Bruxelles – Brexit sì, ma non per gli studenti. L’Unione Europea e il governo di Londra hanno raggiunto un accordo per ripristinare il piano Erasmus+ tra l’Europa e il Regno Unito. Gli studenti dalle due parti opposte della Manica potranno così tornare a frequentare gli atenei senza pagare tasse aggiuntive a partire dal 2027. “L’associazione del Regno Unito al programma Erasmus+ nel 2027 offrirebbe opportunità significative nei settori dell’istruzione, della formazione, dello sport e della gioventù per gli individui nel Regno Unito e nell’Unione Europea, in particolare per le giovani generazioni” hanno fatto sapere in maniera congiunta le autorità di Bruxelles e Londra.
La decisione è un passo importante per il ripristino delle relazioni post-Brexit tra il club dei 27 e il governo di Londra. Segnali in tal senso si erano già visti con la stipulazione, nel 2023, dell’accordo sulla circolazione delle merci in Irlanda del Nord. Operazione simile, sempre nel 2023, con l’accesso per il Regno Unito a parte dei fondi per la ricerca stanziati dal piano Horizon Europe della Commissione.
A livello operativo, bisogna ricordare come il progetto Erasmus non sia solo ad appannaggio degli studenti, ma agevoli la mobilità di professionisti dell’educazione, tirocinanti e volontari. I vantaggi sono quelli di poter accedere alle università britanniche e europee per i britannici, senza costi aggiuntivi, ottenendo una borsa di studio finanziata da UE e UK. L’ultima volta che il Regno Unito ha fatto parte del progetto è stato il 2020, con un interscambio di circa 50.000 persone. Cinque anni fa più di 17.000 britannici tra tirocinanti e studenti avevano aderito al programma. Gli europei furono invece 30.000. Numeri che potrebbero ripetersi, visto che la disponibilità data dal nuovo accordo permetterà una mobilitazione più semplice per 100.000 persone.
Nel 2024 tra i 27 Stati membri circa 1,5 milioni di persone hanno aderito all’Erasmus. Non mancano le critiche che tacciano però di elitismo l’iniziativa. Infatti, nonostante i grandi numeri e una promessa di aumentare il contributo, ad oggi pari a 5 miliardi di euro, la mobilità è garantita solo a una piccola fetta della popolazione. Applicando una semplificazione e considerando che sono circa 64 milioni i giovani europei tra i 18 e i 30 anni, il confronto con i numeri dell’Erasmus del 2024 porta alla luce il fatto che solo il 2,3 per cento della popolazione ha giovato dei benefici della mobilità Erasmus.





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