Bruxelles – Oggi (26 gennaio) il Consiglio dell’Unione europea ha adottato formalmente il regolamento che prevede la graduale eliminazione delle importazioni di gas e GNL russo nell’UE. Dopo l’accordo interistituzionale raggiunto a inizio dicembre, il via libera dei Paesi membri è l’ultima tappa dell’iter legislativo: una volta pubblicato nella Gazzetta ufficiale, il regolamento entrerà in vigore e sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.
Dal 30 settembre del 2027, saranno vietate le importazioni di gas tramite gasdotto. Ancora prima, all’inizio del 2027, entrerà in vigore il divieto totale per le importazioni di GNL. I contratti esistenti beneficeranno di un periodo di transizione. Nel giro di poco più di un mese, entro il 1° marzo 2026, i governi nazionali dovranno preparare piani nazionali per diversificare l’approvvigionamento di gas e individuare le potenziali difficoltà nel sostituire il gas russo. Le società energetiche saranno tenute a notificare alle autorità e alla Commissione europea eventuali contratti di fornitura di gas russo ancora in essere.
L’obbligo di stilare i piani di diversificazione vale anche per quegli Stati membri che continuano a importare petrolio russo: Ungheria e Slovacchia, a cui l’UE aveva finora concesso un’esenzione. Il mancato rispetto delle nuove norme può comportare sanzioni massime di almeno 2,5 milioni di euro per le persone fisiche e di almeno 40 milioni di euro per le società, pari ad almeno il 3,5 per cento del fatturato annuo totale mondiale della società o al 300 per cento del fatturato stimato della transazione. In caso di emergenza dichiarata e se la sicurezza dell’approvvigionamento è gravemente minacciata in uno o più Paesi dell’UE, Bruxelles potrà sospendere il divieto di importazione per un massimo di quattro settimane.
Il regolamento è stato approvato con il voto contrario di Ungheria e Slovacchia e con l’astensione della Bulgaria. Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha annunciato che Budapest “adirà la Corte di giustizia dell’Unione europea non appena la decisione sarà ufficialmente pubblicata”. Il governo di Viktor Orban promette battaglia: “Utilizzeremo ogni mezzo legale per ottenerne l’annullamento”, ha avvertito ancora Szijjártó, sottolineando che il regolamento “si basa su un espediente giuridico, presentando una misura sanzionatoria come una decisione di politica commerciale al fine di evitare l’unanimità”.
La Commissione europea tira dritto e annuncia in una nota che intende inoltre proporre una normativa per eliminare gradualmente le importazioni di petrolio russo entro la fine del 2027.

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