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    Home » Politica Estera » Trump sfida Nato e Unione Europea: la Groenlandia nel mirino dopo Caracas

    Trump sfida Nato e Unione Europea: la Groenlandia nel mirino dopo Caracas

    Per il presidente americano l'isola ghiacciata è indispensabile "dal punto di vista strategico e della sicurezza nazionale". Il primo ministro groenlandese risponde a tono: "Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione"

    Enrico Pascarella di Enrico Pascarella
    5 Gennaio 2026
    in Politica Estera
    Groenlandia

    Il presidente statunitense Donald Trump (foto: Brendan Smialowski/Afp)

    Bruxelles – Dopo aver destituito con la forza il presidente venezuelano Nicolás Maduro, gli Stati Uniti puntano alla Groenlandia, territorio autonomo della corona danese. Lo scenario non è ipotetico e le minacce, espresse questa notte a bordo dell’Air Force One dal presidente americano Donald Trump, non sono velate: “Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene“. Ad essere chiamata in causa è la stessa Unione Europea, che secondo Trump “ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia“. Una non spiegata necessità che ha messo in allarme le cancellerie europee.

    L’isola contesa

    Ad essere nella posizione peggiore è il primo ministro dell'”isola verde”, Jens Frederik Nielsen, che non vuole fare certo la fine di Maduro. Dall’inizio del suo mandato, cominciato a marzo, ha dovuto affrontare ripetute messe in discussione della sua sovranità. “Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alla discussione. Ma questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale”, ha scritto Nielsen su Facebook. A fargli eco la prima ministra danese Mette Frederiksen, che ha ricordato come sia “assolutamente assurdo affermare che gli Usa dovrebbero prendere il controllo della Groenlandia“.

    Groenlandia
    Il primo ministro della Groenlandia, Jens Frederik Nielsen (Foto: Parlamento Europeo)

    I leader europei, così come i portavoce della Commissione Europea, hanno ricordato a Trump l’importanza del diritto internazionale, con un approccio più duro rispetto alle condanne meno nette avvenute dopo l’attacco USA a Caracas. “L’Ue continua a difendere i principi della sovranità e dell’integrità territoriale e allo stesso tempo continua a esprimere solidarietà alla Groenlandia e alla Danimarca” ha affermato la portavoce della Commissione Ue Anitta Hipper.

    Analisi simile è arrivata dai ministeri degli esteri di Francia e Germania, mentre per l’Italia la questione è delegata del tutto alle istituzioni di Bruxelles. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Rtl 102.5, ha ricordato che “l’Ue deve prendere la propria posizione e garantire l’indipendenza di un territorio che fa parte della Corona danese“, dimenticandosi però di delineare una posizione italiana rispetto alle parole di Trump.

    L’attacco preventivo

    In ogni caso, il diritto internazionale non sembra rappresentare l’argine più efficace alle brame statunitensi. Per convincere Trump dell’inutilità delle minacce, la prima ministra danese ha quindi ricordato che la Danimarca fa parte della Nato. In virtù di questa appartenenza, esiste un accordo di difesa con gli Stati Uniti che concede a Washington un “ampio accesso alla Groenlandia”. Rassicurazioni che però, dalle parti della Casa Bianca, non sembrano sufficienti.

    L’amministrazione Trump considera pericolosa la presenza di navi russe e cinesi intorno all’isola ghiacciata e la Danimarca non sta facendo abbastanza per impedirlo. Con il solito approccio brusco, Trump ha sottolineato che Copenaghen nell’ultimo anno non ha fatto altro che inviare “una slitta trainata da cani”. 

    Questo insufficiente apporto sarebbe dunque il pretesto per un’intervento statunitense. Nelle strane declinazioni del diritto internazionale utilizzate alla Casa Bianca, infatti, una possibile incursione tra i ghiacci della Groenlandia sarebbe preventiva, come lo è stato per i presunti narcotrafficanti venezuelani. La ragione l’ha espressa lo stesso Donald Trump: “Dal punto di vista strategico e della nostra sicurezza nazionale la Groenlandia è molto importante“.

    President Trump on Greenland:

    You know what Denmark did recently to boost security in Greenland? They added one more dog sled. It’s true – they thought that was a great move. pic.twitter.com/VHMI6Q4nKd

    — Open Source Intel (@Osint613) January 5, 2026

    Venezuela e Groenlandia, due cose diverse

    Se l’analogia Venezuela-Groenlandia sembra chiara a Washington, a Bruxelles non la pensano allo stesso modo. “La Groenlandia è un alleato degli Stati Uniti ed è anche coperta dall’alleanza Nato. E questa è una differenza enorme. Non vediamo in alcun modo un possibile paragone con quanto è accaduto in Venezuela” ha affermato Anita Hipper, portavoce della Commissione Europea.

    Lettura che piace anche a Londra, dove si è verificato l’avvitamento più stravagante intorno al diritto internazionale. Il primo ministro Keir Starmer, stretto alleato di Trump in Europa, non ha condannato in nessun modo l’incursione statunitense a Caracas, ma si è mostrato molto duro rispetto alle affermazioni sulla Groenlandia. “La Danimarca – ha detto il premier – è un nostro alleato in Europa e un alleato nella Nato, ed è molto importante che il futuro della Groenlandia sia deciso solo dal Regno di Danimarca e dalla Groenlandia stessa“.

    Tags: diritto internazionaledonald trumpGroenlandianato

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