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    Home » Cronaca » Nel 2025 gli ingressi irregolari nell’UE sono diminuiti del 26 per cento. Ma non dal Mediterraneo

    Nel 2025 gli ingressi irregolari nell’UE sono diminuiti del 26 per cento. Ma non dal Mediterraneo

    Frontex ha registrato 178 mila attraversamenti delle frontiere esterne UE, di cui più di un terzo sulla rotta che punta le coste italiane. Almeno 1.878 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo nel 2025

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    15 Gennaio 2026
    in Cronaca
    mauritania migranti

    Migranti in mare. Il numero degli attraversamenti irregolari nel Mediterraneo centrale è più che raddoppiato. [foto: Wikimedia Commons]

    Bruxelles – Il pugno duro dell’UE sulla migrazione irregolare dà i suoi frutti. Lo confermano i dati annuali diffusi oggi (15 gennaio) da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: nel 2025, gli attraversamenti irregolari delle frontiere UE sono diminuiti del 26 per cento rispetto all’anno precedente, fermandosi a 178 mila. C’è anche un bicchiere mezzo vuoto: dal Mediterraneo centrale, rotta che conta per oltre un terzo di tutti gli arrivi di persone migranti, sono rimasti pressoché identici.

    Il calo generale resta significativo: gli attraversamenti delle frontiere esterne dell’UE sono diminuiti di oltre un quarto in un anno, e di più della metà di quelli registrati nel 2023. “La tendenza sta andando nella giusta direzione, ma i rischi non scompaiono”, ha commentato Hans Leijtens, direttore esecutivo di Frontex. “Questo calo dimostra che la cooperazione può dare risultati. Non è un invito a rilassarsi. La nostra responsabilità è quella di rimanere vigili, sostenere gli Stati membri sul campo e garantire che l’Europa sia pronta ad affrontare nuove sfide alle sue frontiere”, ha aggiunto Leijtens.

    La rotta del Mediterraneo centrale, che punta verso le coste italiane, è rimasta la più attiva, con 66.328 arrivi. Solo l’1 per cento in meno rispetto al 2024, al dispetto degli accordi UE con Paesi terzi per bloccare transito e partenze dei migranti. “Le partenze dalla Libia sono rimaste un fattore chiave nel determinare i movimenti verso l’Italia”, sottolinea il rapporto annuale di Frontex.

    Le coste libiche sono il principale punto di partenza anche per chi percorre la rotta del Mediterraneo orientale, verso l’isola di Creta e la Grecia. Sono più che triplicati, mentre nel complesso gli attraversamenti della rotta sono diminuiti del 27 per cento. Nel frattempo, il Mediterraneo occidentale ha registrato un aumento dei rilevamenti del 14 per cento, legato principalmente all’aumento delle partenze dall’Algeria. La rotta dell’Africa occidentale invece ha registrato il calo più marcato, con una diminuzione degli avvistamenti di circa due terzi, determinata dalla forte riduzione delle partenze da Mauritania, Marocco e Senegal.

    Anche lungo la rotta dei Balcani occidentali si è registrato un calo significativo dei rilevamenti, “grazie al rafforzamento delle misure di sicurezza e alla stretta cooperazione con Frontex, presente nella regione”. Infine, i tentativi di lasciare l’UE per il Regno Unito attraverso la Manica, sono rimasti sostanzialmente in linea con quelli del 2024, oltre 65 mila.

    Su tutte le rotte, le tre nazionalità più frequentemente individuate nel 2025 sono state quelle bangladese, egiziana e afghana. La Libia è rimasta il principale paese di partenza per quasi tutte le principali nazionalità che hanno registrato aumenti, sottolineando il suo ruolo centrale nei movimenti verso l’Europa attraverso il Mediterraneo centrale. Secondo le stime dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, almeno 1.878 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo nel 2025, rispetto alle 2.573 dell’anno precedente.

    Il 2026 “sarà un anno cruciale per la gestione delle frontiere europee”, sottolinea Frontex. Il Patto UE sulla migrazione e l’asilo diventerà pienamente applicabile a giugno, insieme a “importanti cambiamenti” come la piena attuazione del sistema di ingresso/uscita (EES) e il lancio previsto del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) nel corso dell’anno. Ci sono poi le nuove regole su rimpatri e Paesi sicuri, che potrebbero avere un effetto dissuasivo su chi decide di rischiare tutto per raggiungere l’Europa. “Se non si verificheranno gravi escalation geopolitiche nei paesi confinanti con l’UE, la migrazione irregolare verso l’Europa attraverso le frontiere terrestri e marittime potrebbe continuare la tendenza al ribasso osservata dal 2023”, conclude il rapporto.

    Tags: arriviFrontexmigrazione irregolare

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