relatore Petras Auštrevičius (Renew, LT).

    Military #mobility is not just about moving our trooos and assets. It’s essential for deterring, suppressing and containing hostile military actions that arise in various parts of the #EU, and for maintaining and restoring security balance pic.twitter.com/CHncBay2az

    — Petras Austrevicius (@petras_petras) December 17, 2025

    Il segnale è quello per invertire la rotta rispetto ai tagli fatti negli anni precedenti. Gli Stati membri, all’epoca dell’approvazione del bilancio 2021-2027, avevano tagliato del 75 per cento i finanziamenti alla mobilità militare proposti dalla Commissione Europea. In origine Palazzo Berlaymont aveva proposto 6,5 miliardi di euro, sforbiciati dalle capitali fino a 1,7 miliardi. Erano però altri tempi: la Russia non aveva ancora invaso l’Ucraina e le questioni belliche erano tra le prime spese sacrificabili.

    Ora la situazione si è invertita. La Commissione, nella sua proposta negoziale per il Quadro Finanziario Pluriennale (MFF) con validità tra il 2028 e il 2032, ha proposto a novembre circa 17 miliardi. Il Parlamento ha sollecitato oggi i singoli Stati membri a non opporsi a questo target, anzi, ha sottolineato come “l’ammodernamento di 500 “punti critici” infrastrutturali, come ponti o gallerie, richiederebbe almeno 100 miliardi di euro“, aggiungendo che “la Commissione deve semplificare le procedure per ottenere finanziamenti per progetti a duplice uso”.

    Non sono pubblici, per ragioni di sicurezza, i “500 punti critici infrastrutturali”, ma quello che gli eurodeputati auspicano è un aiuto per l’ammodernamento delle vie multimodali (strade, ferrovie, ponti e gallerie) nei quattro corridoi prioritari di mobilità. Di questa lista non fanno parte le opere in possibile costruzione, ad esempio il Ponte sullo Stretto. I corridoi strategici sono stati identificati a marzo dal Consiglio Europeo, sono: il Corridoio settentrionale (tra Scandinavia ed Europa centrale), quello centro-settentrionale (dalla Germania del Nord fino all’Austria), tra centro Europa fino al Mediterraneo c’è poi quello centro-meridionale e il Corridoio orientale comprende le rotte da e per i Paesi baltici fino al Mar Nero.

    Quello che può fare l’Unione, e che gli europarlamentari promuovono, è la facilitazione dei permessi per il passaggio delle truppe attraverso i vari confini, da evitare sono le lungaggini burocratiche e amministrative. L’obiettivo, si legge nella relazione del Parlamento, è garantire “alle truppe di reazione rapida di attraversare i confini interni dell’UE entro tre giorni in “tempo di pace” ed entro 24 ore in una situazione di crisi“. Un risultato possibile solo se perseguito in sinergia con la NATO.

    Dopo la pausa natalizia gli eurodeputati delle commissioni Trasporti e Difesa inizieranno i lavori legislativi sul pacchetto sulla mobilità militare presentato dalla Commissione europea.

    Tags: mobilità militarePlenaria di StrasburgoSchengen militare

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