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    Home » Politica Estera » Siria, von der Leyen: “Escalation preoccupanti”. E promette 620 milioni in due anni a Damasco

    Siria, von der Leyen: “Escalation preoccupanti”. E promette 620 milioni in due anni a Damasco

    La leader UE insieme ad Antonio Costa in visita a Ahmad al Sharaa, autoproclamatosi presidente dopo la caduta del regime di Assad lo scorso anno. Bruxelles vuole che i rifugiati siriani nell'UE "abbiano una prospettiva reale di tornare a casa"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    9 Gennaio 2026
    in Politica Estera
    siria

    Antonio Costa e Ursula von der Leyen incontrano Ahmad Al-Sharaa [Credits: European Council]

    Bruxelles – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non è arrivata in Siria a mani vuote. Ha portato in dono alla nuova leadership di Damasco un pacchetto di assistenza finanziaria da 620 milioni di euro in due anni, parte di un “nuovo quadro di cooperazione basato su tre pilastri“. La leader UE ha fatto visita oggi (9 gennaio), insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, all’autoproclamato presidente siriano Ahmad al-Sharaa, proprio mentre ad Aleppo, nel nord-ovest del Paese, sono in corso feroci scontri tra le forze governative e i curdi delle Forze Democratiche Siriane (Sdf).

    “Le violente escalation degli ultimi giorni sono preoccupanti”, ha esordito von der Leyen, che ha scommesso pesantemente su al-Sharaa e sul nuovo corso in Siria dopo il crollo della dittatura di Bashar al-Assad e oltre un decennio di guerra civile. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio dei combattimenti ad Aleppo sarebbe già di almeno 43 morti, tra cui 25 civili, e 98 feriti. L’ong ha denunciato l’utilizzo di “armi pesanti, con attacchi diretti a zone residenziali e ospedali”. Ma i 350 chilometri che separano Damasco dalla ‘capitale del Nord’, permettono ai pesi massimi dell’UE di lasciare in un angolo lo spettro di una nuova guerra civile e di concentrarsi sugli interessi reciproci con il leader siriano.

    L’UE vuole una Siria stabile, capace di riaccogliere a poco a poco gli oltre un milione di rifugiati siriani nell’Unione europea e quasi 4 milioni trattenuti in Turchia, per cui Bruxelles sborsa da anni diversi miliardi di euro. Al Sharaa vuole legittimarsi definitivamente sulla scena internazionale e ha bisogno del supporto economico per ricostruire un Paese devastato. Al Sharaa ha promesso già lo scorso anno che, al termine di un lungo periodo di transizione di cinque anni, convocherà nuove elezioni e redigerà una nuova Costituzione.

    Von der Leyen ha indicato tre pilastri: partenariato politico, cooperazione economica e sostegno finanziario. A patto che prosegua l’impegno di Damasco a realizzare una Siria “nuova, pacifica, inclusiva e sicura”. Se il dialogo politico si svilupperà attraverso incontri ad alto livello – il primo “nella prima metà di quest’anno -, il pilastro della cooperazione economica è a ben vedere già iniziato con la revoca delle sanzioni economiche poche settimane dopo la caduta di Assad. “L’UE ha invitato la Banca europea per gli investimenti a riprendere la sua attività in Siria. E oggi vorremmo avviare discussioni sulla ripresa del nostro accordo di cooperazione. In questo modo la Siria potrà ricominciare a beneficiare dell’accesso al mercato economico europeo“, ha annunciato von der Leyen nel suo intervento.

    Il terzo pilastro prevede un sostegno finanziario di circa 620 milioni di euro per il 2026 e il 2027. Un pacchetto che “comprenderà naturalmente gli aiuti umanitari, ma anche il sostegno alla ripresa iniziale e il sostegno bilaterale”. Un pacchetto – ha insistito la leader UE – “necessario per aiutare il governo a ripristinare i servizi essenziali per la popolazione e a ricostruire le istituzioni statali“.

    L’impegno dell’UE non è disinteressato: “Vorremmo che i siriani avessero una prospettiva reale di tornare a casa e ricostruire la loro vita qui. Stiamo quindi intensificando la nostra collaborazione con i partner regionali, tra cui la Turchia, la Giordania e il Libano, nonché con l’UNHCR, per sostenere un ritorno sicuro, dignitoso e volontario”, ha concluso von der Leyen.

    Tags: ahmad al sharaaMedio Orientesiriaursula von der leyen

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