Bruxelles – Unione europea-Stati Uniti, un rapporto sempre più complesso e anche sempre più imbarazzante, almeno per come la Commissione UE decide di gestire – o non gestire – le mosse dell’amministrazione Trump. Dopo l’incapacità di condannare le operazioni militari in Venezuela e il modo in cui gli Stati Uniti hanno rapito il presidente Nicolas Maduro, a Bruxelles non si riesce a prendere posizione neppure sul blitz che ha condotto al sequestro di navi ombra russe in acque internazionali, a circa 200 chilometri dalle coste islandesi.
La stampa internazionale chiede se la Commissione europea intenda condannare l’accaduto, ma per pronta risposta la vicecapo dei portavoce dell’esecutivo comunitario, Arianna Podestà, cerca di chiudere in fretta domanda e vicenda sostenendo che “non spetta a noi giudicare le azioni di altri partner internazionali“. Parole che confermano le difficoltà di un’Unione europea che nonostante tutto continua a considerare Washington un alleato. “Gli Stati Uniti sono storicamente un partner strategico dell’UE, e lo sono ancora”, continua Podestà.
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Poi c’è la questione del peso internazionale, molto diverso. Gli Stati Uniti possono più di quanto possa l’UE, e a Bruxelles ne sono consapevoli. Non a caso la vice capo del servizio dei portavoce aggiunge che ci sono molti ambiti in cui i due soggetti collaborano, facendo gli esempi concreti dell’impegno USA per il Medio Oriente e la pace in Ucraina, questioni che da sole l’UE non potrebbe gestire. Ciò spiega le difficoltà di Bruxelles a condannare l’operato americano, su cui ci si appiattisce.
“Vogliamo inviare un messaggio forte e chiaro alla Russia: più sanzioni ci sono contro il Paese e meglio è”, taglia corto Anitta Hipper, portavoce dell’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas. Neppure lei condanna l’operazione degli Stati Uniti, e si limita a ribattere che “condanniamo l’obiettivo di eludere le sanzioni“. Una mancata condanna che porta a ritenere che la Commissione europea avalli, ancora una volta, l’operato di Trump. Siccome però nella sia pur timida reazione all’arresto di Maduro si fa riferimento al rispetto delle regole, dalla stampa arriva una domanda chiara per la Commissione: “Da una punto di vista di basi giuridiche, il regime di sanzioni permette agli Stati di intercettare nave e salire a bordo? Sì o no? ” Risponde la portavoce di Kallas: “Dovrò approfondire la questione e poi tornare da te”.
La Commissione europea colleziona un’altra brutta figura. Quando non balbetta, finge di non sapere di cosa si stia parlando. Insomma, una Commissione schiava di una relazione con gli Stati Uniti dove gli USA ridicolizzano gli europei, o inducendoli a ridicolizzarsi da soli.
![[foto: Chris Light/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/Shadow_boat_5300-640x375.jpg)










