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    Home » Difesa e Sicurezza » Propellenti ed esplosivi, le prossime sfide per l’UE della difesa a corto di risorse e forniture

    Propellenti ed esplosivi, le prossime sfide per l’UE della difesa a corto di risorse e forniture

    Anche per i motori a reazione in miniatura problematiche messe in risalto dal Parlamento europeo in un'analisi sulle criticità della difesa, dove ai limiti vecchi se ne aggiungono di nuovi

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    31 Ottobre 2025
    in Difesa e Sicurezza
    Difesa Esercito UE

    Foto: European Defence Agency

    Bruxelles – L’Europa della difesa è già indietro e rischia di esserlo sarà ancora di più, perché a problematiche già presenti se ne aggiungeranno di nuove, a breve. E’ l’avvertimento contenuto nel documento di analisi redatto dal Centro studi e ricerche del Parlamento europeo, che fa una sintesi di una situazione che per l’UE è già un rompicapo. Intanto viene fatto notare che la capacità industriale non è definita esclusivamente dagli impianti di produzione, ma “dipende in egual misura dalla manodopera qualificata, dai fornitori specializzati e dall’accesso a materie prime essenziali”. Tutte cose che l’Unione europea non ha.

    Anche in ragione di scelte politiche prese dopo la seconda guerra mondiale, tutti in Europa hanno di fatto dismesso l’industria pesante per un nuovo tipo di economia, di pace. Risultato: manca forza lavoro qualificata e specializzata e le catene di approvvigionamento sono deboli. A questo si aggiunge la questione dei giovani poco interessati a fare carriera nel settore della difesa.

    La svolta impressa dalla Commissione europea con la sua agenda per la difesa può servire a poco, avvertono gli esperti del Parlamento europeo. Come spiegano, la produzione effettiva potrebbe essere inferiore alla capacità nominale perché molte aziende avevano piani di espansione precedenti ai finanziamenti dell’UE e le catene di approvvigionamento rimangono sotto pressione. A proposito di forniture, “la carenza di componenti come propellenti, esplosivi e motori a reazione in miniatura rappresenta il prossimo collo di bottiglia, evidenziando la necessità di ulteriori investimenti pubblici mirati“.

    Per l’Unione europea, in sostanza, “persistono vincoli” per lo sviluppo del settore della difesa, e in tal senso “è preoccupante che il commissario per la Difesa [Andrius] Kubilius osservi che l’UE non è pronta“, e non perché ci sono ritardi frutto di scelte passate, ma perché non si vede la volontà di invertire la rotta. Per il Centro studi e ricerche del Parlamento europeo “c’è anche una notevole resistenza ai piani di riarmo europei” che impediscono di uscire dalla situazione da cui l’UE vorrebbe uscire.

    Tags: Andrius Kubiliusapprovvigionamentoforza lavoroindustrialavoratori qualificatiparlamento europeoue

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