Bruxelles – Dubbi e perplessità sulle riforme ai sensi del Piano nazionale per la ripresa (PNRR), con tanto di interrogazione sull’operato da parte del governo presentata (lo scorso novembre) da… uno dei partiti di maggioranza. A Bruxelles arrivano probabilmente le tensioni tra la Lega e il resto della coalizione, visto che Susanna Ceccardi (Lega/PfE), punta il dito contro un cantiere autorizzato nell’ambito del piano ‘Italia 5G’, finanziato dal PNRR, in scadenza a fine agosto di quest’anno.
Si chiede conto, nello specifico, del progetto che INWIT S.p.A si è aggiudicato per conto del gestore Vodafone S.p.A., per realizzare un ripetitore accanto ad una chiesa. Ceccardi contesta il fatto che “a poche centinaia di metri esiste già una torre sopra-suolo alta 30 metri (Toscana Radio Comunicazioni S.r.l.), già censita nel SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture) e già idonea a ospitare la rete 5G, con relativa tubazione interrata per la fibra ottica”, e dunque costruire un nuovo impianto sarebbe inutile, oltre che contrario alle regole. “Secondo le stesse norme PNRR – critica la leghista – l’uso delle infrastrutture esistenti è obbligatorio per evitare sprechi di risorse pubbliche.
Per l’europarlamentare della Lega c’è il rischio di “spreco dei fondi” oltre che una “violazione del ‘piano Italia 5G'”. La sollevazione del dubbio certo non fa fare al governo italiano una bella figura, in quanto principalmente responsabile per l’attuazione del piano nazionale e l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. Allo stesso tempo accende i riflettori sulle capacità dell’Italia di controllare. Emerge anche come all’interno della maggioranza FdI-Fi-Lega l’alleato leghista contesti l’operato degli alleati, dando prova di problemi di coesione e compattezza.
La risposta fornita dal vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto (che da ministro in Italia proprio di Pnrr si occupava) sembra avvalorare la cattiva gestione di un problema tutto italiano. “Le autorità degli Stati membri hanno il compito di selezionare i progetti finanziati nell’ambito del Recovery Fund e spetta ad esse in primo luogo garantire che i progetti intrapresi nel contesto dei rispettivi piani per la ripresa nazionali siano conformi al diritto nazionale e dell’UE”. Insomma, se qualcosa non quadra è perché chi doveva controllare non ha controllato.
INWIT a commento di questa interrogazione, in una nota spiega che “l’impianto, di nostra proprietà, rientra nel novero dei siti da realizzare nell’ambito del Piano Italia 5G – Densificazione“. INWIT risulta mandataria – in raggruppamento temporaneo d’impresa (RTI) con TIM e Vodafone – del bando “Densificazione 5G”, nell’ambito del Piano Italia 5G – PNRR, finalizzato a realizzare nuove infrastrutture di rete per lo sviluppo e la diffusione dei servizi mobili 5G nei territori in digital divide. Tutte le infrastrutture devono essere realizzate ed essere operative entro giugno 2026.
La caratteristica principale del bando, spiega poi l’azienda, “è la puntualità dell’intervento realizzativo dell’infrastruttura (stazione radio base). Sono previsti, cioè, pixel precisi del territorio da coprire con un raggio circoscritto (circa 200 metri), coincidenti con le aree in digital divide e risultanti dalle dichiarazioni degli operatori in sede di consultazione pubblica attivata da Infratel”. Dunque “ogni altra localizzazione dell’infrastruttura al di fuori dell’area circoscritta prevista dal bando risulterebbe pertanto non conforme con il bando stesso e quindi non sarebbe considerata ai fini del raggiungimento delle milestone del PNRR”. Insomma, la torre deve sorgere lì dove previsto “in esecuzione di tale bando”.
La società spiega ancora che “un’ulteriore caratteristica del bando è la previsione di realizzare nuove infrastrutture senza possibilità di ricorrere al riutilizzo o all’adattamento di infrastrutture già esistenti, anche qualora presenti nelle immediate vicinanze come nel caso dell’infrastruttura di TRC – Toscana
Radio Comunicazioni”. Un vincolo introdotto “proprio per garantire che gli interventi previsti dal Piano generino un effettivo incremento della capacità di rete e una copertura puntuale nelle precise aree in digital divide individuate da Infratel”. Quindi, nel contesto PNRR, rivendica INWIT, “la torre di telecomunicazione oggetto dell’intervento deve quindi essere necessariamente progettata e realizzata come nuova infrastruttura, in conformità alle prescrizioni tecniche e procedurali del bando”.


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